Cronaca 5 Novembre 2026

Occupati Nautico e Colombo, protesta studentesca estesa a tutti gli istituti superiori cittadini

Livorno, occupati tutti gli istituti superiori: la protesta degli studenti arriva anche al Nautico e al Colombo

La mobilitazione studentesca a Livorno si estende a tutti gli istituti superiori cittadini. Nella mattina di giovedì 5 novembre, intorno alle 6, gli studenti hanno occupato anche il Nautico Cappellini e la succursale del Colombo, completando così il quadro delle occupazioni che nei giorni scorsi avevano già interessato gli altri istituti della città. La protesta coinvolge i licei Cecioni, Enriques e Niccolini Palli, l’Iti, l’Orlando, il Geometri e le sedi del Vespucci-Colombo.

Una mobilitazione che, partita dalle rivendicazioni sulla situazione degli edifici scolastici, si è allargata a temi di carattere nazionale. Gli studenti contestano le scelte del Governo in materia di istruzione e denunciano i tagli a scuola e sanità, oltre a esprimere contrarietà alle spese per il riarmo. Un messaggio comune alle diverse occupazioni è rappresentato dalle condizioni delle strutture: infiltrazioni, aule troppo calde o fredde, infissi danneggiati, vetri mancanti, palestre inagibili e ambienti che si allagano quando piove.

La protesta ha raccolto anche la solidarietà di una parte del corpo docente. Al liceo Cecioni sono 68 gli insegnanti che hanno sottoscritto un documento nel quale esprimono vicinanza alle rivendicazioni degli studenti, sottolineando la necessità di ascoltare le nuove generazioni. «La scuola deve essere motore di cambiamento, e affinché questo accada, le istanze degli studenti devono essere ascoltate. Crediamo fermamente nel nostro ruolo di educatori, e come tali riteniamo che a volte sia necessario fermarsi, prestare ascolto ai giovani», scrivono i docenti.

Proprio al Cecioni è previsto un primo momento di confronto istituzionale: nella mattinata di giovedì gli studenti incontreranno il dirigente scolastico Rino Bucci e la presidente della Provincia Sandra Scarpellini.

Particolarmente articolate le richieste degli studenti dell’Iti, che hanno occupato l’istituto già dalle prime ore del mattino, dopo aver superato i cancelli e barricato gli ingressi con banchi e sedie. Al termine di un confronto con il dirigente scolastico Antonio Manfredini, i ragazzi hanno organizzato l’occupazione, prevedendo assemblee e attività, e hanno raccolto in un documento le criticità che riguardano la scuola.

Oltre ai problemi strutturali, gli studenti denunciano una situazione difficile nei laboratori, alcuni dei quali non sarebbero più adeguatamente attrezzati per consentire lo svolgimento delle attività didattiche. Vengono segnalati problemi nei dipartimenti di Informatica, Inglese, Elettronica, Chimica Analitica e Organica. Particolarmente critica, secondo il documento, la situazione dei laboratori di Meccanica, dove diversi macchinari sarebbero inutilizzabili o non sufficientemente sicuri e non ci sarebbero attrezzature in numero adeguato per permettere a ciascuno studente di lavorare individualmente.

Preoccupazioni anche per il Fabbricato 2, dove un banco prova e macchinari dal valore di migliaia di euro sarebbero esposti alle infiltrazioni provenienti dal soffitto. Gli studenti chiedono interventi e attenzione alle esigenze di un istituto tecnico nel quale i laboratori rappresentano una componente fondamentale della formazione. «Vogliamo lasciare la scuola in uno stato migliore di quello in cui l’abbiamo trovata», scrivono.

La protesta interessa anche l’Orlando, dove gli studenti chiedono risposte su diverse carenze, tra cui bagni senza porte, un servizio igienico al piano terra chiuso e pareti in cattive condizioni. Il dirigente scolastico Carmine Villani ha descritto una situazione caratterizzata dal dialogo, sottolineando il senso di responsabilità e di appartenenza dimostrato dai ragazzi nei confronti della propria scuola.

Al Vespucci-Colombo, le occupazioni avevano già interessato le sedi di via Chiarini e piazza Vigo. La vicepreside Mariella Di Lisio ha espresso preoccupazione per la sicurezza e per la possibilità che gli ambienti scolastici possano subire danni, riferendo anche di alcuni studenti saliti sul terrazzo del terzo piano con fumogeni. Nel frattempo, le lezioni si sono svolte nella sede del Colombo in via San Gaetano.

Con l’ingresso nella mobilitazione anche del Nautico Cappellini e della succursale del Colombo, la protesta assume dunque una dimensione cittadina. Resta centrale la richiesta degli studenti di essere ascoltati e di ottenere risposte concrete, sia sulle scelte politiche che riguardano il futuro della scuola pubblica sia sulle condizioni degli edifici e degli strumenti con cui ogni giorno si svolge l’attività didattica.

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