Cronaca 27 Febbraio 2026

Orti urbani di via Goito, bocciata la mozione per l’acquisto pubblico. Viviani: “Con il Piano operativo 5 ettari restano verdi e diventano patrimonio pubblico”

Livorno 27 febbraio 2026 Orti urbani di via Goito, bocciata la mozione per l’acquisto pubblico. Viviani: “Con il Piano operativo 5 ettari restano verdi e diventano patrimonio pubblico”

Orti urbani di via Goito, bocciata la mozione per l’acquisto pubblico. Viviani: “Con il Piano operativo 5 ettari restano verdi e diventano patrimonio pubblico”

Livorno – orti urbani di via goito: ingresso

Il Consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dal consigliere Panciatici sull’area di via Goito – via dell’Ambrogiana, conosciuta come “orti urbani”. Un atto che chiedeva al Comune di intervenire per acquisire i terreni finiti all’asta giudiziaria e scongiurare in modo definitivo qualsiasi ipotesi edificatoria.

Cosa chiedeva la mozione

La proposta partiva dalla constatazione che l’area – circa 63.627 metri quadrati, quasi sei ettari nel centro cittadino – rappresenta uno degli ultimi grandi polmoni verdi rimasti a Livorno, con bosco, frutteto, orti urbani, percorsi verdi e uno spazio di aggregazione radicato nel quartiere.

Alla luce delle aste giudiziarie andate deserte e del progressivo ribasso del prezzo base (ultimo valore indicato intorno a 1,3 milioni di euro), la mozione impegnava il sindaco e la giunta ad aprire un’interlocuzione formale con il curatore per valutare l’acquisto dell’intera area per ragioni di pubblica utilità.

L’obiettivo dichiarato era mantenerla integralmente a verde, eliminare ogni previsione edificatoria tramite successiva variante al Piano operativo e destinarla a progetti di educazione ambientale, agricoltura urbana sostenibile, tutela della biodiversità, attività sociali e percorsi partecipativi con cittadini, scuole e associazioni. Secondo i proponenti, solo l’acquisizione pubblica dell’intero comparto avrebbe garantito in modo definitivo la salvaguardia dell’area.

La risposta dell’assessora Viviani

A nome della giunta ha replicato l’assessora Viviani, che ha innanzitutto contestato l’idea che le scelte contenute nel Piano operativo siano in contrasto con l’interesse pubblico.

«Le scelte che sono nel piano operativo e che sono descritte nella scheda normativa T03 per l’ambito di via Goito – ha precisato – non sono scelte che non hanno considerato l’utilità pubblica, anzi vanno esattamente in quella direzione».

Viviani ha spiegato che la differenza rispetto all’ipotesi di esproprio totale dei sei ettari riguarda la modalità di acquisizione e gestione. Con la soluzione prevista dal Piano operativo, il Comune non dovrebbe espropriare l’intera area, ma otterrebbe comunque circa cinque ettari destinati a parco pubblico, forestazione urbana, orti, percorsi di educazione ambientale e attività inclusive.

«Queste azioni – ha sottolineato – si possono realizzare attuando la scheda T03, esattamente come indicato nella mozione». La differenza è che i cinque ettari verrebbero ceduti al patrimonio pubblico già progettati e realizzati secondo le prescrizioni dell’amministrazione, attraverso un piano urbanistico attuativo.

Nei restanti 10 mila metri quadrati sarebbe consentita un’edificazione limitata a 4.500 metri quadrati di residenza, concentrata in quattro lotti ben definiti. «Dentro tutto questo verde non ci si può costruire – ha ribadito – a meno che qualcuno non faccia una variante al Piano operativo».

L’assessora ha inoltre richiamato le norme sull’abitare sociale introdotte dal Piano operativo: vincolo di locazione a canone protetto per almeno 15 anni, canone ridotto di almeno il 10% rispetto ai valori locali, obbligo di sottoscrizione di un patto per l’abitare sociale e diritto di prelazione per il Comune alla scadenza del periodo. In caso di mancata realizzazione della quota sociale, l’edificabilità si riduce e parte delle aree deve essere ceduta all’amministrazione.

Viviani ha elencato le prescrizioni ambientali già contenute nella scheda: permeabilità dei suoli, incremento dell’agricoltura urbana, utilizzo di specie autoctone, progetti orientati all’assorbimento di CO₂ e alla riduzione delle polveri sottili, rispetto del Piano del Verde e delle linee guida per la qualità dello spazio pubblico.

Ha poi ricordato che il piano attuativo dovrà tornare in Consiglio per adozione e approvazione, con fase di deposito e osservazioni, e che – vista la rilevanza dell’intervento – sarà previsto anche un percorso partecipativo.

«Siamo disponibili a lavorare con tutta la cittadinanza per dare a questo nuovo parco urbano le caratteristiche che si aspetta – ha concluso – ma in questa fase non riteniamo di dover cambiare gli strumenti urbanistici né di dover intraprendere azioni con il curatore giudiziario».

Mozione respinta e protesta del comitato

Al termine del dibattito, la mozione non ha ottenuto i numeri necessari ed è stata respinta dal Consiglio comunale.

Duro il commento del Comitato Orti Urbani di via Goito, che parla di voto trasversale a favore della “cementificazione” e annuncia di voler proseguire la battaglia per la salvaguardia integrale dell’area, chiedendo la modifica del Piano operativo o l’acquisizione pubblica dei terreni.

La vicenda resta dunque aperta sul piano politico, mentre l’amministrazione conferma la linea già tracciata dal Piano operativo vigente.

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