Orti urbani di via Goito, De Peppo: «qui deve diventare il Central Park di Livorno»
Livorno 3 settembre 2026 Orti urbani di via Goito, De Peppo: «qui deve diventare il Central Park di Livorno»
Giovanni De Peppo, esponente di Sinistra Italiana, interviene sul futuro dell’area degli orti urbani di via Goito. La zona è stata assegnata dopo una procedura d’asta. L’impresa edile aggiudicataria ha manifestato l’intenzione di procedere con il progetto previsto.
Il Comune di Livorno, attraverso il sindaco Luca Salvetti e l’assessore all’urbanistica Viviani, ha illustrato la propria posizione sull’area. De Peppo propone invece una soluzione alternativa. Secondo l’esponente politico, l’amministrazione dovrebbe aprire una trattativa con l’impresa aggiudicataria.
«Noi qui dobbiamo ragionare in termini di comunità cittadina», afferma De Peppo. L’area, secondo la sua ricostruzione, rappresenta uno spazio rimasto libero per molti anni.
«Questa è un’area che diciamo storicamente è un’area che è rimasta vergine, libera. Prima c’erano delle coltivazioni», spiega. Nel tempo, alcuni cittadini hanno occupato gli spazi per realizzare orti destinati a esigenze personali, familiari e sociali.
L’esponente di Sinistra Italiana riconosce la natura privata del terreno. Tuttavia, sottolinea il valore collettivo che l’area avrebbe assunto nel corso degli anni.
«Questa però oggi chiaramente non è più sostenibile questa cosa perché questa è un’area che appartiene alla città soprattutto», dichiara. De Peppo aggiunge che le amministrazioni del passato avrebbero contribuito a determinare l’attuale situazione.
Secondo De Peppo, l’amministrazione comunale dovrebbe valutare il contesto ambientale e sociale contemporaneo. La città, a suo giudizio, non avrebbe bisogno di nuovo consumo di suolo.
«Probabilmente oggi a Livorno non servono più case ma semmai servono case più adatte ai cittadini», sostiene. L’obiettivo dovrebbe consistere nel recupero del patrimonio abitativo esistente.
La proposta di una trattativa con l’impresa
De Peppo rivolge una proposta diretta all’amministrazione comunale. Il Comune dovrebbe cercare un accordo con l’impresa aggiudicataria, guidata da Frangerini, per trasferire l’intervento in un’altra area.
«La grande operazione che poteva o potrebbe ancora chi lo sa fare l’amministrazione comunale è quella di dire va bene guardiamo cerchiamo di fare una trattativa col privato», afferma.
L’esponente politico riconosce la legittimità dell’aggiudicazione. «Ci si mette attorno a un tavolo con il signor Frangerini che insomma è uno che legittimamente ha vinto questa gara», precisa.
De Peppo propone di individuare un’area alternativa, già interessata da interventi o degradata. In questo modo, l’impresa potrebbe costruire senza compromettere gli orti urbani di via Goito.
«Alcune aree della città magari già impegnate con aspetti pure di posso dire qualità per Frangerini che insomma si è speso un milione qualcosa per quest’area possa legittimamente costruire da un’altra parte», dichiara.
L’esponente di Sinistra Italiana immagina per via Goito una grande area verde cittadina. «Questa diventa davvero il Central Park di Livorno», afferma. De Peppo ritiene insufficiente la sola quota di area destinata al Comune.
«L’80% che viene dato al Comune non basterebbe secondo me assolutamente», sostiene. L’eventuale edificazione, secondo la sua analisi, comporterebbe nuove costruzioni, parcheggi e ulteriori opere.
«Se tu impegni quest’area dal punto di vista dell’edilizia è inevitabile che tra parcheggi tra operazioni diciamo edili e costruzione ti ritrovi davvero nell’aver mezza distrutta un’area incantevole bellezza», afferma.
«Non è una battaglia contro Salvetti»
Durante l’intervista, De Peppo descrive le caratteristiche ambientali dell’area. Cita il silenzio, i profumi della vegetazione spontanea e la presenza degli uccelli.
«Se tu giri per quest’area la sera oppure anche a quest’ora qui siamo la mattina alle 11 e tu ti rendi conto del silenzio del profumo delle erbe spontanee del cantare degli uccelli», racconta.
De Peppo chiede all’amministrazione di modificare l’approccio urbanistico. «Dobbiamo cambiare passo perché non ci stiamo rendendo che stiamo andando verso un baratro tutti quanti insieme», afferma.
L’esponente politico richiama anche la responsabilità verso le generazioni future. «Questo pianeta come ho scritto qui no sia stato dato in prestito a noi dai nostri figli», dichiara.
De Peppo respinge l’idea che la mobilitazione rappresenti una contrapposizione personale al sindaco. «Non è una battaglia contro il sindaco Salvetti o la giunta Salvetti», precisa.
Subito dopo chiarisce l’obiettivo della protesta: «È una battaglia per poter in qualche modo salvaguardare un’area di Livorno che sarà dei suoi figli, dei suoi nipoti, dei miei figli e dei miei nipoti».
Secondo De Peppo, il comitato non avrebbe avuto la possibilità economica di partecipare all’asta. «Ti immagini te riuscire a raccogliere un milione di euro», osserva.
L’amministrazione, a suo giudizio, avrebbe quindi una responsabilità specifica. «Deve capire che non è un’azione contro l’amministrazione», dice.
Gli orti verso lo smantellamento
De Peppo riferisce che alcuni orti risultano già abbandonati. Altri cittadini starebbero smontando i pallet utilizzati per delimitare le varie porzioni.
«Oggi ne vedi molti meno perché alcuni sono abbandonati altri stanno smontando i vari pallet che servivano a dividerli», spiega.
L’esponente politico sottolinea però che la mobilitazione non riguarda soltanto gli ortisti. «Non è questo perché questi signori devono assolutamente e lo stanno facendo sbaraccare gli orti che pure in parte ci sono ancora e lasciare tutta l’area libera», afferma.
De Peppo cita infine alcune possibili aree alternative. Tra queste indica Casa Firenze, struttura che considera recuperabile attraverso un intervento edilizio.
«Casa Firenze vista mare recupera quell’area, ci fa degli appartamenti bellissimi da un milione l’euro ciascuno», sostiene. De Peppo ricorda anche la propria esperienza amministrativa durante la giunta Lamberti.
«In anni passati ho partecipato ad una giunta che è quella di Lamberti, in cui operazioni di questo tipo quando c’erano delle criticità si facevano», afferma.
La proposta, dunque, punta a una mediazione tra interesse privato e tutela del territorio. «Con i privati legittimamente in proprietà di un’area possiamo dire: guarda questa è un’area che per noi è particolarmente delicata, fragile, importante per la nostra città», conclude De Peppo.
