Cronaca 29 Agosto 2026

Orti Urbani di via Goito, oltre 200 firme di docenti in tre giorni: “Salvaguardare un bene comune”

Livorno 29 agosto 2026 Orti Urbani di via Goito, oltre 200 firme di docenti in tre giorni: “Salvaguardare un bene comune”

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Livorno – orti urbani di via goito: ingresso

Oltre 200 adesioni raccolte nei primi tre giorni per chiedere la tutela degli Orti Urbani di via Goito. A sottoscrivere la lettera aperta sono docenti, maestre, maestri, educatrici ed educatori che lavorano, hanno lavorato o vivono a Livorno e che hanno deciso di prendere posizione sul futuro dell’area, che rischierebbe di essere in parte interessata da interventi edilizi a seguito dell’acquisto del terreno da parte di privati.

La sottoscrizione dell’appello, fanno sapere i promotori, è ancora aperta. L’obiettivo è chiedere la sospensione di qualsiasi intervento irreversibile sull’area e l’individuazione di soluzioni alternative che possano garantirne la salvaguardia.

Al centro della lettera c’è un’area di oltre 61mila metri quadrati che, secondo i firmatari, negli ultimi 14 anni sarebbe stata trasformata grazie all’impegno di gruppi informali di cittadini da spazio abbandonato a luogo di socialità, attività ambientali e iniziative rivolte alla comunità.

Gli Orti Urbani (che per dovere di cronaca ricordiamo: sono un bene privato venduto all’asta dopo una lunga procedura dal Tribunale di Livorno e come riportato negli atti dell’incanto per quanto riguarda a disponibilità del bene viene citato: occupato senza titolo da un collettivo che lo destina ad orti urbani. Inoltre al punto E delle informazioni agli acquirenti viene riportato anche: che, qualora l’aggiudicatario non lo esenti, il custode procederà alla liberazione dell’immobile ove esso sia occupato dal debitore o da terzi senza titolo, con spese a carico della procedura) vengono descritti come un “rifugio climatico”, un polmone verde e un’isola di biodiversità, ma anche come un’esperienza di gestione partecipata di quello che i firmatari definiscono un “bene comune”.

Nel corso degli anni, si legge nell’appello, nell’area sarebbero stati realizzati sentieri, spazi per il gioco e lo sport, zone dedicate agli orti condivisi e numerose iniziative culturali. Concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e attività aperte alla cittadinanza avrebbero contribuito a trasformare lo spazio in un luogo di aggregazione.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione educativa. Gli Orti Urbani avrebbero ospitato attività legate agli orti didattici, alla cura delle piante e alla conoscenza dell’ambiente, oltre a laboratori artistici e iniziative rivolte a bambine e bambini.

Tra gli esempi citati nella lettera figura anche la Festa mondiale dell’Albero, celebrata per quattro anni consecutivi con un percorso durante il quale ogni partecipante piantava un alberello. Un’esperienza che, secondo i firmatari, avrebbe consentito di trasformare un momento educativo in un gesto concreto di cura del territorio.

Nel corso degli anni sarebbero stati inoltre organizzati laboratori per la costruzione di aquiloni, attività artistiche, iniziative dedicate al riconoscimento delle piante spontanee commestibili, giornate dedicate all’orto e una rassegna cinematografica per bambini, oltre ad attività rivolte alle famiglie.

Per i promotori, dunque, gli Orti rappresenterebbero oggi una “comunità educante”, capace di mettere in relazione ambiente, educazione, socialità e partecipazione.

La lettera sottolinea anche il valore ambientale dell’area in una fase caratterizzata dalla crisi climatica. Secondo i firmatari, una sua eventuale edificazione avrebbe un impatto irreversibile sull’ecosistema esistente, oltre a comportare cantieri, nuove superfici impermeabilizzate, parcheggi e viabilità.

Da qui la richiesta di una “inversione di tendenza radicale” nelle politiche urbanistiche e di un diverso rapporto con gli spazi verdi e la natura all’interno della città.

Le richieste all’Amministrazione

Nella parte conclusiva dell’appello vengono formulate richieste precise all’Amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco Luca Salvetti.

I firmatari chiedono innanzitutto di sospendere qualsiasi progetto di intervento edilizio sull’area di via Goito e di ricercare soluzioni alternative che consentano di tutelare integralmente l’esperienza costruita negli ultimi anni.

Viene inoltre chiesto di riconoscere il lavoro svolto dai gruppi informali e dall’assemblea che hanno dato vita agli Orti Urbani e di creare le condizioni affinché l’esperienza possa proseguire, anche attraverso una collaborazione con le scuole e le associazioni del territorio.

“Non si tratta di immaginare da zero un nuovo progetto – sostengono i firmatari – ma di riconoscere che quel progetto, informale, condiviso, in continua costruzione, esiste già”.

L’appello guarda infine alla mobilitazione. I promotori invitano il mondo della scuola e tutta la cittadinanza a partecipare alla manifestazione organizzata dal Comitato Orti Urbani, in programma il 5 settembre alle ore 16 con partenza da via Goito.

La raccolta firme prosegue, mentre il futuro dell’area si prepara a diventare uno dei temi al centro del dibattito cittadino sul rapporto tra sviluppo urbanistico, tutela del verde, partecipazione e spazi pubblici.

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