Orti urbani di via Goito, Salvetti annuncia una denuncia: «Non mi si può dire venduto»
Livorno 28 ottobre 2026
Il sindaco ricostruisce la discussione avvenuta davanti alle Terme del Corallo e spiega perché intende rivolgersi agli avvocati. Sulla vicenda degli orti, il Comune mantiene la proposta di mediazione: «Ci devono dire se la vogliono fare»
Una denuncia nei confronti del cittadino che lo ha definito «venduto» e un nuovo appello al Comitato Orti Urbani perché accetti la proposta di mediazione del Comune. Sono i due temi al centro della conferenza stampa convocata dal sindaco Luca Salvetti per fare il punto sulla lunga vicenda degli orti urbani di via Goito e raccontare quanto accaduto nella mattinata davanti alle Terme del Corallo.
Il primo cittadino ha scelto di parlare da solo, senza la presenza della giunta e della maggioranza, spiegando che l’incontro riguardava «Luca Salvetti Persona, che poi è anche sindaco, ma Luca Salvetti Persona». Una distinzione con cui ha voluto chiarire che la decisione di denunciare riguarda un episodio che lo ha coinvolto personalmente.
«Non mi si può dire venduto»: l’annuncio della denuncia
Salvetti ha ricostruito il confronto avuto con un gruppo di manifestanti degli orti urbani, incontrati all’esterno delle Terme del Corallo mentre si stava svolgendo un’iniziativa dedicata ai beni comuni. Il sindaco si è fermato a parlare con loro, affrontando anche la proposta di mediazione elaborata dall’amministrazione.
Secondo il suo racconto, la discussione si è concentrata sulla soluzione indicata come «9010», che avrebbe dovuto consentire di raggiungere un accordo tra il Comune e il Comitato. Salvetti ha sostenuto che alcuni dei presenti sembravano mettere in discussione una posizione che, a suo dire, era stata espressa in precedenza durante una conferenza stampa.
Dopo aver salutato il gruppo ed essere entrato nel complesso delle Terme, il sindaco ha raccontato di aver sentito qualcuno urlargli «venduto». Ha quindi deciso di tornare indietro per chiedere chi avesse pronunciato quella parola.
«Al sottoscritto gli si può dire tutto», ha affermato, citando anche le critiche al proprio operato, ma ha aggiunto: «ma non gli si può dire venduto».
Salvetti ha riferito che la persona interessata si sarebbe fatta avanti ammettendo di aver pronunciato la frase e invitandolo a denunciarla. La risposta del sindaco, secondo la trascrizione, è stata: «Eh sì, ti denuncio». Il primo cittadino ha annunciato quindi l’intenzione di procedere attraverso gli avvocati e l’avvocatura, sostenendo che sul posto fossero presenti forze dell’ordine e numerosi testimoni e che ci fossero anche riprese dell’episodio.
Nel suo intervento ha ricordato che, a suo dire, è la terza volta in sette anni che gli viene rivolto un simile insulto, citando anche precedenti episodi legati alla vicenda Cubone e Fremura e alle polemiche sugli orti urbani.
La proposta del Comune resta sul tavolo
Dalla vicenda personale Salvetti è tornato poi al nodo degli orti di via Goito, sostenendo che la giunta abbia cercato una soluzione capace di mediare tra le posizioni in campo e di tutelare sia la città sia le persone interessate a continuare a frequentare l’area.
Il sindaco ha ribadito che l’amministrazione ha cercato di migliorare una situazione che, secondo la sua ricostruzione, ha radici trentennali. Ha però escluso ulteriori modifiche agli indici urbanistici, spiegando che una scelta di questo tipo potrebbe avere conseguenze su altre situazioni analoghe e aprire nuovi contenziosi, con possibili ricadute sulle risorse pubbliche.
L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione della collettività una parte consistente dell’area, preservando il parco ed evitando, ha detto Salvetti, che a Livorno si verifichi una situazione come quella di Reggio Emilia, dove ha criticato l’intervento realizzato nell’area interessata da una controversia.
Il sindaco ha inoltre rivolto un passaggio polemico a Europa Verde e a Gabriele Volpi, contestando le critiche al Piano operativo comunale. Secondo Salvetti, il piano era stato sottoscritto anche da Europa Verde ed era stato al centro del programma dell’amministrazione e della campagna elettorale.
«Ci devono dire se la vogliono fare»
Salvetti ha ribadito che la proposta avanzata al tavolo di confronto è ancora disponibile. Il percorso, ha spiegato, prevede la compattazione degli spazi, la limitazione del consumo di suolo e la presa in possesso da parte del Comune di quasi l’intero parco, con l’obiettivo di renderne disponibile una parte alla città.
«Quello che noi abbiamo delineato in quel tavolo è ancora a disposizione del Comitato Orti Urbani», ha dichiarato il sindaco, aggiungendo: «Noi la vogliamo fare, ci devono dire se la vogliono fare».
Salvetti ha auspicato un ulteriore rinvio della scadenza prevista per il 3, per avere il tempo di riaprire il confronto. Ha anche lamentato l’assenza, a suo giudizio, di aggiornamenti dopo l’incontro che il prefetto avrebbe avuto con il Comitato.
La richiesta del sindaco è che arrivi una risposta chiara sulla proposta. In caso di rifiuto, ha sostenuto, l’amministrazione non avrebbe più strumenti a disposizione per modificare il corso della vicenda. «È compito di un sindaco evitare che nella propria città ci siano tensioni e ci siano momenti complicati», ha concluso, rivendicando di aver cercato di farlo nel corso dei suoi sette anni alla guida del Comune.
