Ottantenne salvato da un infarto sull’Isola di Capraia: decisiva la rete dell’emergenza cardiologica dell’USL
LIVORNO, 5 agosto 2026
Ha accusato un forte dolore al torace mentre si trovava sull’Isola di Capraia. Grazie alla tempestiva attivazione della rete dell’emergenza cardiologica dell’Azienda USL Toscana nord ovest, un uomo di circa 80 anni è stato salvato da un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), la forma più grave di infarto, che richiede un intervento immediato.
La ricostruzione della vicenda. Nei giorni scorsi una chiamata al 112 proveniente dall’Isola di Capraia, ha fatto attivare immediatamente la Rete STEMI e l’intervento dell’elisoccorso Pegaso. Contemporaneamente il paziente è stato trasportato con un’ambulanza della SVS all’ambulatorio sanitario dell’isola, dove il personale in servizio ha eseguito senza esitazione l’elettrocardiogramma. Il tracciato è stato trasmesso in tempo reale ai cardiologi dell’Emodinamica dell’ospedale di Livorno, che hanno confermato la diagnosi di infarto miocardico acuto. Il paziente è stato quindi trasferito in elisoccorso all’ospedale di Livorno, dove è stato sottoposto con successo ad angioplastica coronarica. Dopo il ricovero e le cure necessarie è stato dimesso ed è già tornato nella sua Capraia, dove ha potuto riprendere una delle sue più grandi passioni: la pesca.
L’episodio rappresenta un esempio concreto dell’efficacia della rete tempo-dipendente dedicata all’infarto miocardico, progettata per garantire ai pazienti il trattamento rivascolarizzante entro i tempi raccomandati dalle linee guida internazionali.
“Nel caso di questo paziente ogni passaggio della rete ha funzionato in maniera ottimale – sottolinea Emilio Pasanisi, direttore dell’Unità operativa complessa Cardiologia di Livorno – dal riconoscimento precoce dei sintomi all’elettrocardiogramma eseguito nell’ambulatorio di Capraia, dalla trasmissione del tracciato alla diagnosi specialistica fino al trattamento in sala di Emodinamica. La rete dell’emergenza cardiologica può essere immaginata come una catena: ogni anello rappresenta una fase essenziale del percorso. Il primo è il cittadino, che deve riconoscere i sintomi e chiedere aiuto senza esitazioni. Seguono gli operatori del 118, gli infermieri, i medici dell’emergenza, i cardiologi, il personale dell’Emodinamica e della Terapia Intensiva Cardiologica. Solo quando tutti questi anelli sono saldi e perfettamente collegati tra loro è possibile salvare il muscolo cardiaco e, come in questo caso, la vita del paziente. L’efficienza della rete non si misura soltanto dalla qualità dell’intervento, ma dalla capacità di tutto il sistema di lavorare come un’unica squadra, senza ritardi e senza interruzioni. Perché, nell’infarto, il tempo non è semplicemente un fattore importante: il tempo è miocardio“.
“Questo intervento – conferma il direttore dell’Area Emergenza Urgenza – 118, Nicola Bertocci – dimostra ancora una volta l’efficienza della rete dell’emergenza-urgenza dell’Azienda USL Toscana nord ovest. Anche in un contesto logisticamente complesso come quello di una piccola isola, grazie all’integrazione tra Centrale operativa 118, personale sanitario di Capraia, elisoccorso Pegaso, servizi di trasporto e Cardiologia di Livorno è stato possibile accompagnare il paziente fino alla sala di Emodinamica nei tempi raccomandati dalle linee guida internazionali. È questo il risultato di un’organizzazione costruita negli anni, di procedure condivise e della professionalità di tutti gli operatori coinvolti. Garantire a un paziente colpito da un infarto STEMI, anche partendo da una piccola isola, l’accesso alla sala di Emodinamica entro i tempi raccomandati significa offrirgli le migliori possibilità di recupero e le stesse opportunità di cura disponibili sulla terraferma.”
“La vicenda – dichiara la direttrice della Zona distretto Livornese Cinzia Porrà – evidenzia il valore di una rete territoriale di prossimità efficiente e conferma l’importanza degli investimenti che l’Azienda continua a destinare anche ai presìdi più piccoli e periferici. L’ambulatorio di Capraia, come tutti i presìdi territoriali della nostra rete, rappresenta un anello essenziale della catena dell’emergenza: senza il tempestivo intervento del personale presente sull’isola, dall’esecuzione immediata dell’elettrocardiogramma all’attivazione dei percorsi assistenziali, un risultato come questo non sarebbe stato possibile. Desidero per questo rivolgere un sincero ringraziamento al personale infermieristico e ai medici della Continuità Assistenziale per la professionalità dimostrata e l’impegno con cui, ogni giorno, garantiscono ai residenti e ai tanti turisti un’assistenza di qualità anche in un territorio geograficamente complesso. Un ringraziamento va anche al prezioso mondo del volontariato che, soprattutto durante il periodo estivo, svolge un ruolo fondamentale sull’isola, rafforzando in sinergia con il sistema di emergenza territoriale 118 la capacità di risposta ai bisogni della comunità e dei visitatori. È proprio questa collaborazione tra professionisti sanitari e volontari a rendere ancora più efficace la rete dell’emergenza e dell’assistenza a Capraia.”
Anche la direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, sottolinea il valore del lavoro di squadra e rivolge un ringraziamento a tutti i professionisti coinvolti: “Ancora una volta hanno dimostrato quanto il lavoro di squadra sia determinante per salvare una vita. L’episodio conferma inoltre la nostra volontà di garantire una copertura omogenea dei servizi sanitari a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono o si trovano. È anche per questo che lo scorso anno abbiamo promosso la campagna di comunicazione ‘Sintomi di infarto: chiama il 112, non andare in ospedale’, per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di attivare immediatamente la rete dell’emergenza. Chiamare il 112 significa entrare subito nel percorso più rapido e sicuro, evitando l’autopresentazione in Pronto soccorso e consentendo ai professionisti di intervenire fin dai primi minuti. In caso di dolore toracico o di altri sintomi riconducibili a un infarto, ogni minuto guadagnato può fare la differenza tra il pieno recupero e conseguenze permanenti, fino a salvare la vita del paziente.”
