Politica 14 Giugno 2026

PaP alla comunità ebraica: “la targa serve a puntare il dito verso le atrocità commesse dall’esercito israeliano a Gaza”

Livorno 14 giugno 2026 PaP alla comunità ebraica: “la targa serve a puntare il dito verso le atrocità commesse dall’esercito israeliano a Gaza”

PaP alla comunità ebraica: "la targa serve a puntare il dito verso le atrocità commesse dall’esercito israeliano a Gaza"Di seguito la nota stampa di Potere al Popolo Livorno rivolta alla comunità ebraica di Livorno a chiarimento della targa dedicata ai bambini di Gaza

“Dopo decenni di apartheid e genocidio ci accusa di  doppi standard per la targa in memoria dei bambini di Gaza

No, quella targa serve a indicare, serve a puntare il dito verso le atrocità commesse dall’esercito israeliano a Gaza, dire chiaramente che, come si sente spesso, “c’è un aggredito e un aggressore”, c’è un’entità genocida e un popolo che subisce il genocidio.

Ad oggi, almeno 20.000 bambini palestinesi sono stati uccisi a Gaza, altri 50.000 e forse più sono stati menomati e feriti dalla campagna militare di sterminio e assedio totale che continua tuttora da parte dei sionisti, queste sono cifre documentate da UNICEF, ONU, Save the Children e molte altre organizzazioni internazionali.

La morte dei bambini in guerra è qualcosa di atroce, è un’ingiustizia che non può essere riparata, di chiunque siano figli o figlie. Su questo aspetto il dolore che proviamo non ha differenze di etnia, classe, sesso o nazionalità.

Di nuovo: quella targa non serve a esprimere questo concetto però, serve a ricordare che i bambini di Gaza sono vittime di un crimine più atroce dell’infanticidio, sono vittime di una macchina statale che ha scientificamente raso al suolo le scuole, gli asili, gli ospedali e le case di quei bambini; serve a ricordare che i bambini di Gaza sono vittime della fame artificiale, provocata dalla chiusura delle frontiere, dalla sete derivante dai soldati israeliani che sparano sui camion cisterna e sulle folle che si accalcano per raccimolare gli scarsissimi beni alimentari che entrano.

La targa per i bambini di Gaza non nasce quindi in un vuoto atemporale distaccato dalla realtà: nasce mentre un genocidio è in corso, mentre i gazawi ancora vengono bombardati sommariamente, mentre intere famiglie vengono cancellate. Una risposta istituzionale a un’emergenza in corso non è “doppio standard morale” bensì dovere morale.

Questo non significa dimenticare i fratellini Bibas o altre vittime innocenti. Significa riconoscere che quando uno sterminio di tali proporzioni è ancora in atto, nominarlo esplicitamente è un atto di responsabilità civile, non di discriminazione.

L’associazione chiede inclusività, ma l’inclusività non può diventare lo strumento per diluire o silenziare la denuncia della realtà di ciò che sta accadendo oggi.

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