Politica 29 Giugno 2021

PaP: “No allo sblocco dei licenziamenti”, domani presidio davanti a Confindustria

Livorno 29 giugno 2021

Potere al Popolo domani in presidio davanti alla sede di Confindustria per dire No allo sblocco dei licenziamenti

Il comunicato di PaP:

“Il 30 Giugno alle ore 17.30 come Potere al Popolo faremo un presidio davanti alla sede di Confindustria in Via Roma 54 per protestare contro la decisione del governo Draghi di lasciar scadere il blocco dei licenziamenti. D’altronde è questo che chiedono, da tempo, Confindustria e tutte le associazioni padronali.

CHE SIGNIFICA CONCRETAMENTE LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI?
Significa che centinaia di migliaia di persone – alcune stime parlano di circa 600.000 lavoratori –  finiranno in mezzo alla strada. Un aumento esplosivo di disagio economico e sociale che si sommerà al milione di precari che ha già perso il lavoro durante la pandemia quando non potendo licenziare, le imprese hanno lasciato scadere i contratti a termine o si sono “liberati” nel silenzio dei lavoratori in nero.

RIPRESA ECONOMICA, MA PER CHI?
Non è una necessità, ma è una scelta quella di una ripresa economica fondata sui bassi salari, sulla precarietà e sulla distruzione dei diritti e della salute. Non è un caso che i licenziamenti di massa vadano a braccetto con gli attacchi e la campagna assolutamente reazionaria contro il reddito di cittadinanza. Basta aprire un giornale o ascoltare una trasmissione tv per vedere come i politici fremono per obbligare i disoccupati ad accettare lavori da schiavi, per la liberalizzazione ulteriore degli appalti, per la riduzione delle tutele e dei controlli sulle condizioni di lavoro.
La maggioranza delle forze politiche – senza ombra di dubbio quelle parlamentari e di Governo – ha deciso di “uscire” dalla crisi pandemica assecondando gli interessi dei grandi gruppi economici e industriali, scaricando tutti i costi sul mondo del lavoro e sulle classi popolari.

NON RESTIAMO A GUARDARE: IL 30 GIUGNO FACCIAMOCI SENTIRE!
Un’alternativa sarebbe possibile e realizzabile: bisognerebbe redistribuire complessivamente nella società ricchezze e benessere. Come? Tassando i patrimoni milionari, riducendo l’orario di lavoro, fissando per legge un salario minimo decente, estendendo gli ammortizzatori sociali e, infine, ripristinando le garanzie dell’articolo 18 (misura cardine in passato per bloccare i licenziamenti di massa nelle grandi imprese).
Tutto questo non rientra minimamente nelle priorità del governo Draghi, dei partiti di maggioranza, dei vertici della UE. Le classi dirigenti pensano di “ripartire” rilanciando le politiche liberiste e di austerità a causa delle quali il paese ha subito i colpi più duri della pandemia, ricominciando esattamente dalle ingiustizie e dalle scelte sbagliate del passato.
E’ per questo che abbiamo scelto di mobilitarci il prossimo 30 Giugno, data simbolica in cui termina il blocco dei licenziamenti. Scendiamo in piazza contro il Governo Draghi, Confindustria e le loro politiche di sfruttamento. Non saranno i lavoratori a pagare, ancora una volta, il prezzo più caro!

Nessun licenziamento senza:

• estensione e rafforzamento del reddito di cittadinanza e del sussidio di disoccupazione
• riforma degli ammortizzatori sociali
• nazionalizzazione delle imprese in finta crisi (quelle che vogliono licenziare per salvare i profitti ma che mantengono fette di mercato)
• lotta ai contratti pirata e introduzione di un salario minimo

Un paese devastato dalla crisi ha bisogno di ripartire dal lavoro stabile, sicuro e dignitoso per tutte e tutti”.

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