Politica 5 Settembre 2020

Partecipazione ed elezioni regionali, parla la candidata Barbara La Comba

Sinistra civica ecologista toscana logoLivorno 5 settembre 2020 – Barbara La Comba candidata alle Elezioni Regionali 2020:

“Attribuire ai cittadini un ruolo chiave nel disegno e nell’attuazione delle politiche pubbliche, è ormai considerata una priorità; tanto da spingere la stessa Unione europea a farne i fondamenti delle linee guida politiche della nuova Commissione Europea.

Un principio riconosciuto e rafforzato nel Trattato di Lisbona e nella dichiarazione di Sibiu.

Anche la politica non si deve sottrarre, sollecitando dei veri e propri percorsi di miglioramento della capacità delle istituzioni centrali; regionali; e territoriali, nel mettere in campo misure di attivazione dell’intelligenza civica.

Quale è però la forma di partecipazione piu’idonea alle varie realta’civiche della Toscana?

Quali le migliori pratiche?

Ma soprattutto, quali forme amministrative incentivano una partecipazione informata, formata e costruttiva?

La priorità è sicuramente dare garanzia di forme organizzative trasparenti, e di questo le pubbliche amministrazioni locali si devono fare carico.

Non ha senso che i percorsi elettivi dei vari consigli di zona siano legato alla politica e che quindi, come nelle vecchie fallite circoscrizioni; si pensi a replicare in piccolo le compagini politiche delle amministrazioni comunali in carica:

localmente esistono esigenze trasversali (ad esempio, la riqualificazione di una strada; il sostegno ad iniziative di aggregazione; valorizzazione di beni architettonici) che non dovrebbero avere colore politico.

Questo secondo noi il compito dei consigli di zona.

Elezioni di consigli di zona organizzate a meta’dei mandati amministrativi garantirebbero inoltre un momento importante di stimolo alle amministrazioni stesse, che dovrebbero confrontarsi prima delle elezioni con la qualita’del proprio operato.

Il perimetro di ciascun consiglio di zona dovrebbe essere definito in base a criteri che valorizzassero l’omogeneita’di vocazione dei quartieri o delle frazioni, che possono essere raggruppati su base urbanistica, vocazione delle attivita’ o specificita’ambientali. Tanti gli esempi gia’ attivi da anni in molti comuni da valorizzare.

Le scelte poi dovrebbero garantire accesso ampio al percorso elettivo, favorendo figure che si fossero distinte per meriti di impegno verso la propria comunita’.

Tenendo fermi i criteri generali a tutela della democraticita’di queste iniziative, le soluzioni possono essere molteplici.

Di questo dobbiamo parlare, su questo serve che i territori, dal basso, si confrontino.

Un confronto che non sia accademico e che permetta di passare dalla liquidita’di gruppi di cittadini che in modo non coerente, spesso solo per la disponibilita’di tempo, vengono scelti come referenti dei quartieri o delle frazioni, ad un processo di ascolto della cittadinanza che non serva solo a dare l’immagine di apertura al dialogo, spesso abusata per propaganda, ma che risulti oggettivamente rispettoso verso le comunita’stesse.

Non ultimo, la formazione e l’informazione: non e’pensabile che si possa davvero incidere sulla qualita’delle scelte di un territorio o di un quartiere, se chi e’chiamato ad esprimere la propria opinione in merito a questioni complesse, magari alla prima esperienza su temi importanti, non potesse usufruire di percorsi di approfondimento tematico, nell’interesse generale.

Chi e’delegato dai cittadini deve essere aiutato a sviluppare proposte ed idee che possano essere effettivamente applicabili e misurabili. Questo la scienza ci insegna come la migliore delle pratiche.

Insomma, un mondo, quello della partecipazione attiva dei cittadini, che ancora non ha visto sviluppare il proprio potenziale anche in termini di reale partecipazione trasparente, forse a causa delle remore della politica stessa che localmente evita di farsi mettere in discussione. Aprire a questo dibattito invece deve essere l’obiettivo di chi vede nel civismo moderno un punto di svolta importante per la tutela dei cittadini, dei loro diritti nel rispetto dei principi democratici ma anche della qualita’della vita e dell’ambiente, chiave di uno sviluppo davvero sostenibile per le comunita’.

 

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