Cronaca 24 Giugno 2018

Partito Comunista sui licenziamenti ALP: “Un nuovo attacco ai lavoratori”

"Licenziati per rivendicare il diritto al lavoro per una mansione che era stata assegnata ad altre ditte non autorizzate"

“In merito alla questione, che si sta delineando nelle ultime ore, relativa all’invio di lettere di licenziamento all’indirizzo di altrettanti lavoratori ALP, resisi “colpevoli” solo di aver rivendicato il proprio diritto al lavoro per una mansione che era stata assegnata ad altre ditte non autorizzate, di seguito la nostra posizione.

La nostra condanna è, e deve essere, FERMA nel denunciare un nuovo attacco ad i lavoratori. Si cerca, per l’ennesima volta, di scaricare su chi lavora tutte le mancanze di un piano organizzativo e gestionale dei vari appalti dell’area portuale, riducendo tutto ad una lotta al ribasso nella quale chi lavora è reso unico terminale delle diatribe sul campo.

Come abbiamo già avuto modo di denunciare, la situazione portuale “variegata” e senza veri controlli determina una situazione di ARROGANZA da parte degli appaltatori verso chi (1)esegue gli appalti e chi (2)presta manodopera a vari livelli: essendo due categorie contrattuali differenti che hanno mansioni diverse, non possono l’uno fare il lavoro dell’altro, cosa che succede troppo spesso, come in questo caso. Questa gestione del lavoro determina anche situazioni di “frizione” non solo tra ditte ma anche tra lavoratori (prerogativa della società capitalista, come Marx insegna), impedendo agli stessi l’aggregazione e l’emancipazione come classe.

Inoltre tutta questa “vacanza legale ed organizzativa” (chi fa cosa e chi è formato per cosa) va anche a toccare la filiera della sicurezza, con eventi ed incidenti che conosciamo bene nel nostro territorio, e che abbiamo già analizzato nelle scorse settimane, avendo partecipato alle riunioni in Provincia e ai presidi.

Da COMUNISTI è per noi intollerabile questa situazione ed oltre ad auspicarci che i 5 licenziamenti vengano ritirati immediatamente, auspichiamo anche che si apra, finalmente, tra i lavoratori una nuova via alla coscienza di classe che “stimoli” la loro aggregazione, e metta davanti le aziende ad i propri obblighi e doveri”.

PC sez.Livorno

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