Cronaca 15 Settembre 2022

PCI: “Il PD non è sinistra ma liberismo di destra. Bisogna andare oltre il sistema della finanza”

Le proposte di Luigi Moggia e Marco Barzanti per il nostro territorio e la situazione italiana

Livorno, 15 settembre 2022 – Un normale incontro pre-elettorale ma anche qualcosa di diverso, con un’atmosfera che la politica attuale non ha più, nel bene o nel male che possa essere.

Luigi Moggia (Proporzionale) e Marco Barzanti (Uninominale Senato) ci incontrano al Circolo Arci di Borgo San Jacopo, in un locale coperto accanto a un cortile di giovani allegri che giocano a carte e guardano la tv.

Un incontro politico, in una sede politica stabile, con aspetti di programma non solo contingenti ma con una forte componente di principio. Qualcosa di non comune in un contesto dove adesso le sedi sono fondi aperti per poche settimane, dove il nome del leader conta di più del programma e i vincoli internazionali sono visti come inevitabili.

Marco Barzanti delinea alcuni degli aspetti programmatici.

In tema di sanità propone di assumere almeno altri 2000 addetti in Italia: “Ci stanno spingendo verso un modello di sanità – e quindi un’aspettativa di vita – sempre più legata al reddito“. Da riformare anche l’alternanza scuola-lavoro che “nella formula del PD è stata utilizzata gratis dalle aziende e per sostituire figure che altrimenti avrebbero dovuto stipendiare“.

C’è la proposta per una patrimoniale sui capitali finanziari non immobiliari di oltre un milione di euro, “che sono 450mila. Ne deriverebbero 10 mld per infrastrutture, scuola e sanità“.

Anche l’obbligo scolastico va messo a 18 anni. Perché i giovani possano capire la differenza tra un diritto e una disuguaglianza. Questa scuola crea solo soggetti da sfruttare, in un contesto di facoltà universitarie costose, numeri chiusi, trasporti costossissimi e bollette energetiche che stanno costando il 52% del reddito di una famiglia monoreddito“.

I fondi per far subito questo, sottolinea Barzanti, ci sono: basta tagliare risorse al sistema militare, non partecipando a missioni che “di pace” non sono. Sempre sull’argomento difesa un riferimento alla dipendenza dagli Usa: “C’era una data anche per il ritorno di Taiwan sotto la Cina. Ma gli Stati Uniti continuano ad occupare il territorio con oltre 100 basi. Quando finirà?”

E poi il doloroso capitolo del lavoro agile “post art.18”: “In Toscana ci sono stati 200 morti sul lavoro, su 800 nazionali. In quei casi bisogna introdurre l’omicidio colposo per gli imprenditori che sfruttano il lavoro abusivo. Ci sono persone che lavorano a 3 euro lordi l’ora“.

Il rappresentante del PCI stigmatizza un’Italia ormai annullata da politiche americane che hanno strangolato l’Unione Europea, rendendola una entità cui uscire, oltre dalla Nato.

C’è da lavorare su due fronti: continuare a lottare per costruire il Partito Comunista e per un modello diverso dalla finanza/capitalismo.

Il giudizio per i cugini di sinistra del PD è durissimo: “In questi anni il PD ha cambiato il paese facendo politiche liberiste di destra senza avere ostacoli. Ha tolto l’art 18, salvato il sistema bancario. Sulle questioni internazionali preferisce Israele alla Palestina. Il PD non rappresenta la sinistra ma sposa le politiche di destra”.

 Poi Barzanti aggiunge “Andatevi a leggere il programma della P2. Sono riusciti ad attuarlo punto per punto. Fatto e deciso da un Partito Democratico, da quel partito amico cui il sindacato non ha fatto la guerra. Manca solo il presidenzialismo, argomento della destra su cui però tace”.

Luigi Moggia, candidato al Proporzionale dà la sua visione sulla economia di Livorno e provincia:

“Parliamo di territori dissodati dal loro tessuto industriale, inquadrati tra le aree a crisi economica complessa. Per riattivarli bisogna potenziare le vie stradali e ferroviarie; alcune sono in fase di attuazione ma con ritardi”.

“Per quanto riguarda il turismo, la stazione marittima è ancora in ritardo dopo la privatizzazione”.

“Per Piombino siamo contrari al rigassificatore. I cittadini sono stati ingannati da false promesse sulle acciaierie e sulle bonifiche”.

“L’Autorità di sistema portuale  – cui spettano molte strategie economiche  – è decisa dalla politica e fa riferimento ad essa, qui al PD. L’ente è più vicino alle imprese che ai lavoratori. Sottoscriviamo le istanze legate allo sciopero, ma bisognerebbe rompere gli schemi attuali liberticidi che impoveriscono il costo del lavoro e alimentano il precariato nel lavoro portuale”. “Il nostro porto è per larga parte in mano a multinazionali e se non stiamo attenti rischiamo gravi conseguenze”.

Su Eni: “Siamo contrari a quel progetto sperimentale. Dobbiamo bonificare gli impianti e andare verso una nuova generazione di riciclo e del riuso. Eni deve fare una scelta di rinnovare l’impianto e non trasformarlo un deposito”. “Eni dovrebbe essere inoltre ripubblicizzata”

Infine un riferimento agli altri partiti di sinistra: “Rifondazione è ambigua. Sinistra italiana sbanda, Rizzo se n’è andato in un altro contenitore.

Noi crediamo di poter cambiare le cose. E non ci interessa se sembra una missione impossibile o proibitiva con forze così grandi dalla parte opposta. Era così anche durante la Seconda Guerra Mondiale: sembrava una follia viste le forze in campo. ma i partigiani andarono a combattere comunque“.

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