Cronaca 21 Maggio 2026

“Perini (FdI): “Aamps mostra utili, ma Retiambiente esplode di debiti”. Presentata interrogazione

Livorno 21 maggio 2026

Il consigliere comunale di opposizione Alessandro Perini, esponente di Fratelli d’Italia, punta il dito contro la situazione economica del sistema rifiuti livornese, mettendo in relazione gli aumenti della Tari con i conti di Aamps e soprattutto con quelli della controllante Retiambiente.

Secondo Perini, dietro ai bilanci “in salute” mostrati dall’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti si nasconderebbe in realtà una crescita preoccupante dell’indebitamento della capogruppo.

Da qui la richiesta di chiarimenti attraverso un’interpellanza presentata all’amministrazione comunale e ai vertici aziendali, con l’obiettivo di fare luce sui numeri del sistema e sulle prospettive future del servizio.

Nella Nota stampa, il consigliere comunale dichiara:

Perini (FdI): “Aamps mostra utili, ma Retiambiente esplode di debiti

Con Salvetti sindaco la TARI è salita in media di 84€ a famiglia e solo nell’ultimo anno ha visto un balzo di quasi il 10%. Eppure il servizio di Aamps non è migliorato, anzi la città è sempre più sporca.

Salvetti racconta che dopo la chiusura del termovalorizzatore i conti di Aamps “hanno tenuto”. Un’affermazione che purtroppo si smentisce facilmente: basta analizzare la situazione debitoria di Retiambiente, ovvero la società pubblica che ha inglobato Aamps.

In un solo anno, Retiambiente è passata da 78 milioni a 103,7 milioni di debiti, un aumento del 33%. Se la casa madre è in questa situazione, come mai Aamps continua a mostrare utili simbolici, appena 252mila euro?

La risposta emerge dagli stessi bilanci: i costi vengono spostati sulla capogruppo Retiambiente per tenere apparentemente puliti i conti di Aamps.

Nel 2023 Aamps sosteneva direttamente oltre 5,2 milioni di euro di costi per il trattamento dei rifiuti indifferenziati. Nel 2025 quei costi sembrano sparire nel nulla dai bilanci di Aamps, ma in realtà sono stati furbescamente spostati nel bilancio di Retiambiente.

Se quei costi fossero rimasti dove erano, oggi il bilancio di Aamps sarebbe in rosso di svariati milioni, altro che “siamo fortissimi” come ha esclamato Luca Salvetti in conferenza stampa.

È qui che sta il trucco, come nel gioco delle tre campanelle: ai cittadini viene mostrato un bilancio Aamps apparentemente “in salute”, mentre il peso economico vero viene progressivamente nascosto dentro Retiambiente. Aamps infatti è la società che opera sul territorio e che tutti abbiamo sotto gli occhi, ma oggi è RetiAmbiente la società attraverso cui il Comune controlla Aamps.

Nel bilancio di Aamps sono presenti, inoltre, svariati milioni di crediti verso la controllante RetiAmbiente. Questi crediti aiutano a portare apparentemente in “attivo” il bilancio di Aamps, ma solo se poi vengono effettivamente incassati.

Ma questo avviene solo in parte: ecco perché i crediti sono lievitati da 5,25 milioni del 2023 a 11,1 milioni nel 2025.

Attenzione qua: i crediti che Aamps vanta verso Retiambiente sono a loro volta debiti per quest’ultima, che è costretta a ricorrere addirittura all’indebitamento bancario per saldarli almeno in parte.

In un solo anno, dal 2023 al 2024, i debiti di Retiambiente verso le banche sono aumentati di 9,7 milioni (+33%), arrivando alla cifra mostruosa di quasi 39 milioni di euro. Sintomo che i costi sono ormai fuori controllo.

Ma perché, con tutto quello che paghiamo di TARI, la situazione non si risolve? Perché la situazione è talmente grave che la TARI non basta più a coprire i costi.

La legge dello Stato, infatti, impone un limite massimo all’aumento annuale. Ecco allora che la parte dei costi di Aamps che supera le entrate della TARI viene coperta in buona parte dai prestiti bancari a Retiambiente e in parte rimane in bilancio come “crediti” di Aamps verso Retiambiente.

Tutti questi giochi finanziari permettono a Salvetti di mostrare ai cittadini un bilancio Aamps apparentemente “in salute”, mentre il peso economico si accumula sempre di più su Retiambiente.

Ma la verità è molto diversa: siamo seduti su una bomba finanziaria.

È per questo che ho presentato un’interpellanza per chiedere a Salvetti e ai vertici aziendali di riferire sulla situazione economica e debitoria di RetiAmbiente.

Alla fine, anche in questa sorta di gioco delle campanelle, la pallina deve saltar fuori da qualche parte. Ed è dentro i bilanci di Retiambiente che vengono fuori tutti i problemi.

Anche se, a ben guardare, pure nel bilancio di Aamps non mancano i segnali che qualcosa non funzioni. Ad esempio la liquidità di Aamps è crollata da 3,75 milioni del 2023 a 625mila euro nel 2025. Che fine hanno fatto quei 3,1 milioni di euro?

Contrariamente a quello che racconta Salvetti, la chiusura del termovalorizzatore senza un impianto alternativo coincide con un peggioramento drammatico della situazione economica e industriale del sistema rifiuti.

E allora la domanda è inevitabile: quanto può andare avanti una società dei rifiuti finanziata dalla TARI dei cittadini che ha già accumulato oltre 103 milioni di euro di debiti?”

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