Perini (FdI) contrattacca: “Sugli aumenti TARI pesano i milioni di euro spesi per le spese di consenso”
Livorno 15 luglio 2026 Perini (FdI) contrattacca: “Sugli aumenti TARI pesano i milioni di euro spesi per le spese di consenso”
Dopo la conferenza stampa organizzata in Comune alla presenza di Sindaco e assessori, per rispondere sul tema della Tari sollevato dal consigliere comunale Alessandro Perini (Fratelli d’Italia), l’esponente di FdI contrattacca dando la colpa degli aumenti a tre scelte che definisce “scellerate” e che a detta del consigliere sarebbero servite a coltivare consenso politico. Ecco quanto dichiara dichiara Alessandro Perini
“Dati alla mano, sono almeno tre le scelte irresponsabili che servivano a coltivare il consenso e che ora costano milioni di euro: chiusura del Termovalorizzatore, Porta a Porta, la promessa della “TARI gratis”.
Partiamo dalla più grave: già nel 2022 AAMPS aveva messo in guardia che la chiusura del termovalorizzatore avrebbe pesato sui bilanci aziendali per 900mila euro al mese, costi che come sappiamo sono stati nascosti nei bilanci di Retiambiente (società in house del comune che controlla AAMPS), ma che alla fine paghiamo con le tasse.
Una valutazione anche troppo ottimistica, visto che solo una parte di questi costi (lo smaltimento del rifiuto indifferenziato presso altri regioni) veniva stimato in 4,3 milioni annuali, che invece sono stati 5,3.
Ormai ne abbiamo la prova, la chiusura del TVR è stata una decisione che qualsiasi amministratore responsabile avrebbe evitato. Invece di spiegare l’importanza di smaltirci i nostri rifiuti in proprio, il PD è andato dietro alle favole grilline; anche la giunta 5Stelle aveva promesso la chiusura del TVR, ma aveva avuto almeno il buonsenso di non farlo davvero.
La seconda scelta sbagliata è stata andare avanti con il Porta a Porta per non ammetterne il fallimento di questo approccio da eco-estremisti. Sottomettere i cittadini ai giorni e agli orari del ritiro per fingere di essere i “campioni del riciclo dei rifiuti” ha paradossalmente portato a riciclare meno di prima (i dati ufficiali dicono -10%). Fare meno differenziata è già di per sé un costo ulteriore, ma così facendo la città è anche più sporca. I rifiuti sono sparsi ovunque, e non si tratta di banale inciviltà, ma della risposta “arrangiata” di migliaia di cittadini soffocati dai pochi passaggi per la raccolta e, nei quartieri dove sono presenti, dalla scarsa capienza dei cassonetti.
Oltre ai costi indiretti, il Porta a Porta è un’operazione che impattante anche per i suoi costi diretti: sono stati assunti oltre 90 operatori e noleggiati decine e decine di piccoli camioncini, impiegati in maniera poco efficiente per raccogliere i rifiuti civico per civico. Invece, un sistema basato sui cassonetti consentirebbe di impiegare gli stessi operatori per aumentare i passaggi di raccolta anziché disperderli nei percorsi porta a porta. Questo però implica un costo politico che il PD non vuole sostenere: ammettere il fallimento del sistema attuale e, peggio ancora, di averlo voluto portare avanti per anni anche davanti all’evidenza.
Infine l’ultima: Nel 2023 una delle più belle: “TARI gratis”, prometteva Salvetti. In realtà si trattava di estendere l’esenzione fino ai redditi entro i 20mila euro. Ma quanto è durata questa esenzione secondo voi? Giusto per il 2024, proprio l’anno in cui si è votato. Subito dopo il limite del reddito per l’esenzione è tornato dov’era prima, più che dimezzato, da 20mila a 9.500 euro. In un solo anno questa “marchetta elettorale” ha bruciato 4milioni di euro. Tanti, se si pensa che solo con queste risorse si poteva scongiurare l’aumento TARI che paghiamo oggi.
Per Salvetti la “TARI gratis” è stata il suo “capolavoro”. Sì, il capolavoro delle prese in giro. Sappiamo ormai che abbassare le tasse è un’ottima iniziativa se diventa stabile negli anni, da una parte per da dare alle famiglie la possibilità di accumulare un risparmio, dall’altra trasmettendo fiducia nel fatto che le cose non cambieranno all’improvviso, certezza da cui dipende l’aumento dei consumi”.
