Petizione contro il riarmo in Consiglio: “Bene il confronto, ma serve più coraggio”
Livorno 27 marzo 2026 Petizione contro il riarmo in Consiglio: “Bene il confronto, ma serve più coraggio”
Discussione della petizione contro il riarmo in consiglio comunale a Livorno, il commento dei Comitati contrari alla guerra e alle armi:
“Mercoledì 25/3 si è tenuta la discussione in Consiglio Comunale sulla petizione contro il riarmo, che in coerenza col percorso nazionale Stop Rearm Europe, ha raccolto nei mesi scorsi 1.347 firme.
Tutte le forze politiche hanno ringraziato le realtà collettive promotrici della petizione e tutti i cittadini e le cittadine che hanno voluto prendere parte a questa importante iniziativa di partecipazione democratica.
Purtroppo, al di là di questa affermazione di metodo, le posizioni espresse durante la discussione hanno solo in parte affrontato il merito di tutte le questioni che stanno a cuore a così tante persone.
Abbiamo ascoltato con piacere prese di posizione contro la guerra e a favore dello stato sociale, temi che costituiscono i primi due punti della petizione ma che solo in pochi interventi sono stati messi in collegamento fra loro: spendere per le armi significa uccidere il welfare e questo è stato detto chiaramente soltanto dai consiglieri Panciatici, Barontini e Morini.
Inoltre, il terzo punto della petizione, cioè il ritiro della delibera che ha concesso l’estensione dello stabilimento della Leonardo SpA di Salviano (ora WASS, leader internazionale nella fabbricazione di siluri) a nostro avviso è stato affrontato senza la profondità e la chiarezza auspicabili.
Uno stabilimento che ora come allora fabbrica dispositivi di guerra non può essere visto come una accettabile opportunità di occupazione per le persone, com’è stato più volte affermato.
La petizione parla chiaro: tanti e tante livornesi vogliono che il Comune si impegni a promuovere la riconversione civile di quella e di altre aziende produttrici di armi. È nelle sue facoltà, trattandosi di un atto amministrativo che può e deve revocare. Così come è necessario che il Comune di Livorno prenda fermamente posizione contro eventuali nuove installazioni di stabilimenti che producano armamenti o tecnologie belliche.
Siamo delusi dal taglio che alcune forze politiche hanno voluto dare a questa richiesta, annegandola nella narrazione del solito ricatto occupazionale oppure limitandosi ad elencare le iniziative culturali (pur se opportune) adottate a favore dell’inclusività e della Pace.
Gli atti che sono stati giustamente votati dal Consiglio Comunale, ad esempio contro il transito delle armi in porto, devono ora trovare una coerenza sul piano concreto.
Siamo quindi lieti di aver appreso che il testo della nostra petizione servirà da spunto per una proposta di delibera che sottolineerà la contraddizione fra guerra e stato sociale e chiederà il ritiro dell’atto di estensione dello stabilimento bellico di Salviano da parte del Consiglio Comunale.
Ci aspettiamo che in quella sede i generici propositi pacifisti si trasformino in atti coerenti: Gino Strada, al quale il nostro Comune ha giustamente assegnato la Livornina d’Oro alla memoria, diceva una cosa ben precisa: “io non sono per la Pace, io sono contro la Guerra”.
È necessario che il nostro Comune emetta provvedimenti conseguenti se intende davvero realizzare questo obiettivo”
