Cronaca 28 Settembre 2026

Pierburg, Cgil: “Dopo tre anni di ammortizzatori sociali serve concretezza, necessario cautela e determinazione”

Livorno 28 settembre 2028

Pierburg Livorno, Fiom Cgil: convocato al MIMIT il tavolo il 14 settembre, mobilitazione fino a tutele su lavoro e futuroC’è fortissima preoccupazione sindacale sulle prospettive dello stabilimento Pierburg di Livorno visto che siamo giunti ormai al loro terzo anno consecutivo di utilizzo degli ammortizzatori sociali (contratto di solidarietà).

Per le 220 famiglie coinvolte, le pesanti ricadute sul reddito e l’incertezza sul futuro richiedono molta cautela nell’affrontare questa difficile vertenza. All’indomani dell’ennesima fumata nera e del rinvio emerso dal tavolo del 14 settembre presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), l’Assemblea dei lavoratori ha votato un pacchetto di 10 ore di sciopero, denunciando l’assenza di qualsiasi garanzia formale.

Le clausole mancate e il nodo tutele

Come Fiom e Cgil di Livorno si evidenzia come già nella prima fase di vendita della divisione Power Systems al fondo Aequita — il cui closing è fissato entro la fine dell’anno — dovessero essere inserite precise clausole di salvaguardia produttive e occupazionali per gli stabilimenti italiani. Clausole che ad oggi risultano del tutto assenti.

La disparità con la Germania è stridente: a differenza dell’Italia, i siti tedeschi del gruppo Rheinmetall si sono garantiti accordi vincolanti e un diritto di priorità per la riallocazione delle lavorazioni. In questo contesto l’idea che un fondo di investimento possa da solo garantire il futuro industriale senza un chiaro piano di carichi di lavoro appare del tutto illusoria.

I carri armati e la pressione sul Governo

La vera leva politica e contrattuale in mano alle istituzioni italiane è rappresentata dai maxi-contratti della Difesa e dalle ingenti commesse da oltre 5 miliardi per i nuovi carri armati destinate alla joint venture tra Rheinmetall e Leonardo. Il senso dell’interlocuzione con il MIMIT deve essere proprio questo: il Governo italiano deve sfruttare il peso di queste milionarie commesse per esercitare la massima pressione sui vertici di Rheinmetall, imponendo alla multinazionale impegni e vincoli precisi sul sito di Livorno prima di concedere qualsiasi via libera.

Non si può continuare a prendere tempo mentre i lavoratori pagano il prezzo più alto. Come Fiom e Cgil ribadiamo che al prossimo incontro ministeriale l’azienda dovrà presentarsi con figure titolate a sottoscrivere garanzie occupazionali scritte e volumi produttivi certi, mettendo fine a promesse che non trovano alcun riscontro nei fatti.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno

Gianfranco Francese, segretario generale Cgil Livorno

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