Cronaca 13 Giugno 2026

Pierburg, convocato il tavolo al MIT. Cgil: ora servono garanzie e impegni vincolanti 

Livorno 13 giugno 2026 Pierburg, convocato il tavolo al MIT. Cgil: ora servono garanzie e impegni vincolanti 

La convocazione del nuovo incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il prossimo 23 giugno rappresenta un passaggio importante nella vertenza aperta a seguito della
cessione della divisione Power Systems di Rheinmetall al gruppo AEQUITA, operazione che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori in Europa e che interessa direttamente anche lo
stabilimento Pierburg di Livorno. Il confronto presso il MIMIT prosegue dopo i numerosi incontri già svolti nei mesi scorsi. In quella sede era stato indicato un percorso che avrebbe dovuto garantire trasparenza e tutele preventive rispetto a una operazione di tale rilevanza industriale e occupazionale. Tuttavia, quelle garanzie non ci sono state.

La vendita è stata definita senza che fossero chiariti preventivamente gli impegni sul futuro produttivo dei siti italiani, sugli investimenti previsti e sulle prospettive occupazionali delle
lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Restano inoltre forti preoccupazioni rispetto alle differenze che emergono tra i diversi Paesi interessati dall’operazione. In Germania risultano già definiti accordi e strumenti di tutela in grado di incidere sulle future scelte industriali e sulle allocazioni produttive. Per gli stabilimenti italiani, invece, non emergono analoghe garanzie. Una situazione che non può lasciare indifferenti e che impone di fare piena chiarezza sul ruolo che i siti italiani avranno nella nuova configurazione societaria.

Per Pierburg Livorno queste incertezze pesano ancora di più. Lo stabilimento arriva infatti a questo passaggio dopo anni di difficoltà e con il probabile terzo anno consecutivo di ricorso agli
ammortizzatori sociali. È quindi evidente che questa operazione non può essere considerata neutra e che i lavoratori hanno diritto a conoscere quali siano le reali prospettive industriali del sito.

Il tavolo del 23 giugno dovrà rappresentare un momento di verità. Per questo riteniamo indispensabile che al confronto partecipino soggetti che dispongano di un effettivo potere
decisionale e che siano nelle condizioni di assumere impegni concreti e verificabili sul futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti coinvolti.

Non servono generiche rassicurazioni, servono risposte. Investimenti, missioni produttive, carichi di lavoro, prospettive occupazionali e ruolo degli stabilimenti italiani dovranno essere affrontati nel merito, con la massima trasparenza e senza ambiguità.

Fino a quando non arriveranno risposte chiare e garanzie vincolanti, permane lo stato di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La FIOM CGIL continuerà a sostenere in tutte le
sedi la necessità di tutelare il lavoro, il patrimonio industriale e il futuro produttivo di Pierburg Livorno e degli altri siti italiani interessati dalla cessione.

Massimo Braccini, Segretario Generale FIOM CGIL Livorno

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