Pierburg, i lavoratori alzano la voce: “Nessuna cessione senza garanzie”
Livorno 4 febbraio 2026 Pierburg, i lavoratori alzano la voce: “Nessuna cessione senza garanzie”
Cresce la preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno per il futuro industriale e occupazionale del sito. L’assemblea, riunitasi il 3 febbraio 2026 dopo l’incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il giorno precedente, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che esprime una netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di vendita priva di garanzie concrete.
Al centro del confronto c’è il processo di cessione della divisione civile e automotive del gruppo Rheinmetall. L’azienda comunica che ci sono due offerte vincolanti: una da parte di Aurelius Group, fondo di private equity, e l’altra da Ecco Group, società specializzata in operazioni di corporate carve-out. Secondo il cronoprogramma illustrato, l’acquirente dovrebbe essere individuato entro il primo trimestre del 2026, con la firma del contratto di vendita, mentre il completamento formale dell’operazione è previsto entro il 30 settembre 2026.
Un percorso che l’assemblea guarda con estrema cautela. I lavoratori respingono qualsiasi cessione che non garantisca in modo certo, vincolante e verificabile la tutela dell’occupazione e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, insieme alla stabilità produttiva del sito livornese. Tra le condizioni ritenute irrinunciabili figurano anche un perimetro della cessione chiaro e trasparente, capace di escludere future dismissioni o smembramenti, e piani industriali credibili, dettagliati e di lungo periodo, sostenuti da investimenti immediatamente esigibili.
L’assemblea chiede inoltre chiarezza sulle linee di prodotto e sulle prospettive industriali, oltre a garanzie contrattuali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, inclusi strumenti di riqualificazione professionale e tutele adeguate in caso di riorganizzazioni o ristrutturazioni.
Le maestranze pretendono che queste condizioni confluiscano in uno specifico accordo sindacale con RSU e FIOM e che gli impegni assunti vengano formalmente allegati all’atto di vendita, con l’introduzione di penali severe in caso di mancato rispetto. Centrale anche la richiesta di un confronto continuo, trasparente e vincolante durante tutte le fasi della procedura, insieme a un ruolo attivo di controllo e garanzia da parte delle istituzioni.
L’assemblea ha infine conferito mandato pieno a RSU e FIOM per proseguire e rafforzare lo stato di mobilitazione sindacale, senza escludere ulteriori iniziative di lotta se non arriveranno risposte concrete. Il messaggio finale è netto e condiviso: “Nessuna cessione senza garanzie. Nessun accordo senza tutele. Il lavoro non si vende.”
