Porta a Mare, oggi l’area dello scalo Umbria sarà intitolato al sindacalista Manetti
Livorno 27 aprile 2026 Porta a Mare, oggi l’area dello scalo Umbria sarà intitolato al sindacalista Manetti
Livorno rende omaggio a una delle figure più rappresentative della sua storia sindacale e civile. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 27 aprile, alle ore 16, verrà intitolata l’area dello Scalo Umbria, nel complesso di Porta a Mare, a Sergio Manetti, protagonista del movimento operaio cittadino e punto di riferimento per intere generazioni.
La cerimonia, promossa su richiesta della CGIL, si svolgerà in un luogo altamente simbolico per la storia industriale e portuale di Livorno. A presiederla sarà il sindaco Luca Salvetti, con la partecipazione del segretario nazionale della CGIL Maurizio Landini.
Nato a Livorno nel 1922, Manetti cresce in un ambiente profondamente antifascista. Dopo aver frequentato le scuole professionali, entra giovanissimo nel mondo del lavoro come operaio al cantiere Ansaldo, dove si distingue già durante il regime per il suo impegno nel “Soccorso Rosso”, a sostegno delle famiglie degli antifascisti arrestati.
Iscritto al PCI dal 1942, prende parte attiva alla Resistenza nelle SAP (Squadre di Azione Patriottica). Nel dopoguerra diventa uno dei protagonisti della ricostruzione del cantiere navale, duramente colpito dal conflitto, contribuendo al rilancio produttivo e sociale della città in un momento cruciale della sua storia.
Il suo percorso sindacale si sviluppa all’interno della FIOM, di cui è segretario dal 1951 al 1968, per poi guidare la Camera del Lavoro fino al 1980. Un periodo segnato da profonde trasformazioni, in cui Manetti svolge un ruolo centrale anche a livello nazionale: nel 1969 è tra gli organizzatori del VII Congresso della CGIL a Livorno, passaggio decisivo verso l’unità sindacale e l’avvio del percorso che porterà allo Statuto dei Lavoratori.
Parallelamente all’attività sindacale, Manetti ricopre anche incarichi istituzionali, venendo eletto consigliere regionale nelle file del PCI negli anni Ottanta. Conclude la sua esperienza pubblica come presidente del Consorzio Bacini di Carenaggio, incarico che mantiene fino alla sua scomparsa nel 1999.
L’intitolazione rappresenta un riconoscimento significativo per una figura che ha contribuito in modo determinante alla crescita democratica, sociale e lavorativa di Livorno, lasciando un segno profondo nella memoria collettiva della città.
