Ambiente 12 Febbraio 2021

Porti verdi: la rotta verso uno sviluppo sostenibile

Il progetto di Enel e Legambiente per la decarbonizzazione

Veduta aerea porto Livorno – Fonte Uff. Stampa Enel

Lo studio condotto da Enel X e Legambiente traccia  una rotta da seguire per accelerare la decarbonizzazione del settore marittimo: un’importante opportunità di innovazione, rafforzamento della filiera industriale del Paese e riduzione dell’inquinamento nelle città portuali italiane.

Sei le azioni chiave a cui dare priorità: innovazione tecnologica puntando sul cold ironing, digitalizzazione, efficientamento energetico degli scali, integrazione tra porti e rete ferroviaria, progressiva elettrificazione dei consumi con fonti rinnovabili e supporto all’adeguamento degli scali e della flotta navale.

 

 

 

 

Livorno, 11 febbraio 2011 – “Nella lotta alla crisi climatica un importante contributo può arrivare dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo, reso possibile grazie ai progressi tecnologici che consentono oggi l’elettrificazione dei consumi navali in porto oltre che della logistica e della attività portuali di terra”.

Lo rende noto Enel in un comunicato inviato anche a nome di Legambiente

 

“Un processo – prosegue il comunicato di Enel – che deve essere accelerato puntando su innovazione tecnologica, digitalizzazione dei sistemi logistici portuali, efficientamento energetico degli scali, integrazione tra porti e rete ferroviaria creando “corridoi green”, progressiva elettrificazione dei consumi attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabili e conversione della flotta navale con mezzi aventi un minor impatto ambientale.

È questa la rotta da seguire per accelerare il processo di decarbonizzazione per Legambiente ed Enel X, la global business line del Gruppo Enel che progetta e sviluppa soluzioni incentrate sui principi di sostenibilità ed economia circolare, per fornire a persone, comunità, istituzioni e aziende un modello alternativo che rispetti l’ambiente e integri l’innovazione tecnologica nella vita quotidiana.

Il report “Porti verdi: la rotta verso uno sviluppo sostenibile”, presentato oggi nel corso del webinar, in diretta sulla pagina Facebook e sul sito della Nuova Ecologia e Legambiente.it.,

 

fa il punto anche sulle best practices di settore, sui vincoli da superare e sulle opportunità di sviluppo che si aprono a partire dal prezioso contributo tecnologico del cold ironing, ovvero la tecnologia per mezzo della quale è possibile ridurre le emissioni navali in porto grazie alla connessione alla rete elettrica su terraferma, fino ad azzerarle se si alimenta il cold ironing con le fonti rinnovabili.

Il cold ironing di Livorno

Nel tracciare questa rotta, sono sei le azioni chiave a cui dare priorità nel 2021:

1) finalizzare il processo di definizione di una tariffa elettrica dedicata al cold ironing in modo da renderla competitiva rispetto all’utilizzo dei motori di bordo;

2) introdurre schemi di finanziamento o cofinanziamento pubblico per accelerare la transizione del sistema portuale italiano verso la sostenibilità, 3) identificare gli interventi prioritari sul sistema portuale per avviare il processo di elettrificazione;

4) promuovere la progressiva elettrificazione dei consumi portuali con fonti rinnovabili;

5) sviluppare una roadmap nazionale che preveda l’elettrificazione dell’intero sistema portuale. L’abilitazione al cold ironing dei 39 porti italiani del network TEN-T (tra i quali anche Livorno, ndr) permetterebbe ogni anno di evitare la combustione di oltre 635mila tonnellate di gasolio marino;

6) sviluppare le infrastrutture ferroviarie nei porti e le interconnessioni con la rete al fine di favorire il trasporto elettrico e su ferro per lunghe e medie distanze.

Tali misure, se messe in campo, potrebbero contribuire a rafforzare il sistema portuale italiano e a innovare la gestione nella direzione della sostenibilità.

Inoltre, queste azioni consentirebbero anche la riduzione dell’inquinamento derivante dal trasporto marittimo che rappresenta una quota importante e crescente di emissioni di gas a effetto serra.

Le emissioni associate a questo settore sono stimate in 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, pari a circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra. Se non saranno messe in atto rapidamente delle misure di mitigazione, tali emissioni rischiano di aumentare in modo significativo. Infatti, secondo lo studio dell’International Maritime Organization (IMO),

mantenendo invariata la situazione attuale, le emissioni del trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050 e compromettere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

 

Nel corso dell’evento on-line, moderato da Edoardo Zanchini vicepresidente di Legambiente, sono intervenuti: Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia, Augusto Raggi Responsabile Enel X Italia, Eliano Russo, Responsabile e-Industries di Enel X, Cristiana Biondo Ufficio clima ed energia Legambiente, Tullio Berlenghi, Capo Segreteria Tecnica, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Giuseppe Catalano, Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione del Ministero per le Infrastrutture e dei Trasporti, Luca Sisto Direttore Generale di Confitarma, Daniele Rossi, Presidente di Assoporti e dell’Autorità Portuale di Ravenna”.

 

‘Il trasporto marittimo e le attività portuali – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – risultano oggi ancora fortemente dipendenti per i loro consumi dalle fonti fossili. Con questo studio, realizzato insieme ad Enel X, abbiamo voluto mettere in evidenza le scelte che possono innescare un virtuoso processo di rinnovamento e crescita dell’intero settore portuale e marittimo italiano.

Da anni ci battiamo per ridurre l’inquinamento prodotto dalle navi nei porti delle città ed è arrivato il momento di investire sul cold ironing, una tecnologia oggi matura, e di rafforzare le connessioni con la rete ferroviaria per creare filiere di trasporto merci low carbon.

 

Ma sono tante le azioni che oggi possono essere intraprese di innovazione nel settore nella direzione della sostenibilità, come raccontano le buone pratiche del report, già in atto in diversi parti del mondo che hanno puntato su tecnologie e processi finalizzati alla fornitura di energia pulita, all’integrazione dei servizi, alla migliore interazione tra gli attori portuali e le comunità locali e all’utilizzo di nuovi vettori marittimi più efficienti. L’Italia non perda questa preziosa occasione per mettere al centro del recovery plan interventi che rivestono un ruolo importante nella lotta alla crisi climatica’.

 

L’elettrificazione dei trasporti marittimi e della logistica a terra è un passaggio necessario per dare un’ulteriore spinta al processo di transizione energetica in atto in altri settori industriali” ha dichiarato Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia. “Enel ha intrapreso la strada della progressiva decarbonizzazione delle proprie attività grazie a investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, nella digitalizzazione delle reti ed elettrificazione dei consumi; scelte che hanno come comune denominatore la sostenibilità, pilastro della strategia di business dell’azienda.

In linea con questa filosofia abbiamo presentato oggi lo studio realizzato in collaborazione con Legambiente che mostra come il cold ironing non sia solo una scelta vincente in termini di riduzione di emissioni climalteranti, ma anche un’opportunità di innovazione e di crescita industriale per l’intero comparto marittimo italiano’.

 

Nello studio Legambiente ed Enel X ricordano che “la decarbonizzazione del settore portuale, del trasporto marittimo e della logistica di terra ad esso associata, è una priorità indicata nella Sustainable and Smart Mobility Strategy europea ed un’emergenza a diverso titolo indicata da operatori ed organizzazioni quali l’Organizzazione Europea dei Porti Marittimi.

La stessa Commissione Europea ha stabilito l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni legate al settore dei trasporti entro il 2050 e nell’ambito delle misure Green Deal promuove lo sviluppo di alternative sostenibili ai combustibili fossili. A tal riguardo nello studio presentato oggi si pone l’attenzione anche sui combustibili per la decarbonizzazione del trasporto navale e sulla prospettiva della sua elettrificazione.

Sono diverse, nel mondo, le sperimentazioni di traghetti basati sulla propulsione elettrica su distanze brevi, con chiari vantaggi in termini di abbattimento delle emissioni inquinanti e climalteranti. Per quanto riguarda il trasporto marittimo a zero emissioni, nel report si analizza quello legato all’idrogeno rinnovabile, l’ammoniaca rinnovabile o le batterie da elettricità verde.

La scelta della tecnologia dipenderà anche dalla distanza che le singole navi devono percorrere. L’uso di batterie per alimentare i motori elettrici delle imbarcazioni.

Ad esempio, l’uso di batterie per alimentare i motori elettrici delle imbarcazioni potrebbe diventare una soluzione diffusa per i trasporti a corto raggio nel breve futuro.

 

Già oggi piccole navi alimentate a batteria eseguono servizi di linea in Cina e Norvegia. Nei trasporti a lungo raggio l’alimentazione elettrica via batteria non sembra una soluzione ancora sostenibile a causa degli elevati costi, dimensioni e peso delle batterie realizzate con le attuali tecnologie. A meno di importanti sviluppi in tal senso, l’idrogeno e l’ammoniaca rinnovabili rappresentano oggi opzioni più concrete, sebbene ancora lontane dall’essere tecnologicamente e commercialmente mature.

Buone pratiche dal mondo: Sono diversi i casi di successo in cui il cold ironing si dimostra un’efficace soluzione per la decarbonizzazione dei consumi navali in porto. Si possono citare i casi di Gothenburg in Svezia, Rotterdam nei Paesi Bassi, Los Angeles in USA, Vancouver in Canada, Lübeck in Germania, Bergen in Norvegia, Marsiglia in Francia. Solo per fare un esempio, già nel 1989 il porto di Gothenburg è stato dotato di un sistema cold ironing e oggi l’intera struttura beneficia di sei unità di cold ironing (una ulteriore è in fase di realizzazione).

In Francia, nel 2017 al porto di Marsiglia sono stati realizzati tre punti di connessione cold ironing per navi traghetto e, grazie a un ulteriore piano di investimenti di 22 milioni di euro, il porto ambisce a diventare 100% elettrico entro il 2025. In questo caso, l’installazione del cold ironing è stata sostenuta da fondi pubblici forniti dall’UE, oltre che dal governo francese. Infine, un altro caso studio è rappresentato dal porto di Los Angeles, il principale porto merci dell’emisfero occidentale e uno dei principali protagonisti mondiali del cold ironing.

Le prime infrastrutture sono state realizzate già nel 2004 con la California Environmental Protection Agency che ne ha supportato la successiva progressiva espansione, introducendo nel 2007 anche un regolamento per mitigare le emissioni di particolato e ossidi di azoto in porto che hanno reso il cold ironing una virtuosa soluzione per rientrare nei limiti”.

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