Porto di Livorno, nave diretta a Sigonella ancora ferma: i lavoratori si rifiutano di caricarla
Livorno 23 ottobre 2026
L’Usb riferisce che anche il secondo turno ha aderito allo sciopero proclamato al Terminal Darsena Toscana. Nel mirino la Sunaid X e quattro container definiti «sospetti», che conterrebbero materiali per droni ed equipaggiamenti militari
La nave portacontainer Sunaid X è ancora ferma al Terminal Darsena Toscana, dopo che i lavoratori portuali del turno di notte e, successivamente, del turno mattutino si sono rifiutati di lavorare aderendo allo sciopero proclamato in seguito all’arrivo dell’imbarcazione. A riferirlo è l’Unione Sindacale di Base (Usb) di Livorno, che collega la mobilitazione al contenuto del carico e alla destinazione militare che attribuisce alla nave.
Secondo la ricostruzione del sindacato, l’arrivo al terminal è stato preceduto da sei ore di blocco in mare e da un presidio davanti al varco. Nella tarda serata precedente, riferisce ancora l’Usb, gli attivisti e le attiviste della Global Sumud Flotilla erano stati rilasciati dopo alcune ore di fermo, mentre le imbarcazioni coinvolte nell’azione coordinata risultavano ancora sotto sequestro.
Al centro della protesta c’è la Sunaid X, che il sindacato descrive come una nave utilizzata per rifornire la base militare statunitense di Sigonella. L’Usb riferisce che a bordo si troverebbero quattro container definiti «sospetti», contenenti batterie per droni, equipaggiamenti militari, gas e propellenti. Le informazioni sul carico sono quelle riportate dal sindacato nel comunicato.
L’Usb sostiene inoltre che la base di Sigonella sia stata utilizzata per sostenere le recenti operazioni militari statunitensi in Medio Oriente. La protesta, afferma l’organizzazione, intende anche contestare il presunto coinvolgimento della base nel coordinamento degli attacchi contro la Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza.
«È gravissimo che un porto civile venga utilizzato per movimentare materiale militare ponendo il nostro Paese in complicità con la guerra», scrive il sindacato, che richiama anche le conseguenze economiche dei conflitti: «Guerre che producono carovita crescente con aumenti del costo della benzina, dei beni alimentari e delle bollette».
La posizione dell’organizzazione è riassunta nello slogan «I lavoratori non saranno complici!». L’iniziativa, spiega l’Usb, si inserisce nel percorso verso lo sciopero generale e internazionale annunciato per il 30 ottobre.
Il sindacato attribuisce la mobilitazione al coordinamento tra No Harbor for Genocide, Global Sumud Flotilla Italia, Gruppo Autonomo Portuali e Unione Sindacale di Base.
Le informazioni relative al contenuto dei container, alla destinazione del carico e all’utilizzo della base di Sigonella sono riportate sulla base delle dichiarazioni contenute nel comunicato sindacale e non costituiscono, da sole, una verifica indipendente.
