Porto 22 Luglio 2017

Lavoro in porto, Filt-Cgil sulle dichiarazioni di Provinciali: “fuori dal perimetro delle sue funzioni”

La Filt CGIL prende posizione contro il Segretario pro-tempore dell’Autorità di Sistema, Massimo Provinciali

La Filt CGIL Livorno sulle dichiarazioni di Massimo Provinciali in merito alla possibilità di permettere agli articoli 16 di fornire mano d’opera temporanea, definendo tali esternazioni “fuori dal perimetro delle competenze dell’Adsp”, di cui Provinciali è segretario generale.

La Filt sottolinea, infatti, che la seconda parte della riforma della 84/94, la parte che riguarda il lavoro quindi, è oggetto di una discussione nazionale di cui fanno parte anche le parti sociali, sindacati compresi.

Come FILT-CGIL  ci sembra doveroso intervenire, dopo l’ultima proposta dell’attuale Segretario Generale della AdSP di Livorno Massimo Provinciali fatta a mezzo stampa e, riteniamo, fuori dal perimetro delle proprie funzioni Identificare una possibile terza via nel mercato del lavoro portuale, atta a consentire alle aziende autorizzate art.16 di fornire anche lavoro a chiamata, è pericoloso e fuorviante in una fase molto delicata della portualità locale e non solo.

Pericoloso perchè, anche solo come ipotesi di studio, qualsiasi percorso che di fatto tenderebbe a liberalizzare il lavoro all’interno del porto, omogeneizzando le caratteristiche dell’art 16 con quelle dell’art. 17, ha già prodotto disfunzioni e drammi sociali che non vogliamo vengano replicati.

La fase delicata invece a cui ci riferiamo è la situazione dei porti di Livorno e Piombino, aggregati nel sistema del Mar Tirreno Settentrionale, che rischiano di attardarsi nei confronti di altri sistemi che invece sono già molto attivi e strutturati.

Una ipotesi, quella di Massimo Provinciali, che consideriamo assolutamente impercorribile e che si attesta su una direzione diametralmente opposte alle scelte che a livello nazionale si stanno facendo.

Una ipotesi che abbiamo però bisogno di capire se è figlia di una convinzione personale dell’attuale Segretario generale o se sia frutto di un orientamento anche del Presidente dell’AdSP.

In tal caso si aprirebbe una pagina completamente diversa di relazioni sindacali, sia sul piano locale che nazionale sul cui tavolo le strutture stanno valutando misure molto diverse.

Piuttosto serve maggiore vigilanza sulle attività e quindi creare una cornice che crei opportunità anche per le imprese nel rispetto della norma.

La tutela per i lavoratori rimane per la Filt, quindi, obbiettivo primario. Una completa trasparenza e legittimita’ nei rapporti di appalto fra art.16 e art.18 e il ruolo svolto dall’art.17, per rispondere alle esigenze di flessibilità professionalizzata del porto deve essere un valore aggiunto, vanno pertanto assolutamente evitati sconfinamenti pericolosi, i quali non garantirebbero  ne la sicurezza ne la buona occupazione.

Per quanto ci riguarda, essendo le parti sociali soggetto attivo della discussione su la riforma della legge 84/94 quindi anche sull’organizzazione del lavoro portuale con il Governo nazionale, riteniamo inutili (per funzione) e provocatorie le esternazioni fatte dal Segretario Generale.

Per il disagio che proviamo nel vedere ancora oggi l’AdSP non nel pieno delle proprie prerogative per responsabilità che attengono molto ad una diatriba politica locale, che è necessario si risolva in tempi rapidi, e per i temi sopra esposti chiederemo da subito un incontro al Presidente dell’AdSP per chiarire come e su quale terreno di confronto vorrà coinvolgere i lavoratori e la Filt-Cgil.

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