Politica 11 gennaio 2019

Potere al Popolo risponde all’appello degli artisti e operatori di cultura

Risposta all’appello “di unità dei progressisti fatto dagli artisti e dagli operatori di cultura”.

“In questi giorni sta girando un appello di artisti ed operatori della cultura per l’unità delle forze progressiste al primo turno delle elezioni amministrative della prossima primavera.

Condividiamo, nell’appello, la forte preoccupazione di artisti e operatori culturali: un governo della Lega a Livorno significherebbe una seria regressione nei modi di amministrare, nell’esercizio dei diritti civili, delle stesse modalità di sviluppo economico. Il problema è che la crisi di Livorno, e non solo, è piu’ drammatica del già grave problema di una eventuale vittoria della Lega alle amministrative.

Livorno, oltre ai gravi problemi sociali che ben conosciamo, non ha un futuro, un modello di sviluppo complessivo e rischia anche nei settori dove, in qualche modo ha tenuto (dalla portualità allo stesso turismo alla rete di startup esistenti).

Questo problema strutturale non solo non si risolve con gli appelli alle forze progressiste ma, in caso di accoglimento positivo, ne allontana la soluzione.

Ma prendiamo sul serio la parola “progressista” da voi usata come per cercare  di dare una prospettiva a un accordo tra centrosinistra e sinistra. Non è questo il luogo per dirsi se ha senso o meno dirsi progressisti oggi.

Ci domandiamo solo se gli estensori dell’appello si chiedono cosa abbia il Pd di progressista. Rappresentano qualcosa di progressista lo smantellamento dello statuto dei Lavoratori, la Legge Fornero, il rifiuto di un reddito di cittadinanza, lo smantellamento dei diritti sanitari, la compressione del salario?

No si tratta di regressione del vivere civile con il Pd, purtroppo, come protagonista.

L’istituzione di lager in Libia, architetto Minniti, è progressismo?

A livello locale l’incapacità di dare un modello di sviluppo al territorio, di fare della provincia di Livorno la seconda provincia piu’ inquinata d’Italia dopo Taranto, di costruire un modello di educazione dove la dispersione scolastica è a livelli da sud, di avere un numero di posti letto ospedalieri al livello di paesi non sviluppati, di svendere il patrimonio abitativo con una emergenza casa che cresce è progressismo?

I patti sull’area di crisi complessa, che generano pochissimi posti di lavoro, frutto di una concezione da Mesozoico dell’economia sono progressismo? Non scherziamo.

E viene quindi chiesto a noi di unirsi, in nome del progresso, a una forza che ha mostrato gravi caratteri di regressione? Insomma il PD deve ancora dimostrare almeno di essere progressista, di non essere più regressivo, altro che unità tra progressisti.

Certo, abbiamo visto facce nuove. Ma anche idee vecchie che riportano subito alle pratiche nocive del recente passato.

Non solo, l’elettorato è pronto a punire proprio gli accordi “in pochi punti”, da fronte largo perché hanno tutto l’aspetto del politicismo. Pratica massacrata nelle urne come nessuna. Perchè Livorno ha bisogno di una nuova visione economia messa in atto non di appelli ai buoni sentimenti. Questo è un grave problema.

Noi pensiamo che Livorno possa risollevarsi con un municipalismo di rottura, civico e di sinistra, in grado di saper vincere la rottura del patto di stabilità, saper intervenire nei margini della fiscalità locale rompendo il carico di iniquità presenti, di saper governare lo sviluppo rimodellando le istituzioni locali sulle esigenze di Livorno, di orientare lo sviluppo tecnologico per creare benessere non per abbassare il costo del lavoro rispetto ad altre aree.

Questo è senso di responsabilità. Non l’unione, pronta a esplodere alla prima contraddizione, giusto per fare un album fotografico. Su questo vogliamo lavorare, e ci pare il programma piu’ serio in circolazione, e su questo chiediamo il giudizio della città.

Non è questo il tempo di appelli. Magari al secondo turno delle amministrative, se abbiamo saputo lavorare, gli stessi estensori di questo appello ne faranno uno a tutta Livorno per sostenere il nostro progetto.

Cosa proponiamo per Livorno? qualcosa di diverso da progetti fatti di paure e di equivoci, siamo disponibili a intraprendere questo percorso insieme a tutte quelle forze civiche e di sinistra che ci credano davvero alla costruzione di un 1° polo!”

POTERE AL POPOLO LIVORNO.

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