Presentato il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica del Comune di Livorno
Livorno 20 marzo 2026 Presentato il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica del Comune di Livorno
E’ stato presentato questa mattina in Sala Cerimonie a Palazzo Comunale il Piano di Azione per la Transizione Ecologica del Comune di Livorno alla presenza del sindaco Luca Salvetti, dell’assessora con delega alla Mobilità Silvia Viviani e del dirigente del Settore Assetto del Territorio Leonardo Gonnelli. Già dal 2019, il Comune di Livorno ha messo al centro delle politiche la sostenibilità ambientale e lo sviluppo ecologico sia nelle Linee di Mandato del Sindaco (mandato 2019-2024 e seguente 2024-2029) sia nei vari Documenti Unici di Programmazione triennali dell’Ente sin qui approvati dal Consiglio Comunale.
I vari Settori d
ell’Amministrazione Comunale, secondo le varie competenze assegnate hanno iniziato ad attuare gli indirizzi espressi dai documenti strategici dell’Ente. Sin qui niente di nuovo se escludiamo il fatto di aver compiuto un passo in avanti considerevole approvando in Consiglio Comunale con la Delibera n. 14 del 29.01.2026 il primo Piano d’Azione per la Transizione Ecologica del Comune di Livorno.
Con questo nuovo strumento abbiamo creato un habitat tecnico-amministrativo cercando di compendiare e mettere in connessione le Azioni ad elevata trazione ecologica di tutto il Comune di Livorno, di fatto mettendo a sistema l’intero “fare” sul tema della sostenibilità ambientale. Questa visione più ampia ci permette di riconoscere e di integrare i vari livelli di governance, dal sociale, all’ambientale, all’economico fino a delineare nuovi orizzonti di programmazione urbana.
Come riferimento abbiamo adottato i vari “attrezzi” costituiti dagli strumenti di pianificazione già approvati dall’Amministrazione Comunale come ad esempio: il Piano Strutturale, il Piano Operativo Comunale, il Piano del Verde (reso cogente con il POC), il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (affidando a questo il reale campo attuativo rivolto alla accessibilità universale) e molti altri (il numero complessivo ammonta a ben 34 strumenti). I vari strumenti di pianificazione sono stati letti con una modalità integrativa attraverso obiettivi attuativi volti alla sostenibilità ambientale e distillati in un unico contenitore (il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica) che mette in marcia il nostro sistema territoriale verso il migliore sviluppo sostenibile.
Il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica contiene in partenza ben 116 Azioni che sono state suddivise secondo i seguenti ambiti: tematiche generali, sviluppo dell’economia circolare, ripristino della biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici, neutralità climatica ed azzeramento degli inquinamenti. Il tutto completato ed integrato dai concetti di etica ambientale e di antifragilità. Per ogni Azione è stata valutata la tipologia attuativa (pianificazione, progettazione, gestione), la tempistica di compimento e l’impatto economico finanziario.
Razionalità ed organizzazione degli intenti dell’Amministrazione Comunale hanno guidato la formazione del Piano che ha visto l’operabilità per circa 26 mesi di un gruppo di lavoro interno al Comune, la cosiddetta “Officina” composta da ben 30 diverse professionalità.
Tutte le Azioni proposte costituiscono un cluster operativo di ottima qualità e di prospettiva; tuttavia, il Piano non deve essere considerato uno strumento statico, ma implementabile con ulteriori Azioni e con modifiche, ottimizzazioni e valorizzazioni delle Azioni già presenti.
Le prime quindici Azioni sono state definite di carattere Generale nel senso che non ha prevalso una tematica sull’altra, ma rappresentano, con varie modalità attuative, la diffusione della Transizione Ecologica con l’ampiezza della rilevanza esterna. Ad esempio, annotiamo il tema della Simbiosi Industriale che è stato inserito in questa tipologia di azione, ovvero la possibilità che attraverso un’analisi ecologica delle varie Aziende, si possano ottenere minori scarti ed un incremento dell’economia di scala e che si colloca nel mondo delle attività produttive della nostra città e non solo.
Nella sfera dello sviluppo sostenibile circolare troviamo molte azioni che hanno come denominatore comune il mondo dei rifiuti, mentre nel ripristino della biodiversità si concentrano azioni sul tema del verde e della naturalità della città.
Nell’ambito della neutralità climatica sono state sintetizzate molte azioni che hanno un’influenza diretta sull’efficientamento energetico anche con il ricorso alle fonti di energie rinnovabili, ma anche questioni che rivolgono l’attenzione ad un miglioramento della mobilità sostenibile e integrata della città.
L’adattamento ai cambiamenti climatici viene declinato con numerose azioni tese allo sviluppo di una Comunità antifragile e consapevole dei rischi, traguardando operazioni concrete e talvolta strutturali che contrastano l’innalzamento del livello dei mari, l’aggressività dello stato climatico ed il dissesto idrogeologico del territorio. Infine, nell’azzeramento degli inquinamenti vengono proposte ed organizzate a sistema azioni di risanamento delle varie contaminazioni nelle diverse matrici ambientali (aria, acqua, suolo e sottosuolo).
Il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica, di cui si prevede una revisione generale entro i quattro anni dalla sua approvazione, dimostra come sia possibile agire con Azioni Locali per concorrere alla Transizione Ecologica giusta e solidale del nostro territorio, ben consapevoli che sono in atto discussioni e decisioni oltre la sfera locale che dovranno essere portate avanti ad un livello più globale.
Con una specifica Ordinanza del Sindaco è stato nominato il primo Ecological Manager dell’Amministrazione Comunale (senza costi aggiuntivi per l’Ente) che avrà la funzione di coordinare il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica. Egli si avvarrà di una nuova e più ristretta Officina di Monitoring già costituita che presenterà all’Amministrazione i risultati delle varie Azioni.
“Questo è un passaggio che arriva dopo un lavoro molto articolato – ha affermato il Sindaco – e di grande pregio. Sfidante è la traduzione sul piano pratico di tanti concetti che riguardano la transizione ecologica. Quando si tratta di concretizzare alcuni passaggi spesso le amministrazioni si trovano in difficoltà, noi invece abbiamo lavorato coordinando gli uffici e messo in rete i vari settori dell’Amministrazione Comunale, creando un modello attenzionato anche dalle altre PA. Siamo il primo Comune che si dota di un piano di questo tipo con 116 azioni mirate di transizione ecologica”.
“Il cambiamento climatico si manifesta sotto forma di condizioni estreme” sottolinea l’assessora con delega alle Politiche Ambientali Silvia Viviani e prosegue: “ Non sono più argomenti di discussione o di contrapposizione; non sono più eventi eccezionali; sono lo stato nel quale dobbiamo saper vivere. In questo scenario la Città di Livorno si è attivata a partire dagli impegni del programma di mandato e dal Documento Unico di Programmazione con l’obiettivo di “riprogettare la città per rispondere alle sfide globali.” Da qui è nato il Piano d’Azione per la Transizione Ecologica. Qui si pongono le basi per la rigenerazione della città tramite le infrastrutture verdi, la promozione di comunità energetiche rinnovabili, gli interventi per migliorare la qualità dell’aria e delle acque, la promozione di uno sviluppo economico giusto e sano, lo sviluppo dell’educazione ambientale. L’integrazione fra i vari Settori Comunali per convergere verso gli obiettivi della transizione ecologica è una componente rilevante di questo cambio di passo, insieme ai vari e diversi piani e programmi che abbiamo definito, come la mappatura delle isole di calore, il programma di de-pavimentazione dei suoli urbani, i nuovi strumenti urbanistici, il piano del verde, il piano della mobilità sostenibile, il piano di protezione civile comunale, il piano di azione per la qualità dell’aria, il piano di azione per l’energia sostenibile e il clima, la mappatura acustica strategica, il piano casa locale (Abitare Livorno). È una risposta unitaria e articolata, nuova e concreta, per agire nel nostro presente con uno sguardo lungo, verso un futuro migliore”.
Il dirigente del settore Assetto del Territorio Leonardo Gonnelli dopo aver ringraziato i trenta lavoratori comunali, più un dipendente di Aamps: “che per 26 mesi hanno partecipato alla redazione di questo piano” ha espresso gratitudine nei confronti del Sindaco, di tutta la Giunta, dei diciotto stakeholders e di Laura Mantellassi coordinatrice del gruppo officina di monitoraggio del Piano. “A me piace quando un piano viene attuato – ha proseguito Gonnelli – e se il piano va lo sapremo tra qualche anno. Questo non è uno strumento che è dentro la cassetta degli attrezzi, questo è la cassetta dove ci sono tutti gli attrezzi!”.
