Cronaca 24 maggio 2018

Presidio Usb al Centro Impiego: “Pochi fondi e assegnati a chi si è presentato per primo”

“Reddito Minimo Garantito
Per spezzare le catene della povertà e dei bassi salari
Presidi Usb ai Centri dell’Impiego

PD e 5 Stelle hanno avanzato le loro proposte, la prima tramutatasi nel REI – misericordia di Stato, la seconda certamente migliore ma fortemente pregiudicata dai vincoli dell’UE, ai quali nessuna forza politica sembra volersi contrapporre. E senza svincolarsi dai diktat dell’UE non c’è spazio per un reddito dignitoso e per una lotta efficace alle disuguaglianze sociali.
Vogliamo un Reddito slegato da servizi sociali, vincoli di cittadinanza e familistici, capace di garantire una base di vita degna e la possibilità di rifiutare contratti al ribasso!
Da anni in Italia assistiamo a un impoverimento generale delle fasce popolari.
La privatizzazione dei servizi pubblici – case popolari, trasporti, sanità, istruzione – comporta costi della vita sempre più alti, a cui non corrisponde una crescita dei salari e dell’occupazione.
Se, fino a prima della crisi, avere almeno un lavoro garantiva standard di sopravvivenza per molti, oggi il lavoro è sempre più precario, saltuario e “povero”: il 28,7% della popolazione italiana è a rischio di povertà ed esclusione sociale, mentre arriva quasi al 12% la percentuale di chi corre lo stesso rischio nonostante percepisca un reddito da lavoro.
E’ necessaria quindi una misura di sostegno al reddito che permetta di respirare, di alzare la testa. Che permetta a chi è in cerca di lavoro di dire “NO” a salari sotto la soglia di sopravvivenza, così come di soddisfare i bisogni fondamentali della vita a chi è senza lavoro.
Nella nostra provincia abbiamo portato avanti una lunga battaglia per ottenere lo sblocco dei famosi 500 euro ai disoccupati attraverso i fondi non utilizzati per gli ammortizzatori sociali. Una goccia nell’oceano. Basti pensare che il bando è stato aperto solo per pochi giorni e non è stata stilata nessuna forma di graduatoria. In pratica solo i “fortunati” che si sono recati allo sportello per primi sono riusciti ad accedervi. Migliaia di disoccupati sono rimasti esclusi. A Piombino si è sfiorata la rissa all’interno degli uffici. Inoltre una parte consistente dei fondi ( 8 milioni) finirà nelle tasche delle agenzie interinali.
Questa non è la soluzione complessiva ai problemi di chi è in difficoltà, ne’ può esserlo: va affiancata al potenziamento e a una maggiore accessibilità del welfare, così come alla lotta per piani di occupazione lavorativa a salario adeguato e con pieni diritti e tutele.
Ma per poter rivendicare stato sociale e lavoro c’è bisogno di una base minima di sostentamento: per questo scegliamo come obiettivo i centri per l’impiego, per comunicare con la popolazione in cerca d’impiego, con i lavoratori precari e saltuari, ma anche tutti coloro che sul posto di lavoro subiscono bassi salari e privazione di diritti e tutele, dal lavoro manuale al lavoro mentale e cognitivo.
Con tutti questi soggetti intendiamo organizzare e promuovere la manifestazione nazionale del 13 giugno a Roma, a Palazzo Montecitorio, per imporre al parlamento e a qualsiasi governo risulterà dalle faticose consultazioni la voce e le necessità dei settori popolari:
CASA, REDDITO, LAVORO e STATO SOCIALE”!

Federazione del sociale USB Livorno

 

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