Home 2 Luglio 2017

“Priorità ai bacini, non all’edilizia residenziale di Porta a Mare”

Una lettera in 12 punti per riportare al centro del dibattito la riattivazione dei bacini e l’utilizzo secondo il loro potenziale economico effettivo

A parere del CTU, una struttura di questa rilevanza risulta veramente importante per l’economia dell’intera città e per lo sviluppo internazionale del porto di Livorno e non può essere dismessa in omaggio ad una pura valorizzazione di alcune aree edilizie”.

Questa frase, tratta da una perizia del 2009 svolta sullo stato del bacino in muratura di Livorno, riassume anche il pensiero e l’iniziativa presentata oggi dai rappresentanti di A.L.B.A (Alleanza, Lavoro, Beni comuni, Ambiente),  Oltre per Livorno, Rifondazione Comunista e Buongiorno Livorno. A presentarla oggi c’erano Simona Corradini (Buongiorno Livorno), Francesco Renda (Rifondazione), Barbara La Comba (Oltre), Roberto Catelani e Marcello Lenzi (Gruppo Lavoro Bacini di A.L.B.A.).

I vari esponenti hanno ribadito che l’area dei bacini era precedente alla speculazione edilizia, è un bene pubblico frutto di un grande investimento e portatore di ricchezza per la città. Per questo motivo i bacini non devono essere sacrificati all’altare dell’edilizia residenziale e i Piani Regolatori dovrebbero essere modificati per riportare i bacini alla piena capacità produttiva. I membri dei vari comitati hanno fatto alcuni esempi: evitando che nella zona antistante la banchina 75 (sul retro dello yacht club) vengano costruite case. Al riguardo hanno mostrato una planimetria del Piano Regolatore Portuale indicando come molte zone fossero segnate a parcheggio, mentre oggi vi sono stati costruiti edifici ad uso commerciale (con sotto i parcheggi, però).

Da tempo i comitati scrivono ufficialmente all’Autorità Portuale e al Comune per un accesso agli atti, ma è già due volte che non ottengono risposta, per questo motivo hanno annunciato che è in corso un terzo tentativo, esperito il quale, passeranno direttamente all’autorità giudiziaria.

Questa la premessa della loro lettera/richiesta

Il 14 marzo scorso abbiamo inviato formalmente sia al Comune sia all’Autorità Portuale, una richiesta di informazioni circa la coerenza di compatibilità ambientale fra le attività industriali connesse al cantiere e ai bacini e la realizzazione di “residenze turistiche” nell’area nota come “Porta a mare”. Poichè ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta, per quanto anche sollecitati, ci siamo decisi ad ampliare il campo della richiesta iniziale ad altre questioni di carattere urbanistico relative alla stessa area e a porre tutto quanto all’attenzione della cittadinanza. Non è ammissibile infatti che essa sia tenuta all’oscuro di operazioni e progetti che la riguardano così profondamente sia perchè si tratta dell’assetto della parte più identitaria della città (il Porto Mediceo) sia per le significative  implicazioni che l’uso di quest’area ha con la fame di lavoro  che Livorno vive ormai da anni“.

E queste le 12 domande che pongono agli enti preposti dalla legge:

1) Il piano particolareggiato della “Porta a Mare” risale al 2003, i bacini di carenaggio sono stati in funzione fino al 2007, l’attività industriale del cantiere risale alla fine dell’ 800 e dura tutt’oggi. Come mai Comune, Provincia, Regione hanno autorizzato senza preoccupazioni ambientali “residenze turistiche” vicino alle attività portuali e industriali?

2) Come mai solo recentemente è stata espressa preoccupazione per la vicinanza del lavoro nei bacini  (che può essere regolarmente confinato) alle residenze turistiche?

3) I bacini sono un bene pubblico che deve produrre reddito (oltre che lavoro), il bacino grande in muratura venne ultimato nel 1975 con un costo di 45 miliardi di lire pubbliche; chi ha la responsabilità del mancato introito dal 2007 ad oggi?

4) A chi sono affidati i bacini, il loro uso ed il pagamento dei corrispettivi ad oggi?

5) Le “residenze turistiche” della “Porta a Mare”, già costruite e messe in vendita, erano state presentate come  conseguenti e poste a servizio del progettato  Porto turistico nel Mediceo. Per quale motivo  si è rovesciato l’ordine temporale e non si è curata la contemporanea realizzazione delle strutture del porto e dei servizi turistici?

6) Cosa impedisce la costruzione del Porto turistico (altra fonte di lavoro) la cui realizzazione risulta affidata dal 2015?

7) Il molo recentemente costruito di fronte e parallelo all’ Andana degli Anelli è nell’area del porto Mediceo;  è conforme al progetto turistico?  e chi l’ha realizzato?

8) In quale forma sono stati redatti i contratti di vendita delle “residenze turistiche” ed i compratori sono stati avvertiti della destinazione d’uso del loro acquisto?

9) Nel Piano Regolatore Portuale (tavv. 03 “limiti demaniali” e 14 “diporto nautico”) il molo Mediceo, demanio marittimo, e l’area attualmente occupata dai nuovi edifici già costruiti lungo piazza Mazzini, sono destinati ad “aree per il reperimento degli standards (parcheggi)”. Si tratta di un errore o di una falsa indicazione per la realizzazione del porto turistico?

10) L’Autorità Portuale ha la reale volontà di mettere a reddito rapidamente i bacini nella loro piena potenzialità nel modo previsto nel P.R.P. (scheda tecnica 11 “aree cantieristiche” delle N.T.A.)? in caso contrario chi paga per il mancato o diminuito reddito di una proprietà pubblica produttiva ?

11) Quali iniziative intendono assumere il Comune e l’Autorità Portuale per far rispettare le indicazioni del Piano Regolatore Portuale e del Piano Regolatore in merito al porto turistico, alle conseguenti residenze turistiche, all’operatività dei bacini e contigue banchine di allestimento e al completamento della viabilità anche pertinente retrostante ?

12) Quali iniziative intendono assumere il Comune e l’Autorità Portuale per tutelare il lavoro portuale e non aumentare nell’area portuale una residenzialità incongrua e disturbante, difendendo, nel porto, il lavoro e le attività produttive e non la speculazione edilizia ?

 

I membri delle varie associazioni, concludendo l’incontro, hanno ribadito che queste operazioni conoscitive e una modifica dei piani regolatori non contrastano con l’avanzamento della gara per l’assegnazione dei bacini, la quale deve andare avanti, a partire dalla rimozione della nave Urania dal bacino galleggiante.

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