Cronaca 12 Novembre 2020

“Questo modo di fare scuola non è sicuro: meglio chiuderla e fare didattica a distanza”

Un gruppo di mamme: "Le mascherine per otto ore non garantiscono i bambini ma danno solo loro malessere"

vespucci colombo banchi scuolaLivorno, 12 novembre 2020 – Alcune mamme con i figli che frequentano le scuole primarie e medie della città ci hanno contattato per segnalare una serie di criticità che riguardano la presenza in sicurezza nelle classi e negli istituti. Ecco qui in sintesi le questioni sollevate.

Distanziamento insufficiente – In alcune classi pare non venga rispettata la separazione di un metro tra un banco e l’altro, ma che sia solo di “28 centimetri”. Ciò pare sia dovuto alle dimensioni insufficienti delle aule in rapporto al numero di studenti in presenza.

Mascherine che danno malessere –

Pare che molti studenti diano segno di malessere quando la mascherina viene indossata per oltre tre ore (a prescindere dal cambio a metà mattinata). Sono stati segnalati malditesta e mancanza di concentrazione. In un caso vi sarebbe stato un sanguinamento dal naso che la madre riconduce all’utilizzo troppo lungo della mascherina. “Se c’è ventilazione e distanziamento – aggiunge una madre – forse sarebbe il caso di tenerli in classe senza mascherina”. “I bambini stanno facendo già un sacrificio trattenendosi dal contatto fisico che fa parte del loro modo naturale di relazionarsi”.

Tamponi solo per alcuni

Pare che quando viene trovato un bambino o un’insegnante positivo e scatta la quarantena per la classe non via sia l’obbligo di tampone per tutti gli altri alunni. Ciascuno lo può chiedere tramite il proprio medico, ma non vi sarebbe un esplicito obbligo a farlo e a presentarne l’esito prima del rientro a scuola.

Bonus Internet non garantito?

“Ho contattato diversi operatori nazionali per attivare Internet veloce a casa, anche perché fare didattica con un solo telefono per tre figli in età scolare è impossibile” spiega una madre “ma mi è stato detto da tutti che questo bonus non è erogabile a Livorno”.

“Non ci sentiamo sicuri di mandarli a scuola, ma siamo obbligati”

– Dubbi su una efficace e continuativa sanificazione, uno stillicidio di quarantene di classi tra le mura degli istituti, tamponi lenti e non sempre obbligatori, mezzi pubblici affollati: le mamme ci dicono chiaramente che non si sentono al sicuro a mandare i propri figli a scuola e che sarebbe meglio chiuderle facendo solo didattica a distanza. Rimane però il nodo del cosiddetto “digital divide“: non tutte le famiglie hanno infatti pari accesso ad Internet e non tutte dispongono di sufficienti apparecchiature per la didattica a distanza.

“Ho provato a chiedere alla preside se potevo non mandare i figli a scuola – conclude una delle mamme – Mi ha detto che non potevo e che l’unico modo era predisporre una serie di insegnamenti a casa. Già è difficile collegarsi alle lezioni a distanza, figuriamoci far venire un istitutore a casa come nell’Ottocento..”

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