Recensioni – Oggi Maurizio Grasso vi farà conoscere “Strani disegni” di Uketsu
15 luglio 2026
“Non è mai troppo tardi per leggere un buon libro”
Rubrica di recensioni, a cura dello scrittore e traduttore Maurizio Grasso.
Non sono sempre necessariamente recensioni di libri appena usciti, ma di “buoni libri”.
Recensioni – Oggi Maurizio Grasso vi farà conoscere “Strani disegni” di Uketsu
Come definire il giapponese Uketsu, noto soprattutto perché in pubblico si nasconde dietro una maschera e perché la sua identità è tuttora ignota? È uno scrittore web, un film maker, uno youtuber, un ex illustratore. L’occultismo, l’horror, il gusto per l’enigma e per le trame gialle sono i temi ricorrenti dei suoi libri.
Sono temi che ritroviamo tutti in Strani disegni (2022, tradotto da Einaudi lo scorso anno), un giallo a episodi straordinariamente ben costruito. In ogni episodio appaiono nomi diversi, tutti però sono incentrati su disegni enigmatici che scatenano indagini più o meno fortunate da parte di uno o più personaggi.
Un amante di libri gialli, a mio avviso, non dovrebbe perdersi questo volumetto che si legge in una manciata di ore, purché memorizzi bene tutti i dettagli disseminati tra le pagine per poi mettere a posto le tessere del puzzle al momento giusto.
Uketsu ha iniziato con l’idea di diventare un artista manga. Dunque, Strani disegni mette insieme le sue due passioni: la scrittura e il disegno. La multimedialità è un tratto distintivo di Uketsu: da questo breve testo è stata successivamente tratta un’opera rock, pubblicata sul canale Youtube dell’autore.
L’intento del libro è chiaro: il disegno è uno strumento di comunicazione come e più delle parole. Soprattutto nei bambini ma non solo. «I bambini non disegnano ciò che vedono con gli occhi, ma l’immagine di ciò che provano». In una sorta di prologo del romanzo vero e proprio, durante una lezione universitaria una psicologa dà agli studenti una spiegazione in chiave psicanalitica di un disegno infantile. Da una serie di elementi deduce la sofferenza psichica della bambina che ha disegnato se stessa. Quella bambina, a undici anni, aveva ucciso sua madre che la detestava e la picchiava sempre; quella stessa psicologa aveva fornito sul matricidio una consulenza che aveva contribuito a ridurre a pochi anni di riformatorio la pena della minore.
I disegni parlano: a una psicologa, a una persona semplicemente curiosa o interessata all’autore del disegno, a un investigatore che vi cerca il movente e le prove di un delitto. Uketsu si occupa di declinare tutte queste prerogative e lo fa con abilità.
Il primo episodio, Il disegno della donna al vento, vede due studenti universitari alle prese con il mistero che avvolge il blog di un tal Nanashino Ren. Sarà il più anziano dei due, usando le sue conoscenze delle tecniche di illustrazione e in particolare quella dei layer, a scoprire il dramma che si cela dietro una serie di enigmatici disegni.
Nel secondo episodio, Il disegno dell’appartamento scarabocchiato, la madre e la maestra del piccolo Yuta cercano di ritrovare il bambino scomparso interpretando un disegno fatto per la festa della mamma. Anche nel disegno di Yuta le due donne, separatamente, scoprono una “storia”, riescono a ricostruire la cronologia degli elementi del disegno stesso, fondamentale per arrivare anche al suo significato, quindi a capire dove il bambino possa trovarsi.
Nel terzo episodio, L’ultimo disegno del professore d’arte, un giovane aspirante giornalista tenta di svelare il mistero della morte del suo insegnante d’arte Yoshiharu Miura, il cui corpo è stato ritrovato in cima a una montagna, basandosi su un disegno del luogo del delitto che la stessa vittima ha eseguito con mani incerte prima di essere assassinato.
L’ultimo capitolo, Il disegno dell’albero che protegge il passero, ricostruisce infine la vita del personaggio che si rivelerà la chiave per comprendere tutto il testo.
Soltanto alla fine di ciascun episodio, infatti, si scopre che esso è collegato al precedente, come anelli di un’unica catena, attraverso un filo rimasto occulto eppure chiaramente visibile una volta identificato. Il capitolo successivo si occupa di aggiungere nuovi elementi tematici ma anche di spiegare ciò che è rimasto oscuro nel precedente. Allo stesso modo, l’ultimo episodio illumina il primo, come pure il prologo del libro, dando alla storia una sinistra, perfettamente congegnata circolarità.
Esiste una vasta letteratura di trame circolari, soprattutto nel cinema, un titolo per tutti: Prima della pioggia di Milčo Mančevski (1994) che vinse il leone d’oro a Venezia e fu candidato all’Oscar. Ma ce ne sono di più recenti, soprattutto thriller, e verosimilmente Uketsu non li ha ignorati.
Strani disegni va considerato un appassionato riconoscimento al potere dell’immagine da parte del suo autore. Il particolare di un disegno o di un dipinto resta spesso ignorato, sia perché i meccanismi automatici che agiscono nella mente letteralmente non lo vedono, sia perché può esserci una preventiva manipolazione che sfrutta le proprietà dell’illusione ottica. Pensiamo all’anamorfosi contenuta nel celebre Ritratto degli ambasciatori di Holbein.
Probabilmente, quando giovanissimo Uketsu aspirava a diventare artista manga, non aveva idea della complessa potenza di un semplice disegno, né che nei suoi tratti non c’era solo ciò che si vedeva, un volto, un’azione. C’era molto di più: la psicologia del profondo di chi lo aveva fatto vi era entrata a sua insaputa con tutta la sua simbologia oscura e misteriosa.
