Referendum Giustizia: Sì alla riforma, nasce a Livorno un comitato trasversale
Livorno 26 febbraio 2026 Referendum Giustizia: Sì alla riforma, nasce a Livorno un comitato trasversale
Sarà Guido Guastalla, personalità conosciutissima e stimata in città, a presiedere il neonato Comitato livornese SìRiforma a sostegno del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.
Accanto a lui, tra i soci fondatori, l’avvocato penalista Alessandra Natale e una composizione che rappresenta un’inedita e significativa convergenza di esperienze politiche differenti: l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle Francesco Berti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Perini e Simone Lenzi, artista e autore televisivo, già assessore alla Cultura nella prima giunta Salvetti.
La composizione del Comitato non è casuale. I promotori spiegano che l’unione tra società civile e figure con percorsi politici trasversali è frutto di una scelta precisa: superare la logica dello scontro politico tra favorevoli e contrari al Governo e riportare il confronto sul merito della riforma.
«Questo referendum – affermano i fondatori – non è un voto sul Governo, ma una scelta sul modello di giustizia che vogliamo per il futuro. I cittadini devono poter votare con consapevolezza, sulla base di ciò che la riforma realmente prevede».
Il Comitato promuoverà incontri pubblici, dibattiti e iniziative con ospiti di rilievo nazionale, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro i contenuti della riforma: la separazione tra chi accusa e chi giudica, così da garantire un sistema penale in cui pubblico ministero e giudice non siano più colleghi; l’introduzione del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno, a tutela dell’autonomia del CSM e della futura Alta Corte.
Un meccanismo che, secondo il Comitato, rafforza l’indipendenza della magistratura e offre ai cittadini una maggiore garanzia di imparzialità: chi è chiamato a valutare e giudicare l’operato dei magistrati non dovrà più preoccuparsi di orientare le proprie decisioni in funzione del consenso interno, ma potrà agire in piena autonomia e secondo coscienza, libero dalle logiche rappresentative connesse al voto.
