Referendum magistratura, il Pd Livorno dice NO: “Non è una riforma, è un attacco”
Livorno 16 febbraio 2026 Referendum magistratura, il Pd Livorno dice NO: “Non è una riforma, è un attacco”
Referendum sulla magistratura, il Pd Livorno per il NO: “Questa riforma non è separazione, è un attacco all’equilibrio dei poteri”
Si è svolto a Livorno presso il locale Calafuria un dibattito sul SI e il No al referendum sulla Magistratura. un dibattito organizzato da Fratelli d’Italia e moderato dai giovani di Gioventù Italiana dove si sono confrontati:
Senatrice Susanna Donatella Campione (avvocato e commissione giustizia Senato) PER IL SI
Avvocato Giulio Profeta (Segreteria PD Livorno) PER IL NO
Avvocato Francesco Ferrari (Sindaco di Piombino) PER IL SI
Dottor Niccolò Volpe ( Associazione Nazionale magistrati) PER IL NO
Avvocato Marco Talini (Camera penale di Livorno ed ex consigliere comunale) PER IL SI
Nel dibattito sul referendum relativo alla magistratura e alla separazione delle carriere, il Partito Democratico di Livorno prende posizione netta per il NO. A spiegare le ragioni è l’avvocato Giulio Profeta, esponente della segreteria cittadina del Pd, intervenuto nel corso di un confronto pubblico.
Una delle questioni sollevate riguarda la presenza, all’interno del Partito Democratico, di una minoranza favorevole al Sì, come nel caso della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. Un elemento che riapre il confronto interno su un tema che negli anni ha attraversato più volte il dibattito democratico.
“È vero – chiarisce Profeta – che una parte del partito ha sempre considerato la separazione delle carriere una possibile soluzione. Ma non è mai stata una posizione condivisa da tutto il Pd. Ci sono stati e ci sono settori che non hanno mai ritenuto questa strada la più adeguata”.
Secondo l’esponente livornese, il punto centrale sta nelle differenze tra le ipotesi discusse in passato e l’attuale proposta oggetto di referendum. Nel 2018 il tema era stato affrontato in un contesto e con presupposti diversi, tanto che in alcuni ambienti veniva definita una “riforma di civiltà”. Oggi, sostiene Profeta, la situazione è profondamente cambiata.
“La linea che è emersa dagli organi del partito, anche grazie alla segretaria Elly Schlein, è di netta contrapposizione e rifiuto di questa riforma, per ragioni che riguardano sia il merito sia il metodo”.
Nel merito, l’accusa è chiara: “Quella che viene presentata come separazione delle carriere – afferma – in realtà non è una vera separazione. È un intervento che rischia di configurarsi come un attacco alla magistratura”.
Profeta punta il dito in particolare contro due aspetti: il meccanismo del sorteggio per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura e la previsione di un’Alta Corte con poteri disciplinari. Secondo la posizione del Pd livornese, questi strumenti altererebbero gli equilibri costituzionali e inciderebbero sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura.
Il nodo politico, dunque, non è solo tecnico ma istituzionale: per il fronte del NO, la riforma non rafforzerebbe la separazione dei poteri, bensì rischierebbe di compromettere l’equilibrio tra gli stessi, introducendo meccanismi considerati potenzialmente lesivi dell’autogoverno della magistratura.
Il confronto resta aperto, anche dentro le forze politiche. Ma a Livorno la linea del Pd è definita: la riforma, così come formulata, non rappresenta un passo avanti, bensì una modifica giudicata pericolosa per l’assetto costituzionale.
