Cronaca 17 Settembre 2020

Regionali: l’M5S propone “La casa di cittadinanza”, misura migliorativa del reddito di cittadinanza

Livorno 17 settembre 2020 – Regionali,  la proposta dell’M5S: “La casa di cittadinanza (Cdc)”

“La proposta è stata presentata alla presenza dei candidati alle elezioni regionali del Movimento 5 Stelle per la Circoscrizione di Livorno; a sostegno della candidatura di Irene Galletti, Leonardo Apolloni e Daniele Esposito e della capogruppo in consiglio comunale Stella Sorgente.

“Il reddito di cittadinanza è una misura importantissima che ha portato ottimi risultati per migliorare la vita delle persone e che, dal nostro punto di vista; potrebbe avere ulteriori potenzialità già insite nel modo in cui è stato pensato e funziona attualmente.

Quella che abbiamo presentato oggi è una proposta migliorativa del Reddito di Cittadinanza che tiene di conto dell’attuale crisi economica post-Covid e di un maggiore focus sul tema dell’emergenza casa.

Tale proposta è stata inserita nel programma di Irene Galletti e del Movimento 5 Stelle a livello regionale.  La proposta è stata sottoposta anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che si è dimostrato interessato al tema ed alla sua applicazione pratica

Tale proposta, che noi abbiamo chiamato “Casa di cittadinanza”(Cdc) assume che se ogni nucleo familiare ha un alloggio ne guadagna fortemente la salute pubblica poiché la casa è un fondamentale determinante sociale di salute del nucleo familiare.

Ma per il disallineamento tra redditi e mercato delle locazioni, oggi, si può avere un reddito, di cittadinanza o meno, ma non avere o rischiare di perdere la casa per la difficoltà di pagare l’affitto.

Questo è il paradosso a cui risponde il concetto di Casa di cittadinanza.

 

Se chiedessimo al nucleo familiare una preferenza sul mantenere il reddito o l’alloggio, molto probabilmente risponderebbe l’alloggio.

Lo strumento della casa di cittadinanza potrebbe essere una risposta tempestiva anche al peggioramento della situazione dell’emergenza abitativa che, innescata dal Covid, non si è ancora manifestata in tutta la sua gravità, solo grazie al blocco degli sfratti decretato dal Governo fino al 31.12.2020.

 

La casa di cittadinanza può contenere la quota di sfratti e pignoramenti per mancato pagamento delle rate del mutuo e successivamente essere estesa ad altre casistiche.

Nel programma di Irene Galletti è contenuta una sperimentazione di livello regionale della misura che dovrebbe portare a:

1. imprimere una spinta al mercato degli affitti;

 

2. disincentivare le occupazioni abusive o comunque togliere eventuali alibi agli occupanti;

 

3. proteggere, specialmente i piccoli proprietari, dalla morosità incolpevole degli affittuari;

 

4. aumentare la disponibilità di case popolari da destinare ai nuclei regolarmente in graduatoria;

 

5. facilitare l’emersione dell’affitto pagato al nero.

 

Il meccanismo, si fonda sulla Quota B del Reddito di Cittadinanza (la parte dedicata all’affitto o al mutuo) e intende rispondere alla “criticità” delle garanzie che i proprietari di casa esigono per affittare un alloggio e che spesso impedisce che il contratto vada in porto.

La Casa di Cittadinanza consente di sostenere un affitto o un mutuo attraverso:

una Quota B del Rdc non più fissa a 280 € per gli affitti ed a 150 € per i mutui, come è adesso; ma libera di variare insieme alla Quota A in funzione dell’effettiva necessità del nucleo familiare.

Il pagamento dell’affitto o del mutuo attraverso la Quota B verrebbe in questo modo garantito al proprietario dallo Stato.

 

Di seguito la tabella che simula le variazioni della Quota A e B in funzione dell’affitto di un alloggio.

Ci sembra una proposta molto diversa da quella che hanno fatto, ad esempio, Fratelli d’Italia e Lega a livello locale:

tali forze politiche hanno affermato che le persone straniere non devono poter accedere alla casa popolare in presenza di case di proprietà nel Paese d’origine.

Peccato che tale “proposta” sia già contenuta nelle normative attuali e che fare questo tipo di affermazioni non solo non porta a niente di concreto;  rischia di scatenare una (inutile) tensione sociale; ma oltretutto dimostra che certi candidati alle elezioni regionali non conoscono minimamente le leggi della Regione che si candidano a governare.

La nostra proposta invece parte dalle normative attuali volute dal Movimento 5 Stelle e da normative regionali che conosciamo molto bene e mira a migliorare quanto c’è già, per affrontare al meglio la crisi, garantendo il diritto alla casa”.

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