Politica 5 Maggio 2021

Rendiconto 2020, le riflessioni di Buongiorno Livorno su bilancio comunale

buongiorno livorno logoLivorno 5 maggio 2021 – Rendiconto 2020, le riflessioni di Buongiorno Livorno su bilancio comunale

Il 30 aprile 2021 in Consiglio Comunale si è discusso e votato il
rendiconto di gestione relativo all’anno 2020.

Per molti motivi Buongiorno Livorno ha votato contro.
Per l’ennesima volta, purtroppo, abbiamo dovuto esprimere la nostra
profonda contrarietà rispetto alle regole che vincolano e costringono
gli Enti Locali nella gestione delle proprie risorse.

Quest’anno il Comune di Livorno ha registrato un risultato di amministrazione di 191 milioni di euro di cui ben 121, come previsto
dalla normativa, sono stati accantonati al fondo crediti; crediti di dubbia esigibilità.

In parole povere si tratta di soldi che l’Ente non ha ancora incassato, che non si ha alcuna certezza di poter incassare e che pertanto restano inutilizzabili.

Questa situazione deriva, oltre che dalle previsioni di legge, dal trascinarsi di crediti che ci portiamo dietro da anni, e che non riusciamo ad aggredire in modo sufficiente:

a fine 2020 abbiamo ben 91 milioni di crediti legati ad imposte e tasse, 35,5 milioni derivanti da vendite di beni e servizi e 33,9 milioni da attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti.

Davanti a queste cifre enormi l’Amministrazione dovrebbe procedere a valutazioni profonde, sia in merito alla capacità di riscossione dell’Ente sia in termini più strutturali, anche in merito al sistema fiscale comunale e alla modalità di costruzione delle tariffe legate ai servizi.

Ci sono poi 13 milioni accantonati per contenzioso, vale a dire circa
6,7 milioni IN PIÙ rispetto allo scorso anno!

Su questi abbiamo chiesto approfondimenti, visto che per la maggior parte si tratta di contenziosi già presenti nel 2019, per cui a nostro parere; il rischio legato alla causa doveva essere già emerso nel corso degli anni.

La parte accantonata corrisponde, in totale, al 72,40% dell’intero
risultato di amministrazione, che risulta pertanto congelato e quindi
non spendibile per la città.

Altri 23 milioni sono vincolati o per legge o perché derivanti da
trasferimenti (18 milioni), portando così la parte vincolata al 23,16%
del risultato complessivo.

La parte destinata agli investimenti liberi è, insomma, un misero 1,63%;
un 2,80% corrisponde alla parte disponibile.

Abbiamo fatto questa osservazione sia in Consiglio sia, precedentemente,
in commissione Bilancio, e anche l’Assessora Ferroni ha condiviso la
nostra lettura.

Sarebbe molto importante che gli amministratori del PD, del Movimento 5
Stelle e della Lega, che attualmente governano insieme il Paese, portassero questa critica con forza all’interno dei propri partiti e movimenti, non limitandosi a dare ragione a chi, come noi, critica questi meccanismi, da anni.

Purtroppo, infatti, il quadro normativo che strangola gli Enti locali è
frutto delle politiche di chi ha governato a livello centrale, sia da centro destra sia da centro sinistra, e che ha progressivamente attribuito ai Comuni un ruolo da mero esecutore e piccolo ragioniere.

Noi vorremmo che l’Ente locale fosse altro, che avesse davvero potere e autonomia, che fosse in grado di dare risposte vere sul territorio alle istanze e alle esigenze di chi lo abita e lo vive, specie in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia.

La nostra analisi, nello specifico, ha sottolineato poi l’evidente incapacità dell’Ente di realizzare gran parte degli investimenti che pure erano stati previsti nell’anno di competenza.

Prendiamo ad esempio la missione chiamata “Assetto del territorio ed
edilizia abitativa”:

per il programma “Urbanistica e assetto del territorio” erano state previste spese in conto capitale (e quindi investimenti) per circa 28,8 milioni; peccato che non ne sia stato speso infinitamente meno – per la precisione, 412.250 euro.

Per l’edilizia popolare, a fronte di 4,4 milioni di euro da spendere in
conto capitale, sono stati impegnati solo 1,4 milioni di euro.

Secondo noi questo non può assolutamente essere spiegato solo con la
pandemia! Crediamo sarebbe doveroso approfondire i motivi di questo
immobilismo.

Infine, come nel nostro intervento in aula, anche qui vogliamo passare
dalla critica di sistema a quella di singole voci minime, che nel bilancio cittadino risultano essere pressoché irrilevanti.

L’importo dedicato alle singole voci forse è direttamente proporzionale
all’importanza politica che l’attuale Amministrazione attribuisce a queste voci, ma non è accettabile per noi di Buongiorno Livorno.

Prendiamo la missione, “Politiche giovanili, sport e tempo libero” e in
particolare il programma denominato “Politiche giovanili”:

 

le spese correnti previste per l’anno di competenza ammontavano appena a 42.067 euro.

Già un po’ pochino, no?

Bene, nemmeno quelli sono stati usati!

Infatti sono stati impegnati solo 20.610 euro (!).

E’ evidente che sono cifre assolutamente insufficienti e non in linea con
le lampanti necessità di spesa e investimento in un settore fondamentale
per la città:

lo sviluppo di politiche giovanili degne e necessarie per garantire benessere e un futuro migliore ai ragazzi e alle ragazze che vivono qui.

Altro punto per noi inammissibile è relativo alla missione “Sviluppo
sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”, programma “Aree
protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione”:

qui a fronte di 17.349 euro, ne sono stati impegnati appena 6.000.

Vorremo vedere queste voci crescere velocemente, vista l’emergenza in
cui Livorno vive, anche dal punto ambientale e climatico, e la necessità
di tentare di porre rimedi immediati.

Crediamo che la nostra città abbia bisogno davvero di guardare al futuro
e questo non è certo il modo per farlo.

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