Collesalvetti 25 Giugno 2020

Rifiuti zero: “Il PD promuova la riconversione della raffineria ENI al posto del mega-inceneritore”

raffineria eniStagno (Lollesalvetti, Livorno) 25 giugno 2020 – Il coordinamento rifiuti Zero Livorno:

Vogliamo cogliere l’opportunità offerta dell‘intervento del PD, regionale, territoriale e comunale di Livorno e Collesalvetti, sul tema del mega-inceneritore interno alla raffineria ENI di Stagno, per fornire alcune precisazioni e proposte utili al dibattito pubblico sulla questione.

Accogliamo favorevolmente la proclamata volontà del PD di superare le discariche e di ridurre la “termovalorizzazione” (cioè l’incenerimento dei rifiuti) in Toscana, tuttavia occorre far presente che le discariche non potranno mai essere del tutto superate finché continueranno ad essere inceneriti i rifiuti

La combustione infatti produce sempre scorie non solo gassose e liquide, ma anche solide (ceneri, ecc.), che devono essere allocate in discariche speciali, a meno che non le si voglia in qualche modo “nascondere”, per esempio nei materiali da costruzione o altro.

E’ necessario chiarire anche che una “riduzione” dell’incenerimento non può andare a braccetto con la costruzione di un inceneritore 5 volte più grande di quello attualmente presente a Livorno: la normativa infatti classifica i “gassificatori”, come quello proposto a Stagno, come una tipologia di inceneritore, che attraverso la combustione distrugge i rifiuti emettendo gas climalteranti e altre sostanze inquinanti.

Per quanto riguarda l’economia circolare, a prescindere dai dettagli tecnici del progetto ENI (che scandalosamente non sono ancora stati presentati, dopo un anno dalla presentazione del protocollo d’intesa con la Regione, chissà perché), l’Unione Europea ha comunque già chiarito che il cosiddetto “riciclo chimico” non può assolutamente essere considerato “economia circolare”, proprio perché distrugge la plastica (per ricavarne additivi per carburanti) e non la rimette in “circolazione”, ma anzi costringe ad estrarre nuovo petrolio per produrre continuamente nuova plastica.

Quindi non comprendiamo come possa cambiare la valutazione negativa di un simile progetto, in base a dettagli tecnici che oltretutto nessuno si decide a mostrare, se davvero vogliamo sostenere l’economia “circolare”.

E’ evidente inoltre, a nostro avviso, che non potrà mai esserci una “diminuzione” dell’inquinamento, a meno che l’apertura del mega-inceneritore non significhi chiusura della raffineria: ma il prezzo da pagare dal punto di vista occupazionale sarebbe enorme, dato che l’inceneritore non potrebbe garantire che una minima parte degli attuali posti di lavoro.

A questo punto, allora, vogliamo proporre al PD, attraverso le istituzioni in cui esprime gli organi di governo (Stato, Regione, Comuni di Livorno e Collesalvetti), di farsi parte attiva per una riconversione ecologica vera e propria dello stabilimento ENI, visto che la stessa azienda sta implementando la produzione di energia solare, eolica ecc. in varie ex raffinerie italiane, creando posti di lavoro senza impatti ambientali negativi.

Invece di aspettare passivamente i dettagli tecnici di un progetto sbagliato in partenza e totalmente inutile rispetto alle future esigenze del territorio (tanto che è già stata preannunciata la “possibile” importazione di rifiuti da fuori Toscana, quindi il progetto sarebbe solo un grande business speculativo), proponiamo al PD ed alle altre forze politiche interessate di formulare ad ENI precise contro-proposte per una vera riconversione “green” della raffineria, ad alto tasso occupazionale e sul modello di quelle già in atto in altre raffinerie, aprendo un tavolo trasparente, subito, con le parti sociali e con le associazioni ambientaliste del territorio. Noi ci siamo.

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