Cronaca 11 Ottobre 2026

Ripetitore a Montenero, la protesta dei residenti: «Impatto devastante sul paesaggio»

Livorno 11 ottobre 2026

Un’antenna per la telefonia mobile alta oltre 34 metri ha acceso la protesta dei residenti di Montenero. L’impianto sorge in via del Pino, all’interno di un terreno privato coltivato a ulivi e vicino a diverse abitazioni.

La mobilitazione si è svolta ieri,  sabato 10 ottobre nel giardino della famiglia Della Maggiore-Scavazzon. All’incontro ha partecipato anche Marco Cannito di Città Diversa.

I residenti contestano soprattutto l’impatto paesaggistico della struttura. Il ripetitore emerge tra gli ulivi e risulta visibile da numerosi punti della zona collinare.

Secondo gli abitanti, l’area rientra nella classificazione comunale E4, relativa a una zona pedecollinare con elevata dotazione ecologica. La collocazione dell’impianto, a loro giudizio, non rispetterebbe il valore ambientale del territorio.

La famiglia Della Maggiore-Scavazzon si trova a pochi metri dall’antenna. Il palo dista circa sei o sette metri dalla recinzione della proprietà, mentre altre abitazioni sorgono a poche decine di metri.

I residenti: «Una struttura sproporzionata»

Durante l’incontro, una residente ha descritto il ripetitore come una presenza metallica invasiva. «La struttura supera i 34-35 metri e sovrasta il profilo collinare», ha spiegato.

Gli abitanti sostengono di avere scoperto l’intervento soltanto quando il palo era già comparso. Secondo la ricostruzione fornita dall’avvocato Francesco Atzeni, i lavori sarebbero iniziati nel settembre 2025. Il palo sarebbe stato installato il 14 novembre 2025, nell’arco di una sola giornata.

L’impianto sarebbe entrato in funzione il 16 agosto 2026. I residenti contestano di non avere ricevuto comunicazioni dirette sull’avvio dei lavori e sull’attivazione del ripetitore.

Oltre all’impatto visivo, gli abitanti esprimono preoccupazioni per la vicinanza alle case. La residente intervenuta nel video chiede garanzie sugli effetti delle emissioni elettromagnetiche nel lungo periodo.

I residenti precisano di non voler mettere in discussione il rispetto delle autorizzazioni. Chiedono però informazioni più chiare sulle verifiche effettuate e sulle tutele previste per chi vive nelle abitazioni vicine.

Le preoccupazioni riguardano anche il possibile deprezzamento degli immobili. Secondo i promotori della protesta, la presenza del ripetitore potrebbe incidere sul valore commerciale delle case collocate nei dintorni.

Il ricorso al Tar è ancora pendente

Le famiglie coinvolte hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana. Gli avvocati Francesco Atzeni e Giovanni Vaglio assistono i residenti.

Prima del ricorso, i legali hanno inviato una diffida alla proprietà del terreno, al Comune di Livorno, a Vodafone e a Inwit. L’amministrazione comunale avrebbe risposto sostenendo che le autorizzazioni necessarie risultavano richieste e ottenute.

I residenti hanno quindi depositato il ricorso nel gennaio 2026. Il procedimento attende ancora la fissazione della prima udienza.

I legali hanno chiesto anche una misura cautelare. Il Tar non ha concesso la sospensiva, ritenendo che le antenne non avessero determinato, in quella fase, un pericolo imminente o un pregiudizio immediato.

Il ricorso resta comunque aperto. I residenti attendono inoltre una relazione peritale sulle distanze tra l’impianto e le abitazioni circostanti.

La difesa richiama una sentenza del Consiglio di Stato del 2024, relativa a un’antenna installata a Costa d’Oneglia, frazione di Imperia. In quel caso, il giudice aveva confermato la rimozione di una struttura alta circa 16 metri.

La decisione aveva esaminato la valutazione dell’impatto paesaggistico e le conseguenze sulle vedute di un’abitazione vicina. I legali considerano quel precedente significativo per la vicenda di Montenero.

La richiesta: rimuovere l’impianto e aprire il confronto

I residenti chiedono la rimozione del ripetitore. Contestano inoltre le modalità con cui l’intervento sarebbe stato realizzato e chiedono una verifica della compatibilità dell’opera con il contesto collinare.

Durante l’incontro è emersa anche la questione della pubblicità degli atti amministrativi. Ai residenti sarebbe stato contestato di essersi mossi tardi rispetto all’avvio dei lavori.

Gli abitanti respingono questa ricostruzione. Secondo loro, non si può chiedere ai cittadini di consultare quotidianamente l’albo pretorio per individuare ogni intervento vicino alle proprie abitazioni.

Marco Cannito ha sottolineato la necessità di affiancare alla battaglia giudiziaria una mobilitazione civica. L’esponente di Città Diversa ha invitato il Comune e la proprietà a riaprire il dialogo.

L’obiettivo, secondo Cannito, consiste nell’individuare possibili alternative attraverso un confronto tra le parti. La vicenda resta quindi affidata sia al percorso davanti al Tar sia al dibattito pubblico sulla tutela del paesaggio e sulla localizzazione degli impianti di telecomunicazione.

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