Cronaca 14 Febbraio 2019

Rsu Comune: “Proposte inascoltate sulla Protezione Civile”

E denuncia organico insufficiente e un piano "non aggiornato dal 2011"

La Rappresentanza Sindacale Unitaria del Comune di Livorno è intervenuta, con una nota dai toni molto duri sull’organizzazione e il funzionamento della Protezione Civile:

“La Protezione Civile Comunale è un servizio importantissimo, che ha nel Sindaco il suo vertice politico non delegabile. Infatti dalla sua efficiente organizzazione dipendono la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.

È un servizio altamente specializzato, coordinato su base regionale e nazionale, che richiede precise competenze professionali e la massima motivazione dei suoi addetti.

Nell’agosto 2017 questa Amministrazione non ha solo modificato la sua organizzazione, ma di fatto ne ha stravolto l’intera ossatura operativa.

Fino a quel momento il gruppo di lavoro era composto da un Dirigente geologo e da 4 dipendenti di profilo tecnico.

Uno staff sempre impegnato “in prima linea”, anche nel delicatissimo servizio di “allerta meteo”. Un ottimo gruppo di lavoro che, all’indomani della vicenda giudiziaria di un suo componente, a nostro parere, doveva immediatamente essere rinforzato, anziché mortificato con tagli di personale che a molti sono sembrati addirittura “punitivi”.

Il Piano di Protezione Civile attualmente in vigore risale al 2011Oggi ormai inadeguato e ampiamente superato dalle più recenti norme regionali e nazionali.

Ad esempio è mutata la catalogazione regionale dei gradi di allerta meteo, passata dalla quella numerica (lieve livello 0, moderata livello 1 ed elevata livello 2) a quella cromatica (codice verde per la normalità, codice giallo vigilanza, codice arancio attenzione e codice rosso pre-allarme).

Anche il Regolamento, collegato al Piano, non è più applicabile perché rinvia a un’organizzazione che all’interno del Comune di Livorno non esiste più dall’agosto 2017.

Un nuovo e aggiornato Piano è in fase di (costosa) elaborazione da soggetti esterni. Anche qui risulta molto difficile comprendere perché la bozza elaborata dal vecchio gruppo di lavoro in anni più recenti sia rimasta per molti mesi nei cassetti della Giunta senza essere mai stata discussa o presa in considerazione.

La questione sindacale

Oggi l’Ufficio di Protezione Civile è ridotto a tre soli dipendenti con profilo tecnico (di cui uno soltanto con esperienza e formazione adeguata e due che stanno seguendo, in questo periodo, la necessaria formazione), ha subito un declassamento, da settore autonomo di Staff al Sindaco, a servizio strutturato all’interno del settore Polizia Municipale.

Il nuovo Dirigente e il nuovo Responsabile sono infatti il Comandante della Polizia Municipale e un Ufficiale di PM, nessuno dei quali possiede un profilo tecnico.

In orario d’ufficio le decisioni tecnico-operative, in particolare quelle dell’allarme meteo, ricadono tutte sulle spalle dei soli tre tecnici ad oggi in forza all’ufficio.

Da luglio 2018 l’Amministrazione, con un atto unilaterale e nessun confronto sindacale, ha cercato di scaricare sul “gruppo dei tecnici reperibili volontari”, che da anni si occupa di interventi di urgenza e di operazioni di messa in sicurezza delle persone e del territorio (come, ad esempio la caduta di intonaci o cornicioni, dissesti idrogeologici, inquinamento) , dell’allarme meteo.

Dobbiamo specificare che solo alcuni tecnici di questo gruppo, costituito da dipendenti con vari profili tecnici che operano in altri uffici, hanno ricevuto una formazione di base di Protezione Civile, ma mai nessuno di loro una formazione specifica sull’allerta meteo, in pratica di fronte a previsioni meteo nessuno di loro ha le competenze tecniche per decidere in autonomia se e a quale livello mettere in moto la macchina della Protezione Civile.

La RSU da luglio 2018 ha condotto un lungo e faticoso lavoro di mediazione, puntando da un lato a non lasciare isolati i 3 lavoratori tecnici della Protezione Civile e dall’altro a tutelare i diritti degli altri lavoratori del “gruppo tecnici reperibili volontari”, catapultati in quel settore ben prima di ogni tipo di aggiornamento professionale qualificante.

Come RSU abbiamo cercato di creare le condizioni per costituire un ulteriore gruppo di tecnici reperibili disposti a specializzarsi in allerta meteo: l’Amministrazione ha risposto con un bando rivolto a tutti i dipendenti comunali che ha ricevuto solo tre adesioni.

La ragione è semplice da capire: in assenza di un piano di Protezione Civile aggiornato e di figure responsabili (Dirigenti e/o Funzionari tecnici, esperti della materia) in grado di supportare i tecnici reperibili volontari nelle delicate decisioni da assumere in caso di previsioni meteo avverse, tutta la responsabilità rischia di ricadere su loro, proprio sulle ultime ruote del carro.

È giusto? Come RSU, vogliamo riportare l’attenzione della città su questo settore.

Chiediamo: è giusto e funzionale continuare ad avere la Protezione Civile all’interno della Polizia Municipale, settore gravato da una pesante carenza organica e dai molteplici compiti che la legge gli riserva?

È giusto che un qualsiasi dipendente si trovi a operare in situazione di allerta meteo o di eventi, senza essere supportato da un dirigente o da un superiore in grado di indirizzare o correggere le sue azioni?

Magari ritrovandosi poi, benché ultimo anello nella catena di comando, a fronteggiare in solitudine l’emergenza e la responsabilità di un evento straordinario come l’alluvione?

È giusto che tutto questo personale venga di fatto distolto dai compiti dell’ufficio a cui appartiene? Sia esso il settore manutenzione strade, urbanistica, ambiente o i lavori pubblici, tutti uffici anche questi titolari di compiti importanti e necessari alla città.

Noi sappiamo che non è giusto che un’Amministrazione si ostini ad agire d’imperio, senza ascoltare i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali.

La nostra proposta, finora inascoltata, è quella di potenziare davvero la Protezione Civile di una città come Livorno: portare da tre a sei i tecnici in organico dell’Ufficio Protezione Civile, nominare un responsabile e un dirigente, anch’essi tecnici del settore e porre l’ufficio di Staff al Sindaco.

Questo consentirebbe finalmente al servizio di operare al meglio e di svolgere in autonomia la propria specifica reperibilità anche per l’allerta meteo, allo stesso tempo si creerebbero le condizioni più favorevoli per affiancare al servizio di reperibilità altri tecnici, selezionati su base volontaria e adeguatamente formati.

La RSU aziendale, pur disponibile a ogni confronto su questa delicata materia, ha chiesto il ritiro del Piano di Protezione Civile 2011 perché non più adeguato all’organizzazione attualmente vigente e il ritiro dell’atto organizzativo relativo alla reperibilità allerta meteo demandata al già esistente “gruppo tecnici volontari reperibili”.

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