Cronaca 12 Aprile 2021

Rugby: è scomparso Marco Bollesan, ‘leggenda’ della palla ovale

Per 4 anni è stato tecnico del Rugby Livorno. Con lui alla guida, 6° posto in A1, miglior risultato di sempre

Rugby-Marco-Bollesan

Marco Bollesan

Livorno 12 aprile 2021

È scomparso all’età di 79 anni (ne avrebbe compiuti 80 il prossimo mese di luglio) Marco Bollesan, una ‘leggenda’ della palla ovale italiana.

Al suo nome è legato un periodo davvero ricco di soddisfazioni del Rugby Livorno.

Bollesan ha ricoperto il ruolo di carismatico allenatore della squadra biancoverde per quattro stagioni, dal 1989/90 al 1992/93.

Sotto la sua guida, i labronici sono riusciti a raggiungere prestigiosissime mete.

Nell’annata di A1 1989/90, il Rugby Livorno – targato Corime e con David Knox mediano di apertura – raggiunse la sesta posizione in A1 (il massimo campionato domestico).

la formazione del rugby livorno targata 'corime', 6° in a1 nella stagione 8990

La formazione del rugby livorno targata ‘corime’, 6° in a1 nella stagione 8990

Si è trattato del miglior piazzamento in senso assoluto mai raggiunto dal Rugby Livorno in questi primi 90 anni d’attività.

In quel favoloso campionato, memorabili, tra le altre, le vittorie con il Benetton Treviso (allo stadio ‘Picchi’) e con L’Aquila (sia in trasferta, sia in casa).

Con Bollesan allenatore, il Rugby Livorno ha colto, sempre in A1, nella stagione 90/91, l’ottavo posto.

 

Poi dodicesima piazza e sfortunata retrocessione in A2 nell’annata 91/92 e la ‘ricostruzione’ con tanti giovani provenienti dal vivaio, in A2, nella stagione 92/93 (con un buonissimo quinto posto).

Ecco come la Fir, con una nota sul suo sito ufficiale, ricorda la figura di Bollesan.

 

Quarantasette volte azzurro, trentaquattro volte capitano della Nazionale, Commissario Tecnico alla prima Rugby World Cup del 1987; Team Manager nelle rassegne iridate del 2003 e del 2007; fondatore delle Zebre nella loro forma originaria di invitational club italiano.

Leggenda” non è un termine abusato quando lo si lega al nome di Marco Bollesan

 

Azzurro numero 193, unico rugbista inserito dal CONI nella Walk of Fame che attraversa il Parco del Foro Italico, scomparso ieri sera 11 aprile a Genova.

Avrebbe compiuto ottant’anni il prossimo 7 luglio.

Dal suo debutto con l’Italia, nemmeno ventiduenne il 14 aprile del 1963 a Grenoble contro la Francia, un’istituzione del rugby azzurro, una bandiera, un simbolo in anni in cui la palla ovale era lontanissima dai riflettori odierni e il Sei Nazioni, per il nostro rugby, più un sogno che un’ambizione.

Nato a Chioggia ma cresciuto a Genova, flanker nelle fila del CUS del capoluogo ligure; dopo essersi imposto come una delle migliori terze linee del panorama nazionale era passato alla Partenope conquistando il titolo di Campione d’Italia del 1966 prima di rientrare al suo club d’origine, sfiorando per tre anni il titolo tricolore con i genovesi per poi conquistarlo nel 1975 con la maglia del Brescia, nello stesso anno della sua ultima apparizione in azzurro contro la Cecoslovacchia a Reggio Calabria. 

In carriera aveva avuto il privilegio di capitanare l’Italia in occasione dello storico tour sudafricano del 1973; uno dei punti di svolta nella storia della palla ovale nostrana

 

Nello stesso anno era stato tra i soci fondatori delle Zebre. 

Nominato Commissario Tecnico, in tandem con Gianni Franceschini, nel primo mandato della presidenza Mondelli; aveva guidato la Nazionale alla prima Rugby World Cup del 1987 in Nuova Zelanda, sfiorando l’accesso ai quarti di finale.

Tra il 2002 ed il 2008 era rientrato nello staff della Nazionale come Team Manager durante le gestioni di John Kirwan e Pierre Berbizier, ultimi passi professionali di una vita interamente dedicata al servizio del rugby italiano.   

Per i rugbisti della mia generazione, per chiunque abbia praticato lo sport tra gli Anni ’60 e gli Anni ’80 ma anche per chi è venuto dopo:

Marco Bollesan è stato un esempio, l’epitome del rugbista coraggioso

 

il simbolo di un Gioco dove fango, sudore e sangue rappresentavano i migliori titoli onorifici.

Ha contribuito a far conoscere il rugby nel nostro Paese ben prima della rivoluzione professionistica del 1996; incarnando lo spirito del rugby italiano per oltre due decenni e rivestendo anche negli anni successivi al suo ritiro dal campo una serie di ruoli strategici per la Federazione.

Gli saremo eternamente grati per il suo straordinario contributo ed io, in particolare, porterò sempre nel cuore i suoi insegnamenti e l’onore che mi riconobbe assegnandomi, da Commissario Tecnico, i gradi di capitano della Nazionale durante la sua gestione. Siamo vicini alle figlie Miride e Marella ed a tutta la sua famiglia. Il rugby italiano ha perso uno dei suoi figli prediletti” ha dichiarato il Presidente della FIR, Marzio Innocenti, esprimendo il cordoglio della Federazione.

A nome personale, e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, esprimo la più sincera vicinanza alla Federazione, al Presidente Marzio Innocenti e a tutta la grande famiglia del rugby in questo momento di profondo dolore per la scomparsa di Marco Bollesan, dopo la prematura perdita di Massimo Cuttitta. Lo sport italiano perde due grandi campioni, mirabili interpreti dei valori che lo caratterizzano e intramontabili esempi di capacità e professionalità. Ricordo con orgoglio l’attribuzione di un posto nella Walk of Fame del CONI, istituita nel 2015, al grande Bollesan, mito senza tempo per i titoli ottenuti e per il suo percorso, che lo ha consegnato per sempre alla storia del movimento. Sono sicuro che il ricordo ispirerà le nuove generazioni, chiamate a emulare gesta intramontabili” ha dichiarato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò.

I funerali di Marco Bollesan si svolgeranno martedì 13 aprile alle ore 11.30 presso la Chiesa di Sant’Antonio a Boccadasse, Genova.

 

Carriera da giocatore


Caps 47
Caps da Capitano della Nazionale 34
Vittorie 19
Pareggi 3
Sconfitte 25
Esordio in Nazionale: Francia v Italia 14-12, Grenoble 14 aprile 1963
Ultimo test-match: Italia v Cecoslovacchia 49-9, Reggio Calabria 10 maggio 1975
Titoli di Campione d’Italia: 1965/66 (Partenope Rugby), 1974/75 (Brescia)

 

Carriera da Commissario Tecnico della Squadra Nazionale (1985-1988)


Test-match 19
Vittorie 7
Pareggi 1
Sconfitte 11

 

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