Rugby 5 Novembre 2021

Rugby: Mori titolare nell’Italrugby contro gli All Blacks. La soddisfazione e le parole di Ghiozzi, presidente della Fulgida Etruschi Livorno

mori federico

Mori Federico

Livorno 5 novembre 2021

Un sogno che diventa realtà. Federico Mori trequarti livornese di eccezionale livello, attualmente in forza al Bordeaux, alto 188 cm per 106 kg, nato il 13 ottobre 2000 (e dunque solo da pochi giorni 21enne), giocherà titolare (nel ruolo di ala) nell’Italrugby nell’attesissima sfida in programma questo sabato alle 14:00 all’Olimpico di Roma, contro gli All Blacks. Potrà dunque, pochi istanti prima della gara, dopo l’esecuzione degli inni, assistere molto da vicino alla danza maori, la celeberrima ‘Haka’. E, soprattutto, avrà l’onore di indossare la maglia azzurra, per la decima volta. Lo zio del fortissimo rugbista labronico è Fabrizio Mori (è fratello di suo padre), campione del mondo nei 400 ostacoli nel 1999 a Siviglia. Il trequarti livornese ha iniziato a giocare a otto anni nel Livorno Rugby, ma alla vigilia della sua seconda annata tra gli under 16 (nel 2015), è andato a giocare nel Granducato, la franchigia nata in quella estate. Era tesserato Fulgida Etruschi Livorno (una delle due società che hanno ‘creato’ la realtà del Granducato) e al club verde-amaranto è rimasto sempre molto legato, come dimostrano le sue ‘visite’ ai campi degli Etruschi (il ‘Gimona’ e il ‘Tamberi’), nei ritagli tra un impegno agonistico e l’altro. Visite apprezzate dai giovanissimi del vivaio della Fulgida, che con lui, in più occasioni, si sono fatti scattare foto autografate. Prima di spiccare il volo verso il mondo professionistico, Mori, con la maglia del Granducato, ha colto prestigiosi traguardi. Terzo posto nel campionato italiano under 16 2015/16, successo nel Trofeo dell’Appennino nella stagione successiva, tra gli under 18 e settima posizione, poi, per i Granduchi under 18, nel campionato italiano, nell’annata 2017/18. Sempre nel giro delle nazionali giovanili, ha poi militato nella stagione 2018/19 nell’Accademia Fir, è passato nel Calvisano (la squadra che aveva appena conquistato il suo settimo scudetto), ma soprattutto si è ben presto ritagliato un ruolo di primissimo piano come permit player, nelle Zebre. L’ulteriore salto questa estate, quando si è trasferito in Francia, nel Bordeaux. Una meta dopo l’altra. E ora l’immensa soddisfazione di affrontare la Nuova Zelanda.

Lo stesso presidente della Fulgida Etruschi, Carlo Ghiozzi, non nasconde il proprio orgoglio.“Un’emozione immensa – sottolinea il massimo dirigente dei verde-amaranto labronici, con il sorriso stampato sul volto – vedere ragazzi della tempra di Federico entrare in campo per affrontare da titolare i “tutti neri”, leader indiscussi della palla ovale. E l’emozione è ancora di più nel pensare che Federico, insieme a molti altri sui compagni di squadra, che oggi calpestano campi di rugby a livello nazionale ed internazionale, si sono allenati ed hanno giocato in piccoli impianti di quartiere come il ‘Tamberi’ dove il Presidente la domenica tracciava il campo, cercava di liberare le zone più impervie dal fango e alla fine preparava anche il terzo tempo per tutti: questo è il nostro rugby! Contro la Nuova Zelanda non vinceremo sicuramente con il punteggio sul campo, ma in cuor nostro, con quella partita, abbiamo già vinto la sfida più importante perché tutti i nostri sacrifici da dirigenti di società di periferia si rispecchiano nell’orgoglio di veder giocare i ‘nostri’ ragazzi con la maglia azzurra contro le leggende del rugby. Questo è il nostro rugby fatto di tanta passione e sogni che diventano realtà!”

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