Cronaca 5 Maggio 2019

Salvetti aggiunge in extremis le riparazioni navali al programma elettorale

Il programma ufficiale non le cita, ma sono state inserite nelle slide della presentazione al Lem

LIVORNO- Nell’affollata sala del Lem, presenti tutte le componenti della sua lista, Luca Salvetti ha presentato ieri parte del suo programma elettorale partendo proprio dal lavoro e dal porto. Come già anticipato, proprio per ridare centralità al principale motore economico della città, il candidato sindaco del centro-sinistra ha confermato che nella sua futura Giunta ci sarà un assessorato specifico al porto e all’integrazione porto-città.

Il programma elettorale di Salvetti (sostenuto da  PD, Futuro!, Casa Livorno e Articolo 1 MDP) è stato distribuito in versione cartacea sintetica ai presenti, ma è disponibile online anche sul sito ufficiale del candidato sindaco ed è scaricabile a questo indirizzo.

Salvetti ha redatto un programma interessante ed accurato, ma non possiamo fare a meno di notare una lacuna importante che mal si accosta al suo percorso professionale. Come si può leggere nella sua biografia, Luca Salvetti si è laureato in Scienze Politiche discutendo una tesi sulla storia dell’industria navale e cantieristica. Certo, sono trascorsi molti anni e oggi rappresenta delle forze politiche e non solo se stesso, però nel suo programma non c’è una sola parola sull’industria navale e la cantieristica, almeno se non intesa come produzione di yacht.

Cerchiamo di essere precisi. Il programma alla voce “Economia del mare” dice solo questo in 66 pagine:

“Livorno è anche una delle capitali mondiali della Nautica grazie alla presenza in Città di un Cantiere tra i più importanti d’Europa. Occorre uno sforzo, anche culturale, per far si che questa presenza possa rappresentare in futuro anche più che nel presente, uno dei punti di forza della Città per essere competitiva e anche attrattiva verso altre imprese. In questo senso il mantenimento delle attività in essere e lo sviluppo di altre compatibili e che valorizzino le infrastrutture disponibili (bacini in primis) sono un fatto ineludibile e che deve vedere una spinta chiara e motivata al fine di creare lavoro, in molti casi altamente qualificato (ingegneri; tecnici; operai specializzati; carpentieri; saldatori). È un settore che va però sostenuto con adeguate politiche formative e professionalizzanti”.

Il testo, a dire il vero un po’ in politichese riprende pressoché alla lettera, quello del PD pubblicato a gennaio: “Anche la cantieristica è un settore strategico.In questo senso il mantenimento delle attività in essere e lo sviluppo di altre compatibili e che valorizzino le infrastrutture disponibili (bacini in primis) sono un fatto ineludibile e che deve vedere una spinta chiara e motivata al fine di creare lavoro, in molti casi altamente qualificato (ingegneri; tecnici; operai specializzati; carpentieri; saldatori). È un settore che va però sostenuto con adeguate politiche formative e professionalizzanti”.

Neanche una parola sulla gara dei bacini di carenaggio, sulla necessità di un pieno recupero del favoloso bacino in muratura (ad oggi utilizzato come vasca da bagno) e sulla (ri)creazione di un indotto di lavoratori livornesi andando oltre all’utilizzo di ditte esterne spesso straniere. E, aggiungiamo, ancora una visione un po’ anni Novanta delle riparazioni navali, legata a martelli, frese e carpenteria, ormai superata e delocalizzata da due decenni all’estero.

Notoriamente – non ce ne vorranno gli amici del PD – il Partito Democratico è sempre stato piuttosto freddo sul tema delle riparazioni navali e ha sempre inteso quel settore (tranne una sola illuminata posizione all’interno del partito) come sostanzialmente accessorio rispetto alla costruzione degli yacht. Non a caso il testo parte dalla premessa della nautica e parla di “compatibilità” alla nautica e di “valorizzazione” delle infrastrutture piuttosto che di pieno recupero.

Meglio tardi che mai però. Ieri infatti Salvetti ha infatti aggiunto in extremis il tema delle riparazioni navali e dei bacini di carenaggio alle sue slide: “C’è un bando. Che si risolva questa situazione e sia individuato chi può incominciare a lavorare secondo i riferimenti contenuti in quel bando. Possono arrivare posti di lavoro“. A onor di Salvetti anche la circostanza che non ritiene il programma un documento sigillato, ma un qualcosa che continuerà a definirsi ascoltando i cittadini e le forze economiche del territorio. Qui di seguito il video del suo discorso.

 

 

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