Politica 1 Luglio 2021

Sblocco dei licenziamenti, PaP: “Purtroppo nessuna vittoria”

Sblocco dei licenziamenti, Potere al Popolo protesta davanti a ConfindustriaLivorno 1 luglio 2021

Come Potere al Popolo siamo scesi in piazza in molte città italiane, compresa la nostra, per protestare contro lo sblocco dei licenziamenti.

Una misura che potenzialmente riguarda il licenziamento di 600.000 lavoratori in un momento di già estrema difficoltà per molti dipendenti dovuti al periodo di pandemia e lockdown dove gli aiuti economici hanno subito enormi ritardi e sono stati insufficienti. Per non parlare dei licenziamenti invisibili di chi aveva un contratto a tempo determinato in scadenza o lavorava al nero.

Ci aveva piacevolmente sorpreso la presa di posizione dei sindacati confederali anch’essi allarmati dal possibile esito disastroso di tale sblocco in un momento in cui la ripresa economica è ancora lontana. Purtroppo oggi i sindacati parlano di vittoria ripetendo senza senso che hanno convinto il governo a concedere la Cassa Integrazione per 4 mesi, ma evidentemente Landini & Co non hanno ben letto cosa hanno firmato.

Se si legge la Presa d’Atto di quell’accordo tra governo, sindacati e Confindustria non c’è alcuna sospensione dei licenziamenti. Tutt’altro. La frase precisa la riportiamo, ed è “Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, SI IMPEGNANO raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro.

Sblocco dei licenziamenti, Potere al Popolo protesta davanti a ConfindustriaIn pratica c’è un semplice “impegno”, cioè una sorta di preghiera agli imprenditori di non licenziare, ma di ricorrere alla Cassa Integrazione. Ma noi sappiamo bene che i licenziamenti sono più che auspicati da Confindustria e dalla classe imprenditoriale di questo paese che dopo la dilagante precarietà diffusa nei contratti e l’abolizione dell’articolo 18, mirano a ristrutturare le loro aziende abbassando i costi del lavoro e licenziando i lavoratori che sono per loro soltanto un alto costo sul quale si può risparmiare a discapito della sicurezza economica della classe lavoratrice e delle loro competenze maturate negli anni.

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