Aree pubbliche 24 Maggio 2019

Scali del Monte Pio, “Marciapiedi non a norma” (Foto)

I nuovi stalli blu nel quartiere della Venezia

“Passeggiando lungo via Borra e gli Scali del Monte Pio, oltre a notare che recentemente gli aspetti riguardanti il patrimonio storico-architettonico non sembrano essere più così importanti per l’attuale amministrazione , se ci si sofferma solo degli aspetti legati alla mobilità urbana le perplessità sono altrettante.

Quando si va a progettare o ci si occupa di questo aspetto è sottinteso che non riguardi solo gli autoveicoli, ma anche i pedoni ed in particolare i disabili.

In un sopralluogo pare che non si ha nemmeno menzione della normativa in merito dei percorsi pedonali e men che meno un po’ di buon senso.

Oltre ad aver finalmente applicato la larghezza della carreggiata come da normativa 3,00 m, cosa che non è avvenuta nel resto della città dove si è paventata una prescrizione dei Vigili del Fuoco che obbligava alla misura minima di 3,50 m ( il che ha portato alla riduzione di molte centinaia di posti auto in zone cha già ne avevano carenza ed inoltre si è portata oltretutto la concorrenza con in “non residenti”)

Oltre a quanto sopra ,soprattutto nei quartieri storici, non si può non aver cura ed attenzione per i percorsi pedonali.

Nell’intervento in esame, Scali del Monte Pio, il percorso pedonale, delimitato dalla striscia bianca ora dipinta, ha una larghezza per tutto il suo sviluppo di 90 cm, ma non sono presenti le piazzole 150 x 150 cm, previste da normativa ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia alle carrozzine dei disabili motori.

Se non bastasse tale percorso è disseminato di ostacoli che ne limitano la larghezza: cestini (ovviamente asportabili) e numerosi scalini ed elementi in pietra appartenenti ai palazzi seicenteschi del luogo.

Nessuno nega che i cittadini della Venezia debbano avere una risposta alla domanda di posti auto, aggravata dalla convivenza con gli aspetti notturni della zona, cosi come avviene nel quartiere di Borgo Cappuccini, ma il problema inasprito dal recente nuovo sistema della sosta urbana, si affronta in maniera strutturale, redigendo finalmente un Piano della Mobilità Sostenibile e non con soluzioni tampone a rimediare altre soluzioni adottate senza la minima partecipazione dei cittadini e soprattutto senza tener conto dei disabili.

Antonio Morozzi

 

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