Sciopero generale a Livorno, Usb rivendica 20mila persone in piazza: «Abbiamo dato una scossa alla città ma non ci fermeremo qui»
Livorno 31 ottobre 2026
Il sindacato traccia il bilancio della mobilitazione del 30 ottobre: porto bloccato, corteo nel centro cittadino e richieste consegnate al prefetto. Nel mirino carovita, spese militari e traffico di armi: «Non ci fermeremo qui».
USB Livorno traccia un bilancio positivo della giornata di mobilitazione di venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale e della giornata internazionale di lotta dei portuali. Secondo la stima diffusa dal sindacato, sono state 20mila le persone scese in piazza tra lavoratori, studenti e pensionati, in una manifestazione che ha attraversato il centro cittadino e che, nelle parole dell’organizzazione, ha rappresentato un segnale forte contro il carovita e le spese militari.
La giornata era iniziata fin dalle prime ore del mattino con i blocchi nella zona portuale. USB riferisce di un porto completamente fermo, con le due navi dirette alle isole rimaste in banchina e le operazioni sospese. In testa al corteo hanno sfilato i vigili del fuoco in divisa, seguiti da un servizio d’ordine composto da lavoratori portuali e operai delle fabbriche e dei piazzali della logistica.
La manifestazione ha poi attraversato tutto il centro di Livorno, fino a raggiungere piazza della Repubblica, riempita dai partecipanti. Una mobilitazione che, secondo il sindacato, ha coinvolto una parte significativa della città e si è inserita in una giornata di protesta che ha interessato diverse città italiane.
Le richieste consegnate al prefetto
Al centro della protesta, il contrasto all’aumento del costo della vita e l’opposizione ai programmi di riarmo. USB ha spiegato di aver consegnato al prefetto una serie di richieste precise: la calmierazione del prezzo dei carburanti a 1,50 euro al litro, l’azzeramento dell’Iva sui beni alimentari, lo stop ai piani di riarmo, lo stanziamento immediato di 5 miliardi di euro per la scuola e di altri 5 miliardi per la sanità attraverso la legge di bilancio, oltre all’introduzione per legge di un tetto per affitti e mutui.
Nel comunicato il sindacato rivolge anche una critica alle forze politiche che, a suo giudizio, mantengono posizioni contraddittorie sui temi della guerra e della politica internazionale. Nel mirino finiscono in particolare il sostegno all’invio di armi, i progetti di esercito europeo e quelle che USB definisce posizioni ambigue nei confronti di Israele e Stati Uniti.
L’organizzazione rivendica inoltre il ruolo dei sindacati indipendenti nella riuscita della manifestazione, contrapponendolo a quello delle organizzazioni confederali. «Che credibilità possono più avere le organizzazioni sindacali confederali che, da una parte chiedono ai lavoratori di mobilitarsi, e dall’altra sottoscrivono contratti nazionali da 6 euro l’ora o con aumenti salariali ben al di sotto dell’inflazione», sostiene USB.
La protesta internazionale contro il traffico di armi
Un altro asse centrale della mobilitazione è stato quello della giornata internazionale di lotta dei portuali, che secondo USB ha coinvolto 113 scali in tutto il mondo. L’obiettivo dichiarato è contrastare il traffico di armi attraverso i porti commerciali.
Il sindacato richiama in particolare quanto avvenuto recentemente a Livorno, dove, secondo quanto riportato nel comunicato, è stata bloccata un’altra nave che trasportava armi ed era diretta alla base militare di Sigonella. Un episodio che USB collega alle mobilitazioni degli anni precedenti e che, a suo giudizio, conferma l’urgenza di intervenire sul tema. La posizione dell’organizzazione è sintetizzata nello slogan: «Basta armi in un porto civile».
I ringraziamenti e l’annuncio: «Non ci fermeremo qui»
Nel bilancio della giornata, USB ringrazia le realtà che hanno contribuito all’organizzazione e alla riuscita della manifestazione: il Gruppo autonomo portuali, il collettivo studentesco Scuola di Carta, Potere al Popolo ed Ex Caserma Occupata.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, per la sua presenza e la solidarietà espressa ai manifestanti e ai lavoratori portuali.
«Oggi abbiamo dato una scossa alla nostra città, ma non ci fermeremo qui», conclude USB Livorno, annunciando così la volontà di proseguire la mobilitazione sui temi del lavoro, del costo della vita, della pace e del contrasto al traffico di armi.
