Provincia 30 Giugno 2017

“Sciopero deciso e duro come l’acciaio è il segnale che l’asticella della pazienza è al limite”

Senatrice Paglini: “La città di Piombino sta ribollendo e i lavoratori sono esasperati. quanto ancora questo Governo pensa di tirare la corda?”

CASO ACCIAIERIE DI PIOMBINO (AFERPI)

La Senatrice Sara Paglini:

Tutta la città di Piombino e i lavoratori delle acciaierie ex Lucchini sono in assetto di “guerra”.

Oggi uno sciopero deciso e duro come l’acciaio è il segnale che l’asticella della pazienza è al limite.

Ancora troppe incertezze sul futuro industriale dell’area e sull’occupazione. Ancora incompiute le molte opere previste dall’accordo di programma e le bonifiche più volte annunciate.

Alla Camera dei deputati il Movimento 5 Stelle aveva chiesto ed ottenuto l’audizione in Commissione attività produttive del commissario straordinario Piero Nardi svoltasi il 30 maggio 2017, numerosi gli interventi anche da parte dei consiglieri regionali e dei consiglieri comunali M5S di Piombino. 

Il Movimento 5 Stelle a livello parlamentare si era mobilitato sul caso a partire dal settembre 2013, quando una delegazione di senatori pentastellati varcò i cancelli dell’Acciaieria su invito del Meetup di Piombino.

La parlamentare toscana Sara Paglini, capo-gruppo al Senato della Commissione lavoro del M5S, già prima firmataria di diverse interrogazioni sul caso della crisi AFERPI, è intervenuta oggi affermando: “La gestione da parte del Governo della crisi che riguarda questo settore industriale così strategico per il nostro Paese è a dir poco allucinante! I ministri Poletti e Calenda pochi giorni fa, il 23 giugno, hanno emanato un Decreto Ministeriale che mortifica i lavoratori e scavalca accordi presi in precedenza con i rappresentanti dei lavoratori; accordo firmato il 26 giugno 2015, nel quale si assicurava alla scadenza il rinnovo di altri 24 mesi dei contratti di solidarietà.
Inoltre ieri è uscito un comunicato stampa diramato dal Ministero del Lavoro, congiuntamente al MISE, che è un’altra presa in giro in quanto si attesta che: “I ministri hanno individuato un’ipotesi di soluzione in grado di mantenere le condizioni di reddito dei lavoratori finora garantite e coerente con le normative che regolamentano la materia”.

Il rischio è che le normative che regolamentano la materia siano quelle del Jobs Act, a meno che non si specifichi a quali normative si riferiscono i Ministri Poletti e Calenda e la Viceministro Bellanova..

Oggi Piombino è bloccata: questa la risposta dei lavoratori.

La continuità produttiva intanto va scemando, la città si sta impoverendo, e le prospettive di una ripresa vera sono sempre più al lumicino.

Poco fa i consiglieri comunali M5S di Piombino (Daniele Pasquinelli, Mario Gottini, Susy Ninci, Andrea Lessi) hanno informato la senatrice toscana Sara Paglini che è arrivata una telefonata da parte del Ministro Poletti (ricevuta dal Sindaco di Piombino) che garantisce che entro domani uscirà un’integrazione al Decreto per tutelare l’occupazione e garantire i livelli di retribuzione così come sono oggi cioè l’80% della paga base per tutti i lavoratori e non il 60% come specificato nel decreto ministeriale del 23 giugno 2017.
Noi ci chiediamo se queste tempistiche con l’acqua alla gola, siano casuali o volute.

Dopo 2 anni, a 2 giorni dalla scadenza della Legge Marzano, è vergognoso che il Governo emani un “decretino” al ribasso per ricattare i lavoratori che sono con l’acqua alla gola. Una mancetta di ammortizzatori sociali che se erogati dall’INPS saranno anche erogati con mesi di ritardo. Che provino i signori ministri Calenda e Poletti a vivere per mesi senza nemmeno un briciolo di sussidio… che vengano tra i lavoratori dell’acciaieria e che passino giorni e notti con chi non sa dove sbattere la testa per poter mantenere le  proprie famiglie, i propri figli, pagare un mutuo… e poi vediamo se cambia la musica!

Ricordiamo che il temine entro il quale potrebbe passare tutto in mano alla società algerina AFERPI con a capo Issad Rebrab è il 1° luglio e oggi è il 29 giugno.

Dopo anni di tira e molla… dopo anni di annunci roboanti di grandi vittorie , in verità solo tweet, fuffa da parte dell’ex Presidente del Consiglio Renzi e dal governatore della Regione Toscana Rossi ci si ritrova oggi con un pugno di mosche in mano, con una delle più grandi acciaierie d’Italia senza un serio piano di sviluppo industriale e con i lavoratori che rischiano di rimanere in mezzo ad una strada.E oggi, si cerca di quietare gli animi con una telefonata.

Qui servono atti concreti… che dovevano essere stati presentati a suo tempo con soluzioni adeguate, iniziando a valutare un serio piano industriale dell’acciaio nel nostro paese!

La città di Piombino sta ribollendo e i lavoratori sono esasperati. quanto ancora questo Governo pensa di tirare la corda?

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