Aree pubbliche 17 Agosto 2019

Sgombero torre della Cigna, la posizione di Articolo 1, Casa Livorno, Futuro e Pd

"Servono tempo e soluzioni condivise"

“La notizia dell’ordinanza emessa dal tribunale di Livorno per lo sgombero della Torre della Cigna ottenuta da una parte della proprietà porta con sé una enorme preoccupazione.

L’ordinanza del tribunale da una parte riconosce il diritto legittimo della San Teodoro di rientrare nell’immediata disponibilità del proprio immobile e dall’altra rischia di creare una nuova emergenza sociale di carattere straordinario. Se l’ordinanza fosse resa esecutiva, in questo momento, ci troveremmo con 110 persone senza un alloggio e con conseguenti problemi di natura sociale e di ordine pubblico. Questo perché, a oggi, l’amministrazione comunale non ha gli strumenti adeguati ad affrontare una criticità di queste dimensioni, insieme allo sgombero programmato entro la fine dell’anno del blocco della Chiccaia nel quartiere di Shangai.
In questa situazione rischiamo una dispersione di ingenti risorse del bilancio comunale in soluzioni temporanee e attualmente inefficaci, oltre un nuovo blocco del piano di recupero di Shangai con relativa perdita dei finanziamenti pubblici (2,5 milioni della Regione Toscana e 6,5 milioni del Bando delle Periferie). Per questi motivi condividiamo, con grande forza, la proposta dell’amministrazione comunale di istituire una cabina di regia con le istituzioni preposte (prefettura e questura) ed eventualmente la proprietà per definire un cronoprogramma socialmente sostenibile degli sgomberi.
Nella sostanza serve tempo per individuare soluzioni strutturate per governare una criticità di tale dimensione. Noi non conosciamo nel merito l’ordinanza del tribunale; qualora si fondasse su una situazione di pericolo relativa alla facciata, come risulta da un verbale dei vigili del fuoco, la proprietà potrebbe e
dovrebbe procedere nella messa in sicurezza dell’immobile. Questo consentirebbe di guadagnare tempo e favorirebbe uno sgombero graduale.
Contemporaneamente l’amministrazione comunale potrebbe, attraverso degli investimenti, recuperare appartamenti dal patrimonio pubblico, a oggi inutilizzabili, da mettere a disposizione della graduatoria per l’edilizia residenziale pubblica.
A queste condizioni potremmo affrontare e superare questa criticità, visto che molti degli occupanti della Torre della Cigna sembrano avere i requisiti necessari per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica.
Inoltre, vogliamo fare chiarezza su quanto dichiarato dal Asia USB circa la continuità sulle politiche abitative tra questa amministrazione e quella precedente guidata dal M5S. Questo non corrisponde alla realtà. Noi siamo in netta discontinuità con la ex Giunta Nogarin. Noi vogliamo affrontare l’emergenza abitativa nel pieno rispetto delle leggi e l’occupazione degli immobili pubblici e privati sicuramente non rientra tra le nostre soluzioni.
Al contrario, quei movimenti o quelle organizzazioni sindacali che direttamente o indirettamente hanno sostenuto le occupazioni e hanno posto fuori dalla legalità le persone bisognose di una risposta concreta a un problema reale, non possono essere considerati degli interlocutori.
Infine, vogliamo rispondere al Consigliere Comunale Stella Sorgente, che invece di parlare oggi avrebbe dovuto fare quando era Vicesindaco. La sua amministrazione ha fatto poco o niente per migliorare e valorizzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Una parte di questo è in condizioni igienico-sanitarie veramente precarie. Sulle condizioni del patrimonio di edilizia pubblica chiederemo alla Giunta Salvetti un rapporto e su questo chiederemo un impegno per fare degli interventi importanti di manutenzione”.

Articolo Uno – Casa Livorno – Futuro – Partito Democratico

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