Cronaca 9 Novembre 2021

“STOP Comprensivi”, domani la scuola scende in piazza

Livorno 9 novembre 2021

Il mondo della scuola (docenti, personale ATA e famiglie, nonché alcuni Dirigenti Scolastici) esterna tutta la propria preoccupazione per l’ipotesi di realizzazione degli istituti comprensivi che l’amministrazione comunale, d’intesa con il Provveditorato, ha intenzione di far partire dal settembre 2022.

Contro questa eventualità si invita tutta la cittadinanza a partecipare al presidio che si terrà mercoledì 10 novembre dalle ore 15.30 in piazza del Municipio.

 

In quella data infatti si riunirà il consiglio comunale con all’ordine del giorno la discussione di due mozioni critiche sul tema dei comprensivi (una di Buongiorno Livorno e una del Movimento 5 Stelle).

Hanno confermato la propria presenza in piazza anche i sindacati UNICOBAS, COBAS SCUOLA, FLC CGIL e USB, oltre a Potere al Popolo.

Perché è così importante scendere in piazza?

Occorre evitare che anche nel nostro territorio si perseguano politiche che puntano al risparmio della spesa pubblica a danno dell’istruzione.

Fino ad oggi erano stati respinti i progetti che puntavano all’annessione di gradi di scuole, salvaguardando un modello che permetteva una maggior attenzione alle esigenze di ogni singola realtà.

Per questo motivo le scuole da tempo sono mobilitate per scongiurare l’estensione dei comprensivi sul territorio livornese (in particolare Borsi-Pazzini, Mazzini, Micali, Bartolena e Carducci), in quanto si ritiene che che tale progetto sia ad oggi pieno di criticità rimaste irrisolte.

L’amministrazione comunale ha ricevuto documenti espressi dai consigli d’istituto, dai collegi docenti (votati in gran parte all’unanimità) e dalle assemblee interne dai quali emergono pareri nettamente contrari alla realizzazione dei comprensivi con queste modalità e questi tempi.

Molti sono i quesiti a cui non state ancora date risposte.

In particolar modo è stato segnalato che:

– non ci sono stati investimenti nell’edilizia scolastica che facilitino questi accorpamenti: gli istituti di cui è previsto l’accorpamento sono scuole sparse sul territorio che rimarrebbero comunque isolate;

– si assisterebbe a impoverimento dell’offerta formativa, all’impossibilità di portare avanti, per le singole scuole, la progettazione che risponde a bisogni educativi specifici diversificati per fasce d’età, senza possibilità, ad oggi, di prospettare un’alternativa;

– al momento è impossibile per le scuole delineare un Piano dell’offerta formativa in quanto le scuole non sanno quale sarà la loro organizzazione futura; inoltre, a breve scuole partiranno gli open day: che tipo di offerta formativa dovremo proporre in questa situazione di totale incertezza? Che tipo di indicazioni dare alle famiglie dato che le iscrizioni partiranno a gennaio?

– l’incapacità di fornire risposte tecniche su come saranno assegnati i docenti tra i nuovi Istituti genere grande incertezza; di certo c’è la perdita della continuità per gli alunni, un aspetto particolarmente importante nei casi di alunni con legge 104;

– con gli accorpamenti ci sarà una contrazione delle segreterie nonché il rischio di perdita di personale ATA e questo in una situazione che ci vede ancora immersi in un’emergenza sanitaria;

– non ci risulta che sia stato affrontato il problema dei trasporti. Con questa riforma c’è il rischio che molti alunni perdano la possibilità di frequentare la scuola più vicina perché gli accorpamenti proposti non sempre rispettano i flussi tradizionali di iscrizione; per pareggiare queste difficoltà, non ci risulta siano stati predisposti piani per il rafforzamento del servizio di trasporto pubblico.

E’ per noi alquanto evidente che il progetto sia dettato più da ragioni di bilancio che pedagogiche.

Purtroppo nonostante le problematiche presenti abbiamo assistito alla mancanza di volontà di ascolto da parte dell’amministrazione comunale e in particolar modo da parte della vicesindaca Camici che detiene la delega alla scuola e porta avanti con convinzione e in solitudine quello che noi giudichiamo nient’altro che un accorpamento tra scuole per razionalizzare le risorse.

Inoltre ci preme sottolineare che il progetto non è stato partecipativo, ma calato dall’alto e che non riteniamo minimamente sufficienti gli incontri proposti per docenti e famiglie in occasione del Settembre Pedagogico (escludendo ancora una volta il personale ATA). Un’iniziativa che fino ad oggi ha avuto un carattere formativo e quest’anno è stata trasformata in un momento di disseminazione politicamente orientata delle scelte dell’amministrazione.

Che la scelta sia stata poco apprezzata dagli utenti lo dicono i numeri:

una decina di famiglie ha partecipato al primo incontro, una dozzina al secondo; praticamente deserto il primo incontro riservato ai docenti, con i presenti che si contavano tra le dita di una mano. Un vero e proprio fallimento.

La nostra convinzione è che il progetto, di cui anche le famiglie sono praticamente all’oscuro, debba essere immediatamente fermato perché al momento non esistono né le necessità pedagogiche, né le risorse, né i tempi tecnici per una partenza dei comprensivi dal prossimo settembre 2022.

Fermarsi è una condizione necessaria affinché, anche con il coinvolgimento di chi finora è stato escluso, si possano valutare ed elaborare le soluzioni future più adeguate per la scuola del territorio, da ponderare e attuare con la dovuta gradualità.

In conclusione, invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare al presidio, ribadendo la necessità di fermare l’attuazione dei comprensivi per il settembre 2022 e favorire la nascita di un tavolo di discussione sul futuro delle scuole del territorio, alla presenza di chi la scuola la vive ogni giorno.

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