Striscioni Credere, obbedire, combattere, giovani DEM: non possono essere trattate come ragazzate
Livorno 24 marzo 2026 Striscioni Credere, obbedire, combattere, giovani DEM: non possono essere trattate come ragazzate
“I fatti accaduti al Liceo Cecioni sono gravi. Non possiamo né minimizzare né far cadere nell’oblio la comparsa di striscioni con lo slogan: “credere, obbedire, combattere”, firmati “Cecioni Fascist Crew”.
La “gioventù italiana del littorio”, un’organizzazione che aveva il compito di diffondere l’ideologia fascista nelle giovani generazioni, aveva come motto le stesse identiche parole. Un’organizzazione che voleva diffondere in particolar modo la disciplina e la cultura militare. Idee che ci terrorizzano maggiormente, vista l’escalation internazionale esistente ai giorni nostri.
Riteniamo ulteriormente grave che questi manifesti siano stati attaccati in uno spazio scolastico, nel quale dovrebbero regnare soltanto due parole: libertà e diritti. A partire dalla libertà di insegnamento, in capo ai professori, e il diritto allo studio, fondamentale per gli studenti, che vengono riconosciuti dagli articoli 33 e 34 della costituzione. Parole che non hanno mai avuto spazio in momenti storici come quello fascista.
Il fascismo non è un’opinione da aggiungere al ventaglio delle idee, ma un crimine contro la democrazia, contro la libertà e contro la dignità di tutte e tutti. Per questo riteniamo che se esiste un’organizzazione studentesca apertamente fascista e che fa attività propagandistiche all’interno degli istituti scolastici deve essere individuata e segnalata alle autorità competenti, perché come sancisce la costituzione nella 12esima disposizione transitoria e finale: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Non possiamo trattarle come “ragazzate”, ma sono idee che si riannodano e cercano terreno nella rassegnazione e nella disinformazione. Per questo non possiamo permettere che restino marginali o, peggio, normalizzate e impunite.
A chi ha compiuto questo gesto diciamo chiaramente: Livorno non è terreno fertile per l’odio. Qui la memoria antifascista è viva e non si lascia intimidire. A Livorno esiste solamente un motto: fascisti fuorilegge.
Siamo lieti della risposta immediata della comunità studentesca, che di fronte a gesti del genere si è immediatamente mobilita. Ma vogliamo fare un appello alla cittadinanza tutta: non lasciamo che questo sia un avvenimento chiuso all’interno delle mura scolastiche, riguarda tutte e tutti. Per questo dobbiamo aderire tutte e tutti alle piazze che la comunità studentesca organizzerà, scendendo in piazza per riaffermare i valori della Costituzione e dell’antifascismo.”
