Cronaca 15 Marzo 2026

Studio Confcommercio-Tagliacarne: a Livorno meno negozi nel centro storico, crescono bar e ristoranti ​

Livorno 15 marzo 2026 Studio Confcommercio-Tagliacarne: a Livorno meno negozi nel centro storico, crescono bar e ristoranti

Negli ultimi anni il tessuto commerciale cittadino ha vissuto una trasformazione significativa, con una riduzione marcata dei negozi soprattutto nel centro storico e una crescita delle attività legate alla ristorazione e all’accoglienza. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne.

Nel commercio al dettaglio il calo è evidente: nel centro storico del comune di Livorno le attività passano da 430 nel 2012 a 322 nel 2025. Nel dettaglio delle categorie merceologiche, alcune tipologie di negozi risultano particolarmente penalizzate. Nel centro storico i negozi di abbigliamento e calzature scendono da 56 a 38, mentre quelli di libri e giocattoli passano da 23 a 9. In flessione anche i punti vendita di mobili e ferramenta, che scendono da 34 a 23. Un ridimensionamento che si osserva anche fuori dal centro, dove i negozi di abbigliamento passano da 180 a 97.

Tra le attività più colpite figurano inoltre le edicole, che nel centro storico passano da 11 a 9, mentre nelle altre zone della città scendono da 65 a 54.

Diverso l’andamento per il comparto della somministrazione e dell’ospitalità. Nel centro storico le imprese tra alberghi, bar e ristoranti crescono da 173 nel 2012 a 220 nel 2025. In particolare aumentano i ristoranti, che passano da 61 a 98, confermando una progressiva vocazione del centro verso l’accoglienza e la ristorazione.

«I numeri dello studio fotografano un cambiamento che da anni osserviamo anche sul territorio», commenta il direttore generale di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli. «Il commercio tradizionale sta attraversando una fase di trasformazione profonda, influenzata da fattori come il cambiamento delle abitudini di consumo, la crescita dell’e-commerce e le difficoltà operative che molte attività incontrano nei centri urbani».

«È una dinamica che riguarda molte città italiane – prosegue – ma che rende ancora più urgente mettere in campo politiche urbane capaci di sostenere il commercio di prossimità. Il Comune sta già operando scelte importanti in favore della qualità dello spazio pubblico, della sicurezza e della valorizzazione del tessuto commerciale, perché è consapevole di quanto i negozi di vicinato rappresentino un presidio economico e sociale fondamentale per la vita delle nostre città».

«Il centro storico tende progressivamente a rafforzare la presenza di pubblici esercizi e attività legate alla socialità e al turismo – prosegue – ma è fondamentale mantenere un equilibrio per la qualità della vita urbana e per l’attrattività delle città».

Ekom Mazzini Olandesi 1 + 1 marzo
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