Cronaca 11 Giugno 2022

Stupri e schiavitù, una ricerca mette in cattiva luce Borromei primo Gonfalone di Livorno, la storia su Il Venerdì di Repubblica

La lettera di Gadi Polacco

Lo screenshot dell’articolo sul Venerdì di Repubblica

Livorno 11 giugno 2022

Bernaddetto Borromei, il primo Gonfalone di Livorno, ancora oggi onorato da una via nella nostra città labronica, e impersonato dai sindaci di Livorno durante la ricorrenza del compleanno della città sembra perdere di prestigio agli occhi della storia.

Nuovi documenti portati alla luce da Tamar Herzig, professore di storia moderna all’Università di Tel Aviv descritti in un saggio comparso sulla
American Historical Review porterebbero alla luce un aspetto fino ad ora ignorato di Borromei

Di questa vicenda ne parla il Venerdì di Repubblica (uscito ieri 10 giugno 2022) che ha pubblicato un articolo dal titolo “Livorno 1610: l’ombra della schiavitù UNA STUDIOSA ISRAELIANA SCOPRE LE SEVIZIE INFLITTE A UN GRUPPO DI PRIGIONIERI EBREI”

Sempre nell’articolo si scopre poi che le sevizie sarebbero  degli stupri di massa ai danni di donne ebree  (forse anche bambini)

“Appreso che i 14 ebrei erano profughi senza sostanze, Bonromei provò a chiedere per loro un riscatto alla comunità ebraica livornese, che in passato era intervenuta per salvare dei correligionari. Ma siccome gli ebrei di Livorno questa volta sembravano restii a pagare, forse per non incoraggiare altre catture, il Buonromei, per fargli pressione, fece trasferire le ebree e i loro figli nei quartieri maschili della prigione. Seguirono giorni di stupri e sevizie, tanto feroci che una delle donne, impazzita, gettò la sua bambina dalla finestra»

Gli ebrei livornesi denunciarono la crudeltà del Bonromei al Granduca di
Toscana Cosimo II, ma questi lo assolse perché in fondo «aveva cercato di incrementare le entrate dello Stato». «E così venne messo tutto a tacere”

Questa vicenda raccontata da Il Venerdì di Repubblica era apparsa ad aprile sul giornale Haaretz in Israele e ripresa anche online nell’edizione inglese dell’omonimo quotidiano

La lettera di Gadi Polacco che riportiamo così come ricevuta:

“Stupri e schiavitù a Livorno: Una ricerca mette sotto accusa Borromei, Primo Gonfalone di Livorno, al quale è dedicata anche una via”

“E’ approdata oggi sul “Venerdì” di Repubblica , dopo essere stata ripresa anche da varie testate internazionali (addirittura in Australia), la truce vicenda che vede sotto accusa, in base a documenti rinvenuti da una studiosa israeliana, il primo gonfaloniere di Livorno, al quale è dedicata anche una via cittadina, Bernadetto Borromei.

Dallo studio emerge una vicenda nella quale stupri, schiavitù,estorsione , razzismo e violenza si fondono.

Sarà interessante vedere se la questione verrà affrontata ed elaborata dalla città (al momento la scomoda vicenda non pare aver destato interesse) e non appare casuale, non potendo comunque escludere a priori la coincidenza, che Repubblica riprenda proprio oggi, 429° anniversario delle “Livornine” del 1593, l’argomento.

Il sostanziale non intervento, continuando anzi a sostenerlo, di Cosimo II de’ Medici nei confronti di Borromei, ci ricorda anche come la grande “liberalità ” delle Livornine, spesso decantata ed indubbia nel contesto del periodo storico, fosse comunque assai interessata e in qualche modo limitata, non dimenticando l’eccezione di Livorno “no ghetto” quando, però, i ghetti esistenti in Toscana rimasero in funzione”.

Link ad altro articolo del 18 maggio 2022 “Il lato oscuro del Rinascimento: lo stupro di massa di donne ebraiche a Livorno

 

 

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