Sughere, il SINAPPE: «Padiglione D, servono personale e condizioni di lavoro adeguate»
Livorno 31 agosto 2026 Sughere, il SINAPPE: «Padiglione D, servono personale e condizioni di lavoro adeguate»
Dopo la visita del Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto alla Casa Circondariale di Livorno dello scorso 28 agosto, il Segretario provinciale del SINAPPE Livorno, Agostino Candia, interviene sulle dichiarazioni relative all’apertura del Padiglione C e alla prossima apertura del Padiglione D.
Il sindacato esprime favore per l’ampliamento dell’istituto e per la disponibilità di nuovi spazi detentivi. Tuttavia, invita a non parlare ancora di un modello virtuoso.
«Abbiamo ascoltato con attenzione quanto dichiarato dal Viceministro – afferma Candia – e siamo certamente favorevoli all’ampliamento dell’istituto e alla disponibilità di nuovi spazi detentivi. Tuttavia, riteniamo prematuro parlare di un modello virtuoso quando persistono ancora numerose criticità che riguardano direttamente il personale di Polizia Penitenziaria».
Secondo il SINAPPE, l’apertura del Padiglione D non può basarsi soltanto sui numeri indicati nella pianta organica.
«Quando si parla di personale sufficiente – prosegue Candia – bisogna ricordare che Livorno non è soltanto la Casa Circondariale delle Sughere. Ci sono anche la Base Navale, i distaccati alle Fiamme Azzurre e soprattutto la Sezione distaccata di Gorgona».
L’allarme del sindacato sugli organici di Gorgona
Il sindacato concentra l’attenzione soprattutto sulla situazione della Sezione distaccata di Gorgona.
Secondo quanto riferisce Candia, oggi nell’isola operano circa 26 unità tra sottufficiali, assistenti e agenti, a fronte di un livello minimo previsto di 35 unità.
A questa carenza si aggiungono ulteriori uscite di personale. «Inoltre, 3 operatori sono in uscita per trasferimenti o altri incarichi e 1, passato al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, non è stato ancora sostituito», precisa il Segretario provinciale.
Per il SINAPPE, questi numeri devono entrare nella programmazione relativa alla futura apertura del Padiglione D.
Il sindacato richiama inoltre la questione della caserma agenti, che potrebbe contribuire ad affrontare la carenza di alloggi destinati al personale penitenziario.
«Da anni chiediamo che venga restituita piena funzionalità alla caserma – sottolinea Candia –. Sappiamo che sono state avviate procedure e previsti finanziamenti per la ristrutturazione, ma il personale ha bisogno di sapere quando inizieranno concretamente i lavori e quando potrà finalmente disporre di una struttura adeguata».
«A Livorno il problema abitativo è reale»
Candia evidenzia anche il peso degli affitti nella città e le difficoltà per gli operatori assegnati all’istituto livornese.
«A Livorno il problema abitativo è reale: gli affitti sono particolarmente onerosi e l’assenza di una caserma rappresenta un ulteriore ostacolo per chi viene assegnato al nostro istituto», afferma.
Il SINAPPE segnala poi altre criticità già presenti all’interno delle Sughere, che potrebbero aumentare con l’apertura del nuovo padiglione.
Il sindacato indica problemi agli impianti e alle caldaie, difficoltà nella cucina detenuti e criticità emerse dopo l’apertura del Padiglione C. Restano inoltre alcuni locali inutilizzabili.
Particolare preoccupazione riguarda l’infermeria dell’istituto. Candia descrive una situazione che il sindacato considera «assolutamente indecorosa».
«Ci sono presenza di muffa, locali insalubri e, in occasione delle precipitazioni, l’acqua entra all’interno della struttura. È inaccettabile che un ambiente destinato all’assistenza sanitaria versi in queste condizioni», dichiara.
«Non siamo contrari al Padiglione D»
Il SINAPPE precisa quindi di non essere contrario all’ampliamento della struttura penitenziaria.
«Non siamo contrari al Padiglione D – precisa Candia –. Siamo contrari all’idea di aprirlo senza garantire contemporaneamente il personale necessario e una struttura organizzativa adeguata».
Secondo il sindacato, il rischio consiste nell’aumentare ulteriormente il carico di lavoro degli operatori.
«Il rischio è quello di aumentare semplicemente il carico di lavoro di operatori che già oggi sono in difficoltà», aggiunge Candia.
Il Segretario provinciale affronta infine anche il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali durante la visita del Viceministro Sisto.
«Ci è dispiaciuto non avere avuto la possibilità di confrontarci direttamente con il Viceministro. Non per una questione di protocollo, ma perché chi lavora ogni giorno all’interno delle Sughere conosce perfettamente le difficoltà dell’istituto».
Candia spiega che il sindacato avrebbe voluto mostrare direttamente al Viceministro la situazione della struttura e rappresentare le esigenze del personale.
#### «Servono risposte concrete»
Il SINAPPE conclude chiedendo un confronto urgente sulle principali criticità indicate.
«Non vogliamo fare polemica – conclude Candia – ma chiediamo risposte concrete. Servono un confronto urgente sugli organici, un intervento sulla situazione di Gorgona, tempi certi per la caserma agenti e una programmazione seria prima dell’apertura del Padiglione D».
Il Segretario provinciale riassume così la posizione del sindacato: «Un carcere non è fatto soltanto di nuovi edifici e posti detentivi: è fatto soprattutto di persone».
E aggiunge: «Senza personale adeguato, organizzazione e condizioni di lavoro dignitose, non possiamo parlare di un sistema realmente efficiente».
