Ticket sanitari: da oggi rincari su oltre 600 prestazioni. Codici: “la sanità paga il prezzo dei conflitti in corso”
Livorno 21 settembre 2026
Nuove tariffe sanitarie, Codici: «I cittadini rischiano di pagare di più»
Da oggi, lunedì 21 settembre entrano in vigore le nuove tariffe massime di rimborso per oltre 600 prestazioni sanitarie erogate per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
Il cosiddetto decreto tariffe aggiorna 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Il provvedimento riguarda visite, esami diagnostici e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica.
Nel complesso, le voci interessate sono 670 su un totale di 1.063. Secondo l’associazione Codici, l’aggiornamento potrebbe produrre un aumento medio del 5,8% a carico di molti pazienti.
Tra le prestazioni con gli incrementi più significativi figura l’agoaspirato della mammella, che passa da 31,25 a 36,50 euro.
Aumenta anche la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, da 33,60 a 38 euro. La prima visita specialistica di base, come quella endocrinologica, ginecologica o ortopedica, passa invece da 25 a 26 euro.
La critica dell’associazione Codici
«Non possiamo ignorare – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che questi rincari arrivano in un momento in cui i conflitti in corso nel mondo stanno mettendo sotto pressione l’intera catena dei costi che sostiene la sanità pubblica: dall’energia alle materie prime, fino ai dispositivi medici e ai presidi protesici, molti dei quali dipendono da forniture internazionali soggette a rincari e instabilità.»
«In questo contesto, il rischio è che le tensioni geopolitiche si scarichino, ancora una volta, sulle tasche dei cittadini e sulle famiglie che già faticano a far quadrare i conti.»
Giacomelli collega l’aumento delle tariffe alle difficoltà strutturali del Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste indica le liste d’attesa, la carenza di personale e le differenze territoriali nell’accesso alle cure.
«Un aumento delle tariffe non basta certo a compensare le difficoltà strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, che continua a mostrare crepe evidenti su liste d’attesa, carenza di personale e disomogeneità territoriale nell’accesso alle cure.»
Liste d’attesa e ricorso alla sanità privata
Secondo Codici, l’aumento dei costi non garantisce automaticamente un miglioramento del servizio. L’associazione richiama inoltre i tempi necessari per ottenere visite ed esami specialistici.
«Pagare di più non significa automaticamente curarsi meglio. In troppe Regioni le attese per una visita specialistica si misurano in mesi e chi non può aspettare è costretto a rivolgersi al privato, con una spesa che si somma a quella pubblica.»
L’associazione chiede alle istituzioni di affiancare ogni intervento sulle tariffe con investimenti dedicati alla sanità pubblica.
«Chiediamo alle istituzioni di accompagnare ogni intervento sulle tariffe con investimenti reali su tempi di attesa, personale sanitario e prevenzione, e di tutelare la sanità pubblica dagli effetti indiretti dell’instabilità internazionale, perché altrimenti il rischio è che i cittadini paghino di più per un servizio che, nei fatti, non riescono nemmeno a utilizzare».
Esenzioni e prestazioni interessate
Codici precisa che molte prestazioni di uso comune mantengono le tariffe precedenti. L’associazione ricorda inoltre il tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, che in alcuni casi può limitare l’impatto dell’aumento.
Restano esclusi dagli incrementi gli esenti per reddito, patologia, invalidità e disoccupazione. La stessa esclusione riguarda le donne in gravidanza e le persone che accedono ai programmi di screening.
Giacomelli evidenzia comunque alcuni aumenti particolarmente consistenti.
«Non si può, però, rimanere indifferenti però a questi incrementi, ad esempio pensando a quelli più marcati che riguardano diagnostica vascolare (+52,5%), biopsia (+16,8%), elettromiografia (+13,3%) e prelievi (+12,8%).»
«Non è questa la strada da perseguire per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e per garantire ai cittadini una sanità efficace e tempestiva, soprattutto in un momento storico in cui le tensioni internazionali già gravano pesantemente sul costo della vita».
Codici annuncia che continuerà a monitorare gli effetti del provvedimento sulle famiglie. L’associazione raccoglierà inoltre le segnalazioni dei cittadini.
Per contattare Codici è possibile telefonare allo 06 5571996, inviare un messaggio WhatsApp al 375 7793480 oppure scrivere a segreteria.sportello@codici.org.
