Tra mare e terra, la rinascita del waterfront livornese
Livorno 23 giugno 2026 Tra mare e terra, la rinascita del waterfront livornese
Inaugurato alla presenza delle massime autorità il restyling della Darsena Vecchia e degli Scali Cialdini. Grazie a un piano organico da 1,7 milioni di euro finanziato dal MASAF, le banchine storiche sposano la transizione ecologica con impianti fotovoltaici e accessibilità inclusiva, salvaguardando il lavoro e le reali necessità della flotta peschereccia locale
la Darsena Vecchia e gli Scali Cialdini rinascono con i fondi PNRR: fotovoltaico, accessibilità e un nuovo volto per la pesca. Un investimento da 1,7 milioni di euro finanziato attraverso un contributo del Ministero dell’Agricoltura trasforma l’area storica del pescato in un modello di sostenibilità e inclusione, senza cancellarne l’identità portuale.
Il restyling dell’opera è stato inaugurato stamani alla presenza delle massime istituzioni territoriali. Alla cerimonia del taglio hanno preso parte il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, la vicepresidente della Regione Toscana, Bintou Mia Diop, la presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, il primo cittadino, Luca Salvetti, il vescovo di Livorno, Simone Giusti e il Capitano di Vascello Rodolfo Raiteri, che è intervenuto in rappresentanza del direttore marittimo della Toscana, l’ammiraglio Giovanni Canu.
L’evento ha richiamato una platea d’eccezione tra autorità civili, militari e addetti ai lavori del comparto portuale. Tra i presenti si segnalano il presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda, la vice questora aggiunta, Olga Maria Arganese, il Comandante di Vascello dell’Accademia Navale, Ettore Romeo, il direttore esecutivo di FHP MarterNeri, Giorgio Neri, e il presidente della Compagnia Portuali di Livorno, Enzo Raugei.
Quello che è stato presentato alla stampa è un intervento organico di riqualificazione funzionale ed energetica della storica area portuale — a lungo degradata — che viene così restituita ai cittadini. Il progetto, illustrato dal direttore dei lavori, l’ing. Ivano Toni, riesce a coniugare la libera fruizione degli spazi con le esigenze operative della pesca professionale, che mantiene intatto il suo ruolo lungo le banchine, andandosi a concentrare in un’unica area adibita alla vendita del pescato.
Darsena Vecchia
In Darsena Vecchia è stato rimosso l’asfalto esistente, che è stato sostituito da una pavimentazione architettonica con betonelle (soluzione molto presente lungo le principali passeggiate della città) che ha integrato percorsi tattili per soggetti con disabilità sensoriale.
Sul piazzale della Darsena Vecchia (denominato tradizionalmente Pennello) sono state posizionate due nuove pensiline in acciaio zincato rivestite con doghe in legno composito (WPC), un materiale scelto per la sua elevata durabilità in ambiente salmastro e per la sostenibilità, essendo rigenerabile e certificato antincendio. Le due strutture ospitano un impianto fotovoltaico integrato con moduli di colore verde, studiati per minimizzare l’impatto paesaggistico, garantendo la produzione di energia.
Un elemento centrale del restauro ha riguardato le scale monumentali in pietra (granito e travertino); in questo caso sono state rimosse le croste nere ed è stato effettuato un risanamento conservativo che ha previsto anche il riposizionamento di blocchi lapidei asportati nel tempo.
Infine, per agevolare le operazioni marittime, sono stati posizionati pontili galleggianti in acciaio zincato completi di passerelle di accesso e colonnine di servizio per l’erogazione di acqua ed elettricità.
Scali Cialdini
Spostandosi nell’area degli Scali Cialdini, il progetto ha puntato sulla rigenerazione delle strutture esistenti senza procedere a nuove demolizioni integrali.
I 16 box destinati ai pescatori sono stati riqualificati rimuovendo il rivestimento ligneo completamente degradato e applicando un nuovo “vestito” in doghe di WPC, mantenendo così una coerenza formale con il Pennello della Darsena e, soprattutto, con la nuova pensilina. Infatti la vecchia struttura in acciaio, ormai ossidata e completamente ammalorata, è stata sostituita da una nuova copertura tecnologica dotata di un impianto fotovoltaico da circa 20 kWp con relativi sistemi di accumulo a batterie.
Per quanto riguarda l’arredo e i servizi, sono stati installati nuovi punti di raccolta differenziata per i rifiuti derivanti dalle attività di pesca e un sistema di illuminazione pubblica a LED su pali in cemento architettonico, progettati per resistere all’atmosfera aggressiva della costa.
L’opera è interamente finanziata dal PNRR (Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”) tramite il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
Le dichiarazioni
“Questo intervento – ha dichiarato Gariglio – rappresenta un tassello chiave per una reale integrazione tra il porto e la città di Livorno. Grazie alle risorse del PNRR, siamo riusciti a coniugare la tutela del patrimonio storico con le sfide della transizione ecologica, garantendo al contempo un supporto concreto alla qualità del lavoro svolto in quest’area. Il nostro obiettivo principale – ha aggiunto – era restituire alla cittadinanza spazi pienamente accessibili e riqualificati, offrendo contemporaneamente ai pescatori infrastrutture moderne, efficienti e sostenibili, nel pieno rispetto dei più rigorosi criteri ambientali”.
Il presidente dell’AdSP ha poi ricordato che un porto può esistere solo se mantiene un legame vivo con la propria comunità: “Ringrazio il sindaco e tutte le istituzioni. La collaborazione tra il nostro ente e le realtà locali dimostra che, unendo le forze, si ottengono grandi risultati. Continueremo a lavorare affinché queste opere generino ricadute positive e concrete per tutta la collettività”.
Soddisfatto il sindaco Salvetti, che ha parlato di un intervento fondamentale per tre aspetti precisi. Il primo elemento riguarda la collaborazione istituzionale tra l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Livorno, che insieme hanno ridisegnato una nuova porzione di città. “L’AdSP ha ottenuto i finanziamenti necessari e il Comune ha contribuito con un’idea forte, pienamente condivisa dal presidente Davide Gariglio, che è stata quella riqualificare la passeggiata che va dalla scritta Livorno fino ai Quattro Mori” ha dichiarato. “Spostando gli impianti di depurazione, l’amministrazione comunale ha permesso all’AdSP di lavorare in spazi più ampi, allargando la portata del progetto per realizzare un’opera di altissimo livello” ha aggiunto, sottolineando come l’opera si inserisca nella più ampia rigenerazione del waterfront livornese. “Se facciamo un confronto con il 2019, ci rendiamo conto di essere in un altro mondo: penso alla rinnovata acquaticità della Fortezza Vecchia, ai lavori nell’area dei pescherecci, fino al porto turistico e agli importanti interventi del Comune sul lungomare. Questo fronte mare è, a tutti gli effetti, il vero simbolo della nostra città”.
Salvetti ha concluso il suo intervento con un invito alla concretezza: “In questo luogo lavora il mondo della pesca. Dobbiamo guardare alle loro reali necessità operative: non servono alberelli decorativi, servono spazi adeguati per lavorare bene. Al tempo stesso, mi appello a tutti affinché, oltre al lavoro, vi sia un impegno costante nel mantenere il decoro e il rispetto delle regole, unendo la funzionalità all’occhio per la bellezza della nostra città”.
Anche il comandante Raiteri si è unito ai ringraziamenti di Salvetti, sottolineando come l’opera sia un tassello fondamentale per far diventare ancora più bella la nostra città. Un messaggio, quest’ultimo, condiviso dalla presidente Scarpellini: “Dietro a questi risultati – ha detto – c’è lo straordinario lavoro dei dirigenti e degli uffici tecnici dell’AdSP e del Comune di Livorno; il fattore umano e un impegno incessante per il miglioramento continuo si confermano elementi imprescindibili. Livorno svolge un ruolo cruciale come capoluogo, ma questo intervento fa parte di un sistema di connessioni che unisce e attraversa l’intera provincia fino a Piombino. I due porti, di fatto, sigillano l’inizio e la fine del nostro territorio continentale, unendolo in una visione condivisa di sviluppo e lavoro”.
Un visione identitaria ripresa anche da Mia Diop, secondo la quale quanto realizzato oggi testimonia la volontà delle istituzioni di rafforzare l’identità livornese attraverso il porto, il waterfront e il rapporto con il mare. “È il tentativo concreto di ricongiungerci alle nostre origini, unendo la storica cultura portuale all’innovazione” ha detto. “Mi emoziono nel vedere una città che, passo dopo passo, prende forma e si rinnova. Questa è una zona bellissima e auspico che opere simili possano far innamorare di Livorno anche chi viene da fuori. Questo spazio è un bene comune: spero che tutti i cittadini sentano questi luoghi come propri e da tutelare”.
La cerimonia si è conclusa ufficialmente con la solenne benedizione del Vescovo e con lo scoprimento della targa, cui è seguito il simbolico taglio del nastro.

