Attualità 4 Giugno 2026

Tragedia sul lavoro a Rosignano, muore operaio di 33 anni. Il cordoglio di istituzioni, politica e sindacati

Rosignano Solvay (Livorno) 4 giugno 2026 Tragedia sul lavoro a Rosignano, muore operaio di 33 anni. Il cordoglio di istituzioni, politica e sindacati

Una nuova tragedia sul lavoro scuote la provincia di Livorno. Nella mattinata di giovedì 4 giugno Faouzi Marweni, operaio di 33 anni di origine tunisina residente a Lecco, ha perso la vita mentre stava lavorando

Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore sarebbe precipitato dal tetto di un capannone in seguito a un presunto cedimento strutturale della copertura. Immediato l’intervento dei soccorritori, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare. Saranno adesso la magistratura e gli organi competenti a fare piena luce sulle cause dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità.

La tragedia ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, suscitando reazioni di dolore, rabbia e profonda commozione da parte delle istituzioni, del mondo politico e delle organizzazioni sindacali.

Giani e Lenzi: “Non possiamo accettare che il lavoro costi la vita”

Tra i primi interventi quello del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dell’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi.

“Una nuova tragedia a distanza di pochi giorni da quella di Altopascio – hanno dichiarato – che evidenzia ancora una volta quanto sia necessario e sempre più urgente l’impegno condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali per la sicurezza e la diffusione della cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Giani e Lenzi hanno sottolineato come non ci si possa rassegnare a una situazione che continua a provocare vittime: “Non possiamo continuare ad accettare che il lavoro costi la vita”. L’assessore Lenzi ha inoltre ricordato il recente stanziamento di due milioni di euro di fondi europei destinati alla formazione aggiuntiva in materia di sicurezza e ha richiamato il ruolo dell’innovazione tecnologica, della robotica e dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi più rischiosi.

Il cordoglio della Provincia di Livorno

Profondo sgomento è stato espresso dalla presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini e dal Consiglio provinciale.

“La Provincia di Livorno esprime sgomento e profondo cordoglio per la morte di un giovane lavoratore”, si legge nella nota diffusa dall’ente. La presidente e il Consiglio hanno manifestato vicinanza ai familiari e ai colleghi della vittima, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione sui temi della sicurezza e della dignità del lavoro.

“Ancora una volta ci troviamo a riflettere sui temi della sicurezza e della dignità del lavoro – sottolinea la Provincia – temi che devono riguardare tutti noi e che non possono limitare il nostro interesse al momento della tragedia”.

Marabotti: “Ogni vita spezzata è una sconfitta per l’intera società”

Il sindaco di Rosignano Marittimo Claudio Marabotti ha parlato di una tragedia che colpisce l’intera comunità.

“A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di Rosignano esprimo il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza ai familiari del giovane lavoratore”, ha dichiarato.

Marabotti ha ricordato come la morte sul lavoro rappresenti una vera emergenza sociale, richiamando anche il significato della panchina bianca recentemente inaugurata dal Comune in memoria delle vittime del lavoro.

“Ogni vita spezzata mentre si lavora rappresenta una sconfitta per l’intera società. È necessario rafforzare l’impegno comune affinché tragedie come quella di oggi non si ripetano mai più”.

Franchi (Pd): “Una ferita che colpisce tutta la comunità”

Cordoglio anche da parte del consigliere regionale del Partito Democratico Alessandro Franchi.

“Di fronte a una tragedia come quella avvenuta stamani a Rosignano le parole sembrano non bastare mai”, ha affermato, ricordando come si tratti del quarto incidente mortale sul lavoro dall’inizio dell’anno nella provincia di Livorno.

“Ogni volta che una persona esce di casa per lavorare e non vi fa ritorno è una sconfitta che riguarda tutti”, ha aggiunto Franchi, chiedendo di rafforzare le politiche di prevenzione e i controlli nei luoghi di lavoro.

Tenerini (Forza Italia): “La sicurezza non sia un adempimento formale”

Dura anche la presa di posizione della deputata di Forza Italia Chiara Tenerini.

“La sicurezza sul lavoro non può essere considerata una pratica da archiviare, una firma su un modulo o una voce di costo”, ha dichiarato.

Secondo Tenerini, lavori particolarmente delicati come quelli in quota o su coperture fragili richiedono il massimo livello di prevenzione, formazione e controllo. “Ogni volta che un lavoratore non torna a casa abbiamo perso tutti: le istituzioni, il sistema produttivo e la comunità”.

M5S e Lega: “Serve una responsabilità collettiva”

Il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, attraverso la consigliera Irene Galletti, ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e alla comunità locale.

“Di fronte all’ennesima vita spezzata sul lavoro il lutto collettivo deve tradursi in un’assunzione di responsabilità altrettanto collettiva”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea il senatore della Lega Manfredi Potenti, che ha parlato di un “tragico stillicidio” e di una Toscana che continua a registrare un numero troppo elevato di vittime sul lavoro.

“È sempre più urgente che tutte le istituzioni facciano fronte comune davanti a questa calamità sociale”, ha affermato.

I sindacati: “Basta morti sul lavoro”

Forte la reazione delle organizzazioni sindacali.

La Fiom-Cgil Livorno, attraverso il segretario Federico Braccini, ha espresso profondo cordoglio e ha chiesto che venga fatta piena luce sull’accaduto.

“Le morti sul lavoro non sono fatalità: sono una vera emergenza nazionale che richiede risposte immediate”, si legge nella nota. Il sindacato ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza negli appalti e nelle attività affidate a imprese esterne, chiedendo maggiori controlli, investimenti nella prevenzione e un rafforzamento del ruolo delle rappresentanze dei lavoratori.

Per manifestare il proprio cordoglio e richiamare l’attenzione sulla gravità dell’accaduto, la Rsu di Officina 2000, azienda operante nel parco industriale Solvay, ha proclamato un’ora di sciopero.

Anche il Coordinamento Salute e Sicurezza della Cgil Livorno ha parlato di una tragedia che impone una riflessione profonda.

“Il lavoro continua a essere, per troppe persone, un luogo dove si può perdere la vita. La sicurezza deve essere una condizione reale, prevista prima che il lavoro inizi e verificata concretamente nei luoghi dove i rischi sono maggiori”.

USB: “Servono scelte politiche concrete”

L’Unione Sindacale di Base ha espresso vicinanza alla famiglia del lavoratore e ha parlato di una tragedia che “poteva e doveva essere evitata”.

USB denuncia da tempo la carenza di investimenti in sicurezza e il progressivo depotenziamento degli organi di vigilanza, evidenziando la diminuzione degli ispettori delle Asl e dell’Ispettorato del Lavoro.

“Non bastano le dichiarazioni di circostanza. Servono scelte politiche precise e interventi concreti”, afferma il sindacato, che torna a chiedere l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.

Mentre proseguono le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, da tutte le parti arriva un messaggio comune: la sicurezza non può essere considerata un costo o un semplice adempimento burocratico. La morte di Faouzi Marweni riporta drammaticamente al centro dell’attenzione un tema che continua a segnare il mondo del lavoro e che istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali ritengono non più rinviabile.

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